giovedì 22 giugno 2023

VORREI

 

VORREI.




Vorrei vivere con dignità

tenendo conto della verità

amando la natura senza falsa ideologia

e prima che questi pazzi ci portino via.

Vorrei vivere senza la paura del futuro

e non vedere tante teste sbattere contro un muro

vorrei essere farfalla e fiore

coi petali e le ali bagnati mentre piove.

Vorrei vivere da Essere Umano

e poter tenere tutti per mano

amare ed essere sempre migliore

e donare al mondo un pezzo del mio cuore.

vorrei, sì vorrei e lo farò

se non in questa vita quando ritornerò

e il mondo sarà pronto per volare in alto

senza nemmeno usare il salto.

volere è potere, è ora della sveglia

ma troppa gente non ne ha voglia.

SCRITTO da Milena Ziletti - diritti e proprietà a lei riservati - immagine dal web

sabato 29 aprile 2023

IN VENA DI RICORDI

 IN VENA DI RICORDI



E’ strano come in alcuni momenti i ricordi riaffiorino nella mente come fossero schizzi di un quadro informale. La mente riesce a fare scherzi simpatici e a volte un po’ meno. E’ stato mentre guardavo il cielo così pieno di strisce, dove righe che sembrano fatte col righello si espandono e rendono lattiginoso l’azzurro che non si riesce più ad osservare. Da tanti anni ormai, almeno venti ci sono questi veleni che vengono rilasciati nell’aria, da entità che si comportano come padroni del mondo e si permettono di fare quello che vogliono, comprandosi governi e stati interi con denaro e ricatti. Ma non è questo che volevo raccontare. Il ricordo che è affiorato, nonostante il grigiore che ammorba la terra è quello di una bambina allegra, nonostante le ristrettezze nelle quali viveva. Ero sdraiata sul cemento liscio dell’aia, sentendo il caldo sotto la schiena e guardavo il cielo. Dio quanto mi piaceva! Osservavo le nuvole bianche, quelle vere, che lentamente si spostavano e, mentre cambiavano forme io parlavo con loro. Coglievo un animale, una pianta, perfino il viso di un bambino, ed io ci parlavo. Rimanevo non so per quanto tempo in questo mio stato di rilassamento, e non mi accorgevo nemmeno di chi mi passava vicino. Mi lasciavano fare, si sa che i bambini parlano con gli angeli o con amici immaginari. Dicevano che poi mi sarebbe passato. Bè, così non è stato: quella bambina un po’ strana e un po’ stralunata non ha mai smesso di parlare con i suoi amici immaginari, ha solo imparato a comunicare con la telepatia. Mi accorgo che sto divagando, il ricordo era delle nuvole vere e di come oggi mi commuovo ogni volta che riesco a vederne qualcuna. In questi miei sessantacinque anni già compiuti ho visto molti cambiamenti, ma non avrei creduto che perfino il cielo sarebbe così cambiato. E poi quelle “voci” che mi sussurrano che il cielo non è cambiato per niente, che l’azzurro, le nuvole e il vento che fa cambiare le forme e le trasforma come nei miei ricordi di più di mezzo secolo fa ci sono ancora. Ed è qui che ringrazio i miei amici immaginari, perché mi hanno insegnato a guardare oltre le scie, oltre quella schifezza lattiginosa che fa perfino mancare il respiro. Vedo ancora le mie amiche nuvole che mi prendono in giro mentre si trasformano come hanno sempre fatto, risento il respiro di bambina e il caldo sotto la schiena. Chissà, forse è un modo per sopravvivere a questo scempio, al male che stiamo tutti subendo. Alzo gli occhi anche in questo momento, uno sprazzo di cielo azzurro e un raggio di sole che riesce, nitido a spuntare. E come nei miei ricordi di bambina una piccola nuvola bianca e soffice come il cotone e leggera come fosse fatta di niente passa veloce in quel tratto di cielo azzurro. E’ come se mi dicesse non riusciranno a farci sparire del tutto, finché ci sarà qualcuno come te e tanti altri che ci cercate e ci ricordate. Il respiro di una vecchia sessantacinquenne si fa lieve, come quella bambina che giocava con la terra e aveva sempre le unghie sporche. Dio come vorrei ritrovarla e tenerla per sempre. E poi quelle voci sussurrate sei sempre tu, sei quella bambina, o non ci ritroveresti e non continueresti a parlare con noi. Allora capisco che niente può cambiare il mio essere Aliena, capisco che questo viaggio, il viaggio di questa vita sta passando e, con serenità e gentilezza verrò accolta su quelle nuvole, e da lassù potrò guardare verso il basso e, aiutata da tante e tanti come me, manderemo tutto l’Amore che sarà possibile per aiutare l’Umanità che sta davvero soffrendo.

Ritorno qui, in casa mia ora e mi tornano in mente alcuni detti della generazione di mia nonna, uno in particolare mi piaceva e non lo avevo nemmeno capito, ma ora sì: quant s’è picinì s’è putei, quant s’è vech som amo chei.  (quando si è piccoli si è bambini, e quando si è vecchi, pure).Ma i più fortunati, fra i quali anch’io, sono sempre con l’animo e lo spirito dei picinì e dei putei.

Sorrido da sola, perché mi sono messa alla tastiera per parlare delle nuvole bianche e soffici e poi i tasti mi hanno preso la mano. Lo so, sono solo una vecchia signora di campagna con la passione della scrittura, non posso farci niente, mi basta un indizio e ci scrivo un racconto, una poesia, che poi soltanto alcuni eletti trovano il tempo di leggere, e per questo li ringrazio.

Chissà, stiamo tutti aspettando che arrivi il giorno in cui le nuvole lievi e bianche saranno l’unico ornamento del cielo azzurro, e se non sarà qui, su questo pianeta, io sono sicura che le ritroverò, fosse anche in un altro Universo dove sono attesa. Spero che in tanti sarete là con me.

proprietà riservata a Milena Ziletti - anche la fotografia 

mercoledì 12 aprile 2023

CIAO PAPA'

 CIAO PAPA’


 

 

Ormai non ci sei da quarant’anni

Volato via che sembrano cent’anni

Il mondo è cambiato e non lo riconosceresti

Se tu tornassi vomiteresti.

Dicevi che i capelloni portavano i pidocchi

Ora su questo fluid gender non apriresti nemmeno gli occhi

Donne che sposano donne e uomini che si sposano fra loro

Sarebbe per te una realtà fuori dal coro.

Chissà cosa pensi di tutto questo guardando da lassù

Non credo ti metta voglia di ritornare giù

Quando a diciannove anni eri già padre

E sognavi un mondo che non fosse solo di capre.

Fatti un sorriso e beviti un bicchier di vino buono

Tanto qui non esiste più nemmeno il tuono

Resta dove sei e divertiti a pensare

Che presto anche noi ti verremo a trovare.

Ciao papà volato in cielo così giovane e bello

Hai lasciato quaggiù le tue figlie in un bordello

Ma sono cresciute e sanno cosa fare

Dopotutto sei lì per noi a vegliare

A presto papà, grande uomo fatto di poco

Di insegnamenti e pensieri dispensati davanti al fuoco

Restaci vicino e dell’universo aprici le porte

Torneremo lì, con le nostre gonne corte.

scritto da Milena Ziletti - diritti e proprietà a lei riservati (foto dal web)

martedì 14 marzo 2023

VORREI, OH COME VORREI!

VORREI, OH COME VORREI!






 Vorrei tornare a vedere il mondo con gli occhi di bambina,

ma poi mi accorgo che sono sempre stata aliena.

Vorrei toccare le nuvole con le mani

ma mi rendo conto che le scie hanno coperto ad ali di gabbiani.

Vorrei scendere da quel rogo che mi ha bruciata viva,

e risentire il profumo della primavera.

Vorrei non essere entrata in quei forni maledetti
e ritrovarmi fumo fra i tetti.

Vorrei tornare, già, ma dove tornare?

Tornare a casa, dove davvero so che devo stare.

domenica 19 febbraio 2023

PUO' SEMBRARE STRANO

 PUO’ SEMBRARE STRANO



Può sembrare strano vivere d’amore

In un temo dove nemmeno piove.

Essere altruisti in un mondo malato

Mentre d’indifferenza sei circondato.

Cercare un fiore per sentirne il profumo

Chiudere gli occhi per non vedere il nero fumo.

Può sembrare strano vivere d’amore

Ed essere in cerca di un battito di cuore.

Cercare di volare sopra le nuvole scure

E dimenticarsi delle proprie paure.

Trovare un’Anima che ti somiglia

E perderti per questo nella meraviglia.

Sapere cosa cerchi e cosa vuoi

Per poi lasciarti andare e stringerti ai sogni tuoi.

Può sembrare strano vivere d’amore

Mentre i sentimenti ti spezzano l’umore.

Dove la guerra e le carneficine

Sembrano lontane ma sono troppo vicine.

Un bimbo non nasce e un fiore appassisce

Come tutto il mondo che ti ferisce.

Il cielo di notte si illumina stelle

Ma questa realtà non ti dà cose belle.

Può sembrare strano vivere d’amore

E lasciarsi dietro tutto il dolore.

Il mondo non cambia senza il tuo miglioramento

Ci vuole fede, forza e discernimento.

C’è gente che urla, che piange e non si arrende

Siamo tutti noi che ci aggrappiamo al presente.

Una voglia di fare e di rimediare

A tutto il male che non vogliamo accettare.

Può sembrare strano vivere d’amore

Ma nessuno sa come è forte il dolore.

Una forza invisibile che trascina la gente

Che ancora ha un’anima oltre che la mente.

Nessuno morirà senza conoscere l’amore

Inutile che vogliano fermarci il cuore.

La vita è una scelta, una scelta d’amore

Per questo non ci avranno nemmeno nel dolore.

Può sembrare strano vivere d’amore

Ma sarà quello che scalderà anche il sole

Sarà un futuro di fiori e di profumi

E le acque chiare torneranno nei fiumi.

L’aria sarà pura, calda e generosa

E noi qui saremo come una rosa

Piena di spine e di petali colorati

Sarà l’emblema che saremo rinati.

Nessuno potrà toglierci il futuro che ci aspetta

Avremo imparato a vivere d’amore

E niente ci toglierà la gioia dal cuore.

Saremo in tanti e saremo felici

E nessuno più potrà tagliarci le radici.

Una rosa rossa, gialla o bianca

Sarà la nostra rinascita e niente altro ci manca.

scritta da Milena Ziletti - diritti e proprietà a lei riservati - foto dal web 

lunedì 9 gennaio 2023

VITA MIA

 VITA MIA

 


Mi hai presa per mano fin dal primo vagito

Hai osservato i miei occhi e hai subito capito

Un respiro dopo l’altro mi hai insegnato a camminare

Mentre la strada era lunga da affrontare.

Mi hai presa per mano e non l’hai più lasciata

Sapevi fin da allora come sarebbe andata

Un sorriso, uno schiaffo e una dura lezione

E lasciavi nella mia mente anche una dolce emozione.

Mi hai presa per mano e sei stata a guardare

E non sei intervenuta nemmeno se stavo per annegare

Sapevi che toccava a me superare il dirupo

E imparare a lottare con la tenacia del lupo.

Mi hai presa per mano e mi hai insegnato ad essere forte

Non c’era alternativa se non per  la morte

Un giorno dopo l’altro ad inseguire tanti sogni

Eppure sono ancora qui, con tutti i miei bisogni.

Mi hai presa per mano e mi hai condotta su in alto

Per poi imparare quanto faccia male il rimbalzo

Essere sempre pronta al bene e al male

Per poter capire in questo viaggio cos’è che vale.

Mi hai presa per mano per insegnarmi a soffrire

Nei momenti in cui mi sembrava di morire

Lacrime negli occhi e spalle da piegare

Ma sempre pronta a ricominciare.

Mi hai presa per mano e mi hai guidata nel mondo

Senza darmi consigli e girare in tondo

Come una luce nel buio lasciata in disparte

A lasciarmi perdere in un labirinto di carte.

Mi hai presa per mano e non ti sei mai arresa

Volevi per me solo una grande ascesa

Mentre intorno turbinava la tempesta

Mi hai insegnato che poi arriva sempre la festa.

Mi hai presa per mano, ma chi sei veramente?

Non ti conosco e perché procedi lentamente?

Un giorno saprò chi mi ha accompagnata

Lascerai la mia mano e io sarò liberata.

Mi hai presa per mano, hai asciugato il mio sudore

Hai visto i miei sorrisi e i buchi nel mio cuore

Sei la vita che tanto mi ha dato e sorriso

E sarai tu, che mi porterai in Paradiso.

Vita vissuta, amata e anche odiata

Pura essenza di amore e mai calcolata

Ora quasi alla fine del viaggio

Prendi la mia mano e dammi coraggio.

scritta da Milena Ziletti - diritti e proprietà a lei riservati

martedì 22 novembre 2022

QUANDO LA STORIA PARLERA' DI NOI

 QUANDO LA STORIA PARLERA’ DI NOI.



Ci saranno libri nel futuro, che parleranno di noi?

Di un Popolo che si è perso inseguendo un potere perverso?

Gente spaventata, umiliata e condannata

Che non conosce il passato e la storia già vissuta.

Non c’è futuro se non conosci il passato

E si è destinati a marcire in un fossato.

Libri bruciati che parlavano di un tempo lontano

Ora sono cenere finiti in un pantano.

Chi conoscerà mai la vera verità?

Di come si è perduta nel nulla l’umanità?

Geroglifici nascosti in caverne profonde

Riveleranno a pochi a cosa sono servite le bombe.

I colori e i profumi ormai artificiali

Erano note di amore prima di essere umiliati.

Non sono serviti armi e aerei veloci

È bastato il terrore di paure atroci.

Sarà impossibile capire com’è andata

Perché nessuna luce è stata salvata.

Eravamo otto miliari di esseri umani

E ci hanno ridotti a zombi ipnotizzati.

Scie nel cielo e condense velenose

Hanno fatto cadere perfino le spine delle rose.

Era una vita serena prima del disastro

E a niente è servito obbedire come un pilastro.

Hanno voluto tutto e non lasciare niente

Nemmeno le briciole in nessun continente.

Occhi sbarrati, malattie dominanti

Han reso gli uomini come ruminanti.

Niente grano, niente uova niente pane fragrante

Solo insetti e fango e bere acqua stagnante.

Veleni nell’aria, nell’acqua nel cibo

E noi a sognare solo il Paradiso.

Cosa scriveranno di noi i libri di storia?

Niente di buono, nessuna gloria.

Non ci sono eroi, generali o pastori

Si sono tutti persi negli ori.

Volano ancora uccelli storpiati

E bimbi nati in uteri adattati.

Nei libri di storia il nostro tempo sarà cancellato

Nemmeno una foto dentro un ritratto.

Forse meritiamo tutto questo oblio

Visto che abbiamo vissuto senza il vero Dio.

scritto da Milena Ziletti - immagine dal web - diritti a lei riservati