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sabato 17 novembre 2018

MILLY E GLI GNOMI BALLERINI


E DI NUOVO E’ PRIMAVERA



Da alcune settimane ha smesso di nevicare. In giardino ci sono pozzanghere di acqua sporca. Milly guarda dalla finestra e si accorge che la luce è cambiata.
Il grigiore invernale è passato, la nebbia è svanita e, pettirossi temerari volano nel cielo sfidando il fresco del mattino.
E’ stato un inverno divertente. C’è stata tanta neve, proprio come avevano previsto gli gnomi, e in paese, sia i grandi che i bambini, hanno scolpito nella neve e nel ghiaccio tante figure divertenti, pupazzi e pupazze di ogni dimensione, ma ora si sono sciolti e la primavera si preannuncia con i suoi primi colori.
Milly ha tolto dal cassetto segreto i suoi magici oggetti, i regali che gli Gnomi Ballerini le hanno fatto l’anno scorso.
Oggi è il primo giorno di sole e le viole sono fiorite con discrezione.
Un pettirosso che disegna grandi cerchi nel cielo richiama la sua attenzione e lo segue con il naso all’insù. Un nastro lilla è legato ad una zampetta e viene a posarsi sulla sua finestra.
Con mani tremanti e con tanta emozione slega il piccolo nastro che tiene legato un foglietto: “Tarì, noi siamo ritornati, ti aspettiamo.”
Non vede l’ora che arrivi il pomeriggio per scappare sul sentiero di campagna.
Che emozione ritornare dopo tanto tempo! Le viole selvatiche stanno fiorendo e timide farfalle bianche volano nell’aria appena tiepida.
Il Custode del villaggio l’accoglie come al solito “Sei diventata ancora più grossa di quanto ricordassi, corri Tarì, sei attesa al villaggio.”
La piazza è stata ripulita e il Tronco scheggiato è ancora umido di muschio. Milly si affretta, perché non vede l’ora di ritrovare tutti i suoi piccoli amici. Si mette al suo posto e guarda il fermento di quei piccoli esserini che si stanno dando da fare con i preparativi.
Il gran Cerimoniere è compostamente seduto sul suo Scranno e con un cenno del suo bastone dorato invita Milly ad avvicinarsi.
“Bentornata, ragazza di campagna, come hai passato l’inverno?”
“E’ stato un bianco e freddissimo inverno, e mi siete mancati. Ho messo spesso nei capelli il fiocco che mi avete donato, e la sera, mi addormentavo con la vostra musica in sottofondo.”
Sapì sorride compiaciuto e la invita a sedersi accanto a lui.
“Oggi è il giorno della Festa dell’Accoglienza. Abbiamo ben dodici piccoli gnomi che sono nati nell’inverno scorso, e c’è anche il figlioletto di Calù e Malì, oggi sei loro ospite speciale.”
“Sono emozionata Sapì, e anche molto orgogliosa di essere qui.”
La piazza è tutta bianca. Sottili e delicati petali di rosa bianca profumata, essiccati durante l’inverno, vengono posti proprio nel centro e formano un grande cerchio.
Gli gnomi musicisti iniziano a suonare una musica cadenzata e fluttuante, sembra di vedere sottili veli di vapore caldo avvolgere i petali bianchi.
I nuovi genitori arrivano davanti al Gran Cerimoniere e presentano il loro piccino. Sapì lì osserva, uno per uno e recita una preghiera di buon auspicio, sfiora il capo dei piccoli con il suo bastone dorato e poi, vengono accomodati nel petalo di rosa.
Ogni petalo si racchiude sul piccolo gnomo e lo riscalda e lo avvolge con il suo profumo.
“Tarì, ora tocca a te.”
Milly non sa proprio cosa fare.
“Usa la tua magia, ragazza di campagna, credici. Tocca a te.”
Tarì chiude gli occhi e si concentra. Tutto ad un tratto si ritrova in piedi proprio al centro del cerchio dei petali bianchi.
Un bastone argentato è spuntato come per magia fra le sue piccole mani. Si avvicina ai petali di rosa che si schiudono al suo avvicinarsi mostrando piccoli gnomi con gli occhi ancora chiusi. La sua meraviglia è grande ma ora sa cosa deve fare.
Si avvicina al primo piccolo e lo guarda con amore, poi scuote il bastone argentato sopra la sua testolina e una cascata di minuscole stelle sfavillanti scendono a ricoprire di una luce brillante il piccolo gnomo che apre gli occhietti e sorride al nuovo mondo. Uno per uno fino a quando arriva al bimbo dei suoi piccoli amici. Si sofferma ad osservare quel visino incantato nel sonno e un sospiro di puro amore le esce dal petto, scuote il bastone argentato e la luce avvolge il piccolo Omì che apre i suoi occhietti vispi e conosce la sua “preziosa amica”!
Ora, i genitori si avvicinano ai loro piccoli e raccolgono fra le mani una parte di quelle stelle sfavillanti e le ripongono in una piccola sacca con inciso il nome del piccolo. Serviranno quanto cresceranno ed avranno bisogno di un po’ di magia per diventare migliori, per diventare dei veri Gnomi Ballerini rispettosi della natura e di tutto ciò che li circonda.
Il Gran Cerimoniere scende dallo scranno e agita il suo bastone dorato. Una cascata illuminata e dorata si mescola a quella argentata. Si sofferma a raccogliere una manciata di quelle stelle d’oro e d’argento e le mette in una sacca con la scritta “Tarì”.
I musicisti ricominciano a suonare e i piccoli vengono ripresi dai loro genitori. La piazza si prepara per i balli e tavolate di squisite vivande sono preparata all’istante. Numerose caraffe di succo rosso cominciano ad essere svuotate e l’allegria e la gioia colora quel piccolo popolo.
Calù e Malì si avvicinano a Milly con il loro piccolo fra le braccia. “Sei stata grande, Tarì. E’ stata la più bella “Festa dell’Accoglienza” che ci sia mai stata fino ad oggi. Omì è felice che tu sia la sua “preziosa amica” e ci sarà sempre fra di voi un legame particolare: non potrete mai dimenticarvi del vostro primo incontro. Guardalo, non è meraviglioso?”
Milly guarda quella famigliola felice e rimane incantata a guardare quel popolo così fiero e felice che in pochi conoscono.
“Tarì, noi non ci scorderemo mai di te, sei stata una dolce e bellissima eccezione per il nostro villaggio, ma temo sia arrivato il momento dei grandi saluti. Va dal Gran Cerimoniere, tocca a lui parlare per ultimo con te.  Ricordati di noi, ora anche tu sei parte del nostro Popolo.”
Milly non capisce cosa sta succedendo e va dal Gran Cerimoniere con l’ansia nel cuore.
“Siediti, ragazza di campagna, ti devo parlare. La magia che ci ha fatto incontrare termina oggi. Nessuno del mio popolo avrebbe mai immaginato di essere scoperto da un essere umano. Ma poi ti abbiamo conosciuta e abbiamo capito quanto è grande l’Amore che porti nel cuore. Per questo abbiamo deciso di farti conoscere le nostre usanze e il nostro modo di vivere, ma ora dobbiamo ritornare nel nostro Cerchio Segreto, e lì, nemmeno tu puoi arrivarci. Ti abbiamo preparato un regalo.”
Milly avrebbe voglia di mettersi a piangere, non vuole abbandonare i suoi amici, ma deve rispettare i loro sentimenti.
Calù e Malì le porgono il petalo di rosa bianca che ha avvolto il piccolo Omì. Il merlo intona il suo canto melodioso e le gnome del villaggio le porgono un fazzoletto colorato per i capelli. Gli gnomi, che sono di carattere schivo con gli estranei, iniziano una danza studiata apposta per lei durante l’inverno e brocche di succo rosso si levano in brindisi per lei.
Dopo il ballo e i brindisi tutti si fermano in attesa.
Il Gran Cerimoniere prende la sacca con la scritta “Tarì” che ha riempito di stelle scintillanti d’oro e d’argento, e gliela dona.
“Tarì, questo è il dono più grande che noi possiamo farti. Usa questa polvere scintillante ogni volta che ti servirà, è una polvere magica e capirai da sola quando usarla. Portaci nel cuore e ricordati che ci hai promesso di amare la natura e il mondo intero. Ora devi andare con la nostra benedizione.”
Il guardiano del villaggio l’accompagna fino al limitare del sentiero e negli occhi socchiusi piccole lacrime brillano da sotto le palpebre. “Tarì, non è il vento che mi fa piangere, ma il sapere che non ti rivedrò. Ho anch’io un regalo per te, le chiavi magiche del nostro villaggio, usale per chiudere e aprire il tuo cuore solo a chi lo merita, loro sapranno quando aiutarti. Ora corri prima che i folletti dispettosi escano dall’incantesimo che li tiene prigionieri. Corri a casa e non voltarti.”
E così, in una dolce giornata di primavera, come tutto è cominciato, tutto finisce.
Sono passate tante primavere da allora, Milly è cresciuta, si è sposata e alla sua prima bambina ha promesso una passeggiata su quel sentiero di campagna che molte volte l’ha vista ritornare con la speranza di rivedere i suoi piccoli amici, ma non è mai più successo. Oggi è seduta con la sua bambina su un ceppo scheggiato, porta nei capelli un fiocco colorato e prende dalla borsa una piccola sacca con la scritta “Tarì”.
Prende un po’ di polvere magica, la sparge tutt’intorno, e inizia a raccontare alla sua bambina “C’era una volta un piccolo villaggio di gnomi ballerini…”  E mentre piccoli e furtivi movimenti si percepiscono all’intorno, comincia a raccontarle la sua storia.

immagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti

venerdì 16 novembre 2018

MILLY E GLI GNOMI BALLERINI


BALLATA D’INVERNO



La scuola è iniziata già da parecchio e Milly oggi è stanca dei compiti. “Ah, come sarebbe stato bello nascere con la conoscenza come succede agli gnomi!” Sono passati quasi due mesi da quando è stata a trovarli, ma non è passato giorno che non abbia pensato ai suoi piccoli amici. Quest’anno la nebbia è più fitta del solito, e il freddo è cominciato in anticipo. Si affaccia alla finestra e, con sorpresa, vede un biglietto lilla posato sul davanzale. Con mani frenetiche lo apre veloce: “Tarì, ti aspettiamo”.
Non indugia nemmeno un istante: giacca pesante, cuffia e guanti di lana e corre veloce verso il sentiero di campagna.
Saltella per scaldarsi i piedi gelati, il nasino sembra un bottone rosso ciliegia e si guarda intorno canticchiando. Soli pochi fiori gialli e sfioriti hanno resistito sui bordi del sentiero. L’erba ha perso il colore smeraldo e alcune ortiche rimangono intatte in attesa di terminare, anche loro, a testa in giù.
Un velo di nebbia avvolge il paesaggio, tutto sembra immerso in un fumo argentato e degli alberi più alti si fatica a vederne la punta. Che strana sensazione di silenzio! Il rumore dell’acqua del fiume che scorre sembra una canzone al bel tempo passato e, anche il Tronco scheggiato è ricoperto da macchie di muschio.
Il Guardiano del villaggio è più scontroso del solito “Tarì! Ma quanto tempo ci hai messo ad arrivare, sono quasi congelato nell’attesa, andiamo, sei attesa al villaggio.”
Il Gran Cerimoniere è seduto sul suo Scranno e la piazza è completamente spoglia. Che differenza dall’ultima volta che l’ha vista! Nessun colore ad abbellirla e sul palco pochi strumenti per la musica.
“Bentornata, Ragazza di campagna, sei arrivata appena in tempo. Oggi è l’ultimo giorno della nostra permanenza in questo posto, da domani ci trasferiamo al riparo, dove nemmeno tu potresti trovarci. Prevediamo un inverno freddo e nevoso, perciò abbiamo raccolto le nostre cose e domani partiremo.”
Milly allunga lo sguardo, spera ardentemente di rivedere Calù e Malì prima che se ne vadano.
Sapì si avvede del suo sguardo e la rassicura. “Tranquilla Tarì, tutto il villaggio è presente alla Ballata d’Inverno, abbi un po’ di pazienza.”
Calici di succo rosso bollente cominciano a rallegrare gli gnomi suonatori. E’ vero che non ci sono fiori o petali colorati, ma l’abbigliamento di tutti gli gnomi è talmente variopinto che sembra di essere ritornati in primavera.
La musica comincia ad espandersi e una lenta processione multicolore comincia ad affollare la piazza spoglia. Ogni gnomo indossa una cuffia colorata e tiene per mano la sua gnoma che ha sulla testa un fazzoletto di mille colori. Ci sono proprio tutti e Milly vede anche Calù e Malì che si tengono per mano.
Il Gran Cerimoniere aspetta che tutti siano arrivati e poi batte tre volte il suo bastone dorato.
La musica, che sembra una dolce ninna nanna si diffonde nella piazza. Gli gnomi cominciano a danzare intorno alla loro compagna. E’ una strana danza, più lenta e tranquilla di quelle che fanno di solito. I movimenti sono dolci, flessuosi, armoniosi e non ti aspetteresti una delicatezza così profonda da un popolo così scoppiettante.  Circondati da un sottile velo di nebbia sembra di assistere ad una scena evanescente e, per alcuni minuti, Milly rimane incantata a guardare quello spettacolo inatteso.
Mentre la musica sommessamente si placa, tutte le coppie si sdraiano per terra, accarezzano il terreno, soffiano il loro alito caldo e, come per magia, il sole fa capolino sul quel minuscolo villaggio festoso.
Il silenzio è totale, la nebbia si è alzata e uno spicchio di sole sbiadito riscalda il Tronco dell’albero abbattuto, investendo in pieno il Gran Cerimoniere che sembra un Dio della luce.
Tre colpi sul terreno col suo bastone dorato e la piazza si rianima.
Coppe giganti di succo rosso bollente passano di mano in mano, la musica riprende il suo ritmo festoso e Calù e Malì vanno felici incontro a Milly.
“Ciao, ragazza di campagna, finalmente ci rivediamo.”
“Ciao, piccoli amici, è così bello essere qui con voi! Che cos’era quello strano ballo?”
“E’ la nostra Ballata d’Inverno, dedicata alla Madre Terra Universale. Noi ne calpestiamo solo un piccolo spicchio e, accarezzandolo e scaldandolo con il nostro soffio la culliamo nel sonno invernale. Insieme a tutti gli altri gnomi della terra eseguiamo questo rito, così che possa dormire tranquilla il sonno invernale e risvegliarsi a Primavera riportandoci frutti, fiori e colori. Tutti quelli che la calpestano dovrebbero farlo, è il nostro modo per ringraziarla di tutto.”
“E dove andrete?”
“In un posto più riparato, dove il freddo e il gelo non si sentano così tanto. E dove nascerà Omì, il nostro bambino, che tu conoscerai la prossima primavera, quando ritorneremo in questo villaggio. Non temere, riceverai nostre notizie, e ti vogliamo alla festa dell’Accoglienza.”
“Di che si tratta?”
“E’ la festa che viene fatta in primavera per accogliere tutti i piccoli gnomi nati in inverno, non ci sarà solo il nostro, ma anche gli altri, vedrai che festa!!!”
“Fa molto freddo, Tarì, non puoi rimanere a lungo e noi dobbiamo finire di preparare le nostre cose, va da Sapì, ti vuole parlare. Ora noi ti salutiamo e, non dimenticare, la Primavera torna presto.”
Il Gran Cerimoniere è ancora seduto sullo Scranno e osserva gli ultimi preparativi per la partenza. Ad un suo cenno, dieci gnomi corpulenti si avvicinano portando un “enorme” fiocco colorato.
“Tarì, questo è per te. E’ un ferma capelli e… è magico!”
Milly sgrana gli occhi e prende in mano quel fiocco di mille colori.
“Di quale magia parli, Sapì?”
“Ogni volta che lo metterai nei capelli sentirai la nostra musica e noi sapremo che stai pensando a noi. Brinderemo per te e parleremo col soffio del vento perché porti lontano da te ogni cosa cattiva. Potrai affidare alla luna le tue richieste e noi, faremo di tutto per poterti accontentare. Ma tu, piccola ragazza di campagna, dovrai ricordarti del tuo giuramento e rispettare la natura, gli animali e dovrai insegnare il rispetto a tutti quelli che potrai, solo così noi potremo seguirti con la nostra magia.”
“Te lo prometto, Sapì; te lo prometto!”
“Ora bevi con noi una caraffa di succo rosso bollente, e poi torna a casa, Tarì, stanotte cadrà la prima neve e noi dobbiamo partire in fretta.”
Tutta la piazza è un brulicare di gnomi che brindano con Milly. Alcune lacrime di commozione spuntano negli occhi della ragazzina, sa che non li rivedrà per alcuni mesi e a lei l’inverno non è mai piaciuto.
“Ciao piccoli amici, avvisatemi subito quando tornate, mi mancherete.”
La nebbia sembra farsi più fitta e il Guardiano scorbutico la ferma un istante. “Tarì, non passare dal sentiero scosceso, i folletti dispettosi sono in agguato, scendi prima o inciamperai in ogni radice. Adesso vai e non voltarti indietro.”
Milly riparte come un razzo e per un momento le è sembrato di vedere brillare alcune lacrime negli occhi del Guardiano, è mai possibile? “No, Tarì, sono lacrime dovute al vento gelido” ma non ne è tanto sicura.

Entra in casa al calduccio e mette il nastro colorato nel cassetto segreto. Sarà un inverno con tanta neve, benvenuto inverno.



immagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti

giovedì 15 novembre 2018

MILLY E GLI GNOMI BALLERINI


DOMENICA SETTEMBRINA



Il gran caldo di agosto si è attenuato. Anche settembre sta volgendo alla fine. Le giornate si sono accorciate e Milly dovrà ricominciare la scuola. Pensando alla scuola si chiede come sia l’istruzione nel Villaggio degli Gnomi Ballerini, e quasi quasi…
Il pomeriggio di questa dolce domenica settembrina l’ha lasciata con niente da fare, perciò, occhiali da sole, cappellino colorato e via verso il Tronco dell’albero abbattuto.
Oggi è domenica e sicuramente gli gnomi faranno festa ballando e cantando, e Calù e Malì potranno passare insieme a lei un po’ di tempo. Anche se non se ne può parlare, la gravidanza di Malì sarà ormai avanzata e il ballo essere un po’ faticoso, così, magari, Milly può sperare di passare un paio d’ore con i suoi piccoli amici in tranquillità.
Ora che la stagione estiva sta finendo, anche i colori dei bordi del sentiero sono cambiati. I fiori sono ancora gialli ma di grosse dimensioni, dove è rimasta un pozza d’acqua i non ti scordar di me sono sopravvissuti alla calura, e il frutto del sambuco sembra vigna di uva matura. Giallo intenso, azzurro cielo e grappoli viola scuro in mezzo al verde dell’erba selvatica fanno sembrare l’arcobaleno privo di poesia. I suoi passi veloci la portano in fretta verso il Tronco scheggiato.
La musica, che ormai sa riconoscere, l’avvisa ancora da lontano che non si era sbagliata: gli Gnomi Ballerini stanno festeggiando la domenica nel modo che a loro piace di più.
Il guardiano ormai la riconosce, e con un grugnito poco accogliente, la fa passare. Milly è sempre troppo grossa per quei piccoli gnomi, e non tutti gradiscono stare alla sua ombra, si sentono in imbarazzo.
Il villaggio è addobbato con grappoli di frutti di sambuco, con pampini di vite e le “ragazze” portano nei capelli mazzolini azzurri di non ti scordar. Come al solito sono tutti allegri, ballano, cantano e ci sono tavolate di cibo che anche a Milly fanno venire l’acquolina.
La ragazzina si siede vicino al Tronco scheggiato e rimane ad ammirare quel villaggio variopinto che segue i colori delle stagioni, ed ogni volta che lo rivede non è mai uguale alla volta precedente.
Ormai tutti si sono accorti della sua presenza e alzano verso di lei calici colmi di succo rosso brindando alla sua salute.  Milly cerca con lo sguardo i suoi piccoli amici ma non li vede.
Si avvicina uno Gnomo Anziano, ha una barba lunga e bionda, due occhietti furbetti e un gran sorriso.
“Ciao, Ragazza di campagna, non ti aspettavamo oggi. Come mai sei venuta a trovarci?”
“Avevo nostalgia della vostra allegria, dei vostri balli e della vostra musica e, soprattutto, avevo tanto desiderio di rivedere Calù e Malì. A proposito, dove sono?”
“Ti ringraziamo di portarci sempre nel tuo cuore, e sei la benvenuta fra di noi, ma oggi, purtroppo, Calù e Malì non ci sono.  Tu non puoi saperlo, ma in questa fase della loro vita devono passare un periodo di tempo nella Capanna dei Desideri, in meditazione e preghiera, affinchè quello che loro desiderano possa avverarsi.”
La delusione sul volto di Milly è molto evidente. Aveva sperato di rivedere i suoi piccoli amici ed ora non sa cosa fare.
“Perché non rimani con noi per un po’? Mancano ancora alcune ore all’imbrunire e noi continueremo la festa fino a quando il buio non ci invaderà.”
Milly si sistema meglio la gonna e rimane loro ospite.
Ora, nel centro della piazza iniziano a danzare un gruppo di gnome vestite con ali di farfalla. Hanno movimenti sinuosi, leggiadri che sembrano parlare. La musica che le accompagna è diversa dalla solita, e Milly si chiede a cosa stia assistendo.
Lo Gnomo Anziano le si avvicina con un largo sorriso. “Tarì, il Gran Cerimoniere ti gratifica di un grande dono, puoi avvicinarti al suo scranno, ti ha invitata. E’ un grande onore, comportati bene, e potrai rivolgergli tutte le domande che vuoi.”
Milly si sposta di pochi centimetri e si mette di fianco allo Scranno del Vecchio Sapere.
“Benvenuta, Tarì, so che sei delusa di non trovare i tuoi piccoli amici, ma ci siamo noi a farti compagnia.”
“Grazie Gran Cerimoniere, sono felice della vostra accoglienza.”
“Chiamami Sapì, che nella nostra lingua significa “protettore delle regole”, c’è un motivo particolare che ti ha portata qui proprio oggi?”
“Bè, veramente mi sono fatta alcune domande sui vostri usi e costumi e pensavo che, magari, potevo avere delle risposte.”
“Sai a cosa stai assistendo in questo momento?  Le ragazze avvolte da ali di farfalla stanno danzando la loro prima “danza della vita”. Alcune di loro, a musica finita troveranno il proprio compagno e verranno da me per ricevere la benedizione alla loro unione, chi non riuscirà a trovarlo, avrà l’opportunità di riprovarci prima della chiusura del Villaggio per l’inverno. Sono poche quelle che rimangono senza compagno, e quelle poche che rimangono sole si dedicano ad altre incombenze che per adesso non posso rivelarti.”
Ora Milly capisce il motivo di quella danza così particolare. Certo a lei le gnome sembrano tutte uguali, ma guardando meglio si notano alcune differenze. Anche gli gnomi sono molto simili e per lei è molto difficile distinguerli gli uni dagli altri.
In un crescendo assordante, la musica finisce, e le gnome rimangono inchinate per alcuni secondi verso il gruppo di giovani gnomi.  Le ragazze sono in cinque, ma i ragazzi che si alzano e prendono per mano una di loro sono solo in tre. Milly pensa che le escluse si sentano rifiutate, ma così non è.
Le coppie appena formate si mettono educatamente in fila e si avvicinano al Gran Cerimoniere.
La prima coppia si inginocchia di fronte a Sapì, abbassa la testa e rimane in attesa. Gli occhi del vecchio gnomo rimangono fissi a scrutare entrambi per alcuni lunghissimi secondi. I due innamorati non si muovono, finchè il Gran Cerimoniere si alza dal suo scranno e, con il suo bastone dorato sfiora la spalla dei due.  Un gran sospiro si leva da tutti gli astanti. La loro unione viene accettata e condivisa da tutti.
La stessa scena si ripete per le altre due coppie e, alla fine, per festeggiare (che strano!!) ricominciano brindisi e balli.
“Ti è piaciuta la nostra cerimonia?”
“Moltissimo, Sapì. Ma cosa sarebbe successo se tu non avessi confermato la loro scelta?”
“Tarì, tu ancora sei molto giovane e non puoi capire. Non è mai successo che venisse respinto una unione. Non sono io che scelgo, nemmeno loro, è l’Amore che sceglie, e quando l’Amore decide niente lo può far desistere.”
Intanto i festeggiamenti ed i balli continuano sulla piazza lastricata dalla ali di farfalle abbandonate dalle danzatrici. Sapì guarda con benevolenza a tanta allegria e beve numerose coppe di succo rosso.
Anche Milly si diverte a guardare quel mondo così piccolo e colorato.
“Allora, Tarì, c’è altro che vuoi sapere?”
“Mi sono chiesta come è la vostra scuola, dove imparate quello che sapete.”
“Ragazza di campagna, noi siamo gnomi, non esseri umani, portiamo dentro di noi buona parte di magia. Quando veniamo al mondo abbiamo già acquisito una porzione del sapere che ci serve, perché ci viene trasmesso dai nostri genitori. Quello che stanno facendo Calù e Malì nella Capanna dei desideri è proprio questo, scelgono come deve essere il loro primo figlio. Eseguono il Rito della Nuova Vita, per dare al loro piccolo, già al momento della nascita, quello che gli servirà per la sua vita. Tenendo presente quello che è utile al nostro villaggio, alla nostra gente, e soprattutto trasmetteranno tanto amore per la natura e per i suoi simili. Poi, i nostri Vecchi Saggi insegneranno quello che serve sapere per mantenere l’armonia nel nostro villaggio. Noi non abbiamo scuole come nel tuo mondo, noi viviamo seguendo le stagioni, in equilibrio con tutto il Creato e custodendo, nella Cripta Sommersa, tutte le nostre tradizioni e regole. Se qualcuno di noi si dovesse smarrire e non rispettasse le regole, verrebbe mandato nella Cripta Sommersa, fino a quando non avesse assimilato quello che non aveva ancora imparato oppure aveva dimenticato.”
Milly è sorpresa da quanto sta apprendendo. Nella sua mente pensava che tutti mondi fossero uguali, non aveva tenuto conto che la Magia si era perduta fra la sua gente, ma gli gnomi l’hanno saputa custodire e addirittura migliorare. Come sarebbe bello portare un po’ di magia anche nel suo mondo attuale!
“Tarì, ti vedo pensierosa, cosa ti passa per la mente?”
“Sto pensando alla magia che possedete, e mi piacerebbe averne un po’ anch’io, la userei per far diventare tutti più buoni.”
“E’ un ottimo proposito, ma la Magia va conquistata non può essere regalata, e poi è necessario crederci.”
“Io credo che voi siate fortunati a vivere così, siete sempre allegri, vi rispettate e nessuno osa comportarsi contro le regole, vorrei anch’io diventare una di voi!”
“Ah! Ragazza di campagna, non ti sei accorta che sei già una di noi? Nessun altro essere umano è mai riuscito a trovarci, non ci ha mai visto né conosciuto, se tu non possedessi un po’ di magia ci potevi riuscire?”
Milly spalanca gli occhi sorpresa. “Io possiedo un po’ di magia? Come è possibile? Sono solo una bambina curiosa.”
Il Gran Cerimoniere si alza dallo Scranno tenendo nella mano il suo bastone dorato. La musica si interrompe e i balli e i canti vengono sospesi. Tutti gli gnomi guardano il loro Sapì non sapendo cosa sta succedendo.
L’allodola dalla cresta argentata si avvicina e il Gran Cerimoniere gli sale sul dorso.  Con il suo volo lento e tranquillo si alza da terra e si ferma davanti al viso sbigottito di Milly.
Gli occhietti dell’uccello sono calmi e cangianti come la sua cresta e Sapì allunga il suo bastone dorato verso la ragazzina.
La punta del bastone sfiora il centro della sua fronte e “Tarì, adottata dagli Gnomi Ballerini, oggi entra ufficialmente a far parte della nostra gente. Giuri di rispettare la natura, gli animali e di insegnare al mondo intero il rispetto verso ciò che ci circonda?”
“Lo giuro.”
Con il suo becco acuminato, l’allodola si strappa una piuma argentata dalla cresta e la dona a Tarì.
“Non dimenticare mai la promessa che hai fatto oggi, o dovremo mandarti nella Cripta Sommersa, ora sei anche tu una gnoma ballerina, custodisci la tua Magia e fa che sia sempre rivolta al bene.”
Il Gran Cerimoniere viene ricondotto al suo Scranno e i canti ed i balli riprendono allegri.
“Ora torna a casa Tarì, la sera si avvicina, riceverai presto notizie da Calù e Malì, noi ti aspettiamo.”
“Grazie Sapì, corro a casa prima che la mamma venga a cercarmi, salutami i miei piccoli amici.”
Saltellando e un po’ correndo, Milly torna verso casa. Ancora non riesce a credere di possedere un po’ di magia, ma se lo dice Sapì deve essere vero, e lei ne è sorpresa e felice.
Entra nella sua cameretta e apre il suo cassetto segreto, posa la piuma argentata insieme alla brocca d’argento, al calice di cristallo, e corre a lavarsi le mani per poi fare merenda.
L’acqua che scende dal rubinetto sembra cantare “bentornata Tarì!”  La magia è già cominciata?


Immagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti

martedì 13 novembre 2018

MILLY E GLI GNOMI BALLERINI


MILLY E GLI GNOMI BALLERINI





FESTA DI MEZZA ESTATE

La notte sta finendo e presto il sole sorgerà imperioso su un altro giorno caldo e afoso. In questa pianura, le estati sono bollenti e umide, e le notti rinfrescano almeno parzialmente le camere lasciate con le finestre spalancate. Appoggiata ad una di queste finestre, Milly sta aspettando che i colori dell’alba diano inizio al nuovo giorno. Gli uccelli notturni stanno tornando nei loro nidi, le rane hanno smesso di gracidare e, dal primo bagliore rossastro scaturiscono i primi cinguettii dei passerotti.
Il sorriso della ragazzina investe, prima ancora dei raggi del sole, la nuova giornata. E’ bella l’estate, non c’è scuola e le giornate sembrano fatte per correre in riva al fiume o per i viottoli di campagna. I gomiti appoggiati, le trecce disfatte e gli occhi assonnati, Milly non vuole perdersi questo spettacolo della natura. L’alba, con la sua frescura morente e la sua luce dorata, è come un manto fatato che scopre il mondo dal buio della notte.
I passeri cinguettano e volano in cerca di cibo e di luce, i merli salutano il nuovo giorno con i loro canti melodiosi e i pipistrelli ritornano nei loro sottotetti a dormire.
“Sarà una bella giornata” pensa la giovane Milly. Un grande sbadiglio ed ecco, il sole inizia il suo viaggio.
Lo sguardo incantato verso oriente a guardare l’alba e seguire i voli dei passeri sopra il giardino.
Le sembra di entrare in una favola. Poi si accorge di una passerotta che porta nel becco un rametto. Il suo volo è rallentato dal peso, poi, con poca grazia, si posa sul balcone della finestra lasciando cadere davanti a Milly il suo fardello.
E’ una spiga di grano maturo legata ad un minuscolo biglietto lilla. La scritta dice “Tarì, sei invitata alla Festa di Mezza Estate, al solito posto. Non mancare.”
I suoi amici gnomi non perdono occasione di festeggiare, e lei non si perderà questa opportunità. Una colazione veloce e via verso il Tronco dell’albero abbattuto. Sarà una nuova e splendida avventura.
Il sentiero, ora che è estate ha cambiato i colori, i fiori gialli hanno preso il posto delle viole selvatiche e i campi di grano sono bordati da splendidi papaveri rossi e fiordalisi blu. Più in là, il Tronco scheggiato la sta aspettando.
E’ strano che non si sentano ancora i rumori della festa imminente. “Avrò sbagliato giorno?” pensa la piccola Milly. Gli alberi, alti e maestosi gettano sul sentiero un’ombra che dà sollievo al caldo del mattino. 
Un lieve movimento nel cespuglio di rovi attira la sua attenzione. Si avvicina per vedere di cosa si tratta e sente un debolissimo gemito.  Una lucertola verde, un ramarro, è rimasto impigliato nell’intreccio di un rovo e chiede di essere liberato.
“Cosa ti è successo piccolo amico?” Il ramarro si divincola con tutte le sue forze ma ha la coda intrappolata fra due rami spinosi. Milly si inginocchia e allunga la mano per cercare di liberarlo. I rovi sono pungenti e si graffia la mano. “Come sei arrivato fin qui? Chi sei?” “Mi chiamo Samo, sono una ramarra e i Folletti dispettosi mi hanno legato la coda al ramo acuminato. Non sopporto quegli antipatici e, appena mi liberi, vado al loro rifugio segreto e tolgo il tappo alla loro fontanella.”  Con un po’ di pazienza Samo viene liberata e, con la sua lingua saettante ringrazia la ragazzina e corre via a vendicarsi.
Le mani sono leggermente ferite. Questi Folletti le studiano tutte e chissà cosa deve aspettarsi ancora.
Lo sguardo spazia su quei campi dorati di grano maturo e i papaveri spiccano con loro vivido colore rosso, ma Milly è più attratta dal blu dei fiordalisi, se ne vedono pochi, ma sono bellissimi.
Mentre si avvicina al Tronco scheggiato si accorge che qualcosa è cambiato. Le farfalle non ci sono questa volta, ma è tutto un ronzare di api gialle e nere, sembra un coro che va su e giù, che segue uno spartito immaginario e molto gradevole.
Il villaggio degli Gnomi Ballerini è tutto bardato con spighe di grano, con nastri lilla e coccarde dorate: sembra un pezzettino di sole che si è staccato dall’alto per venire a rallegrare la festa. Nella piccola Piazza Centrale petali di papaveri rossi fanno da tappeto e gli strumenti musicali sono pronti sul palco. Grappoli di ciliegie sono appesi alle finestre di ogni casa e grosse brocche di succo rosso sono poste sulla porta di ognuna di esse. Giallo dorato, lilla, rosso, è tutto una festa di colori, ma stranamente non si vede ancora nessuno, cosa staranno aspettando?
Sulla sommità dell’Albero Perenne, un usignolo intona il suo dolcissimo canto. Milly è estasiata da tanta dolcezza e si perde nell’ascolto di quella melodia.
Poi, senza sapere da dove provengano, una processione di gnomi nel costume tradizionale della Festa, avanza portando in spalla una lettiga, sulla quale, il Gran Cerimoniere col suo bastone dorato, guarda impettito il suo bellissimo villaggio.  Gli gnomi portantini depongono la lettiga al centro della piazza. Il verde dei loro abiti contrasta in modo spettacolare sul rosso dei papaveri. Intanto tutte le gnome arrivano tenendosi per mano, vestite di bianco con i fiordalisi blu nei capelli. E’ tutto uno splendore di colori. E, dopo il segnale dato dal Gran Cerimoniere col suo bastone dorato, tutti insieme cominciano a girare su loro stessi scambiandosi continuamente di posizione. Il verde, il bianco, il blu, il rosso, il giallo dorato cominciano a confondersi in una girandola fantasiosa. Il ballo Rituale di Mezza Estate si intensifica in un vortice da fare girare la testa: i colori si sovrappongono, si scambiano, turbinano gli uni sugli altri talmente velocemente che Milly non riesce più a distinguere le piccole figure.
“Come faranno a non inciampare fra di loro?” Ma per lunghi minuti, quello strano balletto di vortici colorati insegue un disegno che solo loro conoscono. Poi, così come è iniziato, tutto finisce.
Ora sono tutti sdraiati per terra e col fiatone, sembra che abbiano corso una maratona. Le brocche di succo rosso cominciano a passare di mano in mano e i vestiti verdi e bianchi si spruzzano di liquido rosso, e il divertimento fra quei piccoli esseri è sempre più alto.
Finalmente, i musicisti cominciano a suonare la loro strana musica e il Gran Cerimoniere batte sul terreno il suo bastone dorato. Ora tutti sono fermi, attenti e in ascolto, e Milly è più curiosa che mai.
Il Gran Cerimoniere comincia il suo discorso ufficiale.
“Carissimi, benvenuti anche quest’anno alla Festa di Mezza Estate, Il Ballo Rituale ha avuto un ottimo svolgimento, nessuno ha sbagliato un passo o un respiro e questo è di buon auspicio. Anche questa volta abbiamo rispettato la nostra secolare tradizione, perciò, i raccolti e le scorte saranno delle migliori.  Come ogni anno devo leggervi il Libro dell’anno passato.”
Il Gran Cerimoniere elenca chi è nato, chi si è sposato, e anche chi se ne è andato sulla Quercia della Vita Passata. Per alcuni minuti tutti stanno in silenzio ad ascoltare e, alla fine, al segnale lanciato dai tre colpi del bastone dorato i piccoli gnomi si preparano per il banchetto e la festa danzante.
Calù e Malì vanno verso Milly, sorridenti e tenendosi per mano, Si vede che sono una coppia felice e il lieve rigonfiamento del pancino di Malì fa capire a Milly che hanno una buona notizia da darle.
“Ciao, ragazza di campagna, ti è piaciuta la nostra festa? Scommetto che non hai mai visto un ballo del genere, è molto antico, e ogni anno è per noi un Rituale Religioso.”
“Mi ha molto affascinato assistere alla vostra festa e vedo che avete una bella novità. Malì è in dolce attesa, quando sarà il lieto evento?”
Malì arrossisce, sembra diventata timida e Calù si gonfia il petto orgoglioso. “Lo saprai al momento opportuno, noi non parliamo di questo fatto finchè il piccolo non è nato.”
Ora Milly capisce perché Malì è arrossita. Questo argomento nel villaggio è tabù. Ha ancora molte cose da imparare sulle loro usanze e chissà se loro avranno la pazienza di insegnargliele.
“Tarì, oggi abbiamo una sorpresa anche per te, abbiamo preparato una coppa gigante di succo rosso che potrai bere con noi, così porterà fortuna anche a te.”
Un gruppo di gnomi corpulenti le porta un calice di cristallo colmo di succo rosso. Con la punta delle dita solleva il piccolo calice e beve per la prima volta quel liquido dolce e pastoso. Alcune gocce cadono sulla sua maglietta bianca formando un piccolo cuore proprio in mezzo al petto.
“Bene, ragazza di campagna, anche tu avrai un anno pieno di cose piacevoli. Ora corri a casa perché ho saputo che la fontanella del Villaggio dei Folletti Dispettosi è stata svuotata, e loro sono in giro a cercare il colpevole, non vorrei che ti imbattessi in qualcuno di loro. Grazie per essere venuta, ti aspettiamo presto, e stai attenta a non inciampare.”
Milly torna di corsa a casa, è quasi ora di pranzo e non vuole che la mamma si preoccupi della sua assenza. Prende un fazzoletto per cercare di pulire le macchie rosse sulla maglietta e si accorge di tenere ancora in mano il calice di cristallo.
Entra in casa di corsa e lo posa vicino alla caraffa d’argento. Un mazzolino di spighe dorate legate con un nastro lilla è posato sul tavolino, prende ogni cosa e lo ripone in fretta nel cassetto, come potrebbe spiegare la sua nuova avventura alla mamma?
Si lava le mani, si cambia la maglietta e a tavola, oggi è la Festa di Mezza Estate e nel cuore di tutti ci sono tanti colori.


immagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti

lunedì 12 novembre 2018

MILLY E GLI GNOMI BALLERINI


MILLY E GLI GNOMI BALLERINI




Si narra la storia del villaggio scoperto da una ragazzina mentre passeggia in riva al fiume.












PRIMAVERA

Mentre Milly passeggia assaporando il primo sole di primavera, viene attratta da una macchia di piccoli fiori colorati. Semplici e bellissimi; e poi, tutto ad un tratto le pare di sentire qualcosa: piccole risate? Musica strascicata? Ohibò! Ha forse le traveggole? Si abbassa per guardare meglio e voilà, un villaggio intero di gnomi ballerini si sta divertendo come dei matti. Tutti vestiti a festa che svolazzano al suono di quella loro strana musica; e poi si accorgono di lei che li sta guardando. Il più temerario, con la sua dama per mano le strizza l’occhio e le dice:” peccato che tu sia troppo grossa per noi, altrimenti potevi unirti per la festa; c’è cibo, vino e allegria e sarebbe stato bello averti nostra ospite.” “Già” risponde lei. “Ma vi avrei mangiato tutto il vostro banchetto! E’ una fortuna per voi che non possa accettare il vostro invito.”
Un coro di risate e di brindisi vengono offerti per lei, finchè, una piccola bianca farfalla si alza da quei fiori e vola leggiadra sul suo braccio. Come un soffio si sente dire “stanno festeggiando la Primavera”, e vola via felice verso il sole tiepido, la farfalla.
Milly riprende la passeggiata e si accorge che oltre agli gnomi ballerini ci sono i folletti dispettosi che si burlano di lei, facendola inciampare in una radice.
E’ tutto un susseguirsi di musica e risate, “ciao ragazza di campagna, siamo felici che tu possa vederci; torna presto, ti aspettiamo!”
E voi, riuscite a vederli?
Buona primavera a tutti, anche da parte degli gnomi ballerini e dei folletti dispettosi.






INVITO A SORPRESA

Che bella passeggiata si è fatta Milly! Tutta sudata non vede l’ora di buttarsi sotto la doccia.
Mentre si avvicina al cancello di casa comincia a sentire un forte profumo di viole selvatiche che si intensifica ad ogni suo passo. “Che sarà mai questo profumo? Da dove proviene?”  Sembra provenire dalla sua cassetta della posta, perciò la apre molto incuriosita. Un mazzolino di violette sul quale è poggiato un biglietto lilla indirizzato semplicemente così: “alla ragazza di campagna”.
Con frenesia lo apre. E’ molto incuriosita. Sul biglietto c’è scritto “Calù e Malì si sposano, sei invitata alla grande festa che si terrà presso il Tronco dell’albero abbattuto”. Al momento Milly rimane sorpresa. Non capisce da dove provenga, poi si sovviene del Villaggio degli Gnomi Ballerini e, in un batti baleno capisce di chi si tratta, anche perché in fondo al biglietto c’è un piccolo esserino che le strizza l’occhio. Sono proprio loro, la coppia di gnomi ballerini che ha incontrato giorni fa mentre festeggiavano la Primavera. 
Sorride, compiaciuta che si siano ricordati di lei e tutto ad un tratto sente un forte bruciore sulle punta delle dita: che scherzo è questo? Poi capisce, i folletti dispettosi hanno sfregato il biglietto su una pianta di ortiche ed ora, staranno ridendo al pensiero della sua sorpresa. Corre in casa e mette le mani sotto il getto dell’acqua fredda e tutto passa.
Non sa quando si celebrerà il matrimonio, ma domani è domenica ed lei sarà là, proprio dove c’è il Tronco dell’albero abbattuto.
La giornata si presenta radiosa, e subito dopo colazione Milly parte alla volta del matrimonio dei suoi piccoli amici, sperando che i folletti dispettosi non abbiano in serbo per lei altri scherzi deliranti.
Trova subito il posto, perché una nuvola di farfalle variopinte è già sopra il Tronco scheggiato e, ancora da lontano si sentono canti e risate.
“Chi va là? Chi sei? Mostra l’invito se non vuoi che ti pesti un piede”. Il guardiano della Cerimonia è molto severo e lei, per fortuna, ha portato il suo biglietto d’invito.
“Va bene, puoi passare, ma ti tengo sott’occhio, non mi piaci per niente, sei troppo grossa per i miei gusti!”.
Fatti pochi passi rimane incantata! Il villaggio è tutto fatto di fiori, le farfalle di ogni colore sembrano dare all’aria un arcobaleno sempre in movimento. Tutti gli gnomi, con i loro vestiti colorati stanno brindando e sembrano già un po’ alticci. Non si vedono ancora gli sposi e si abbassa per guardare meglio.
Ci sono alcune “ragazze” che ballano in cerchio e alcuni “ragazzi” che cantano accompagnati dai loro strani strumenti, ma ancora gli sposi non si vedono.
Poi, come se tutto fosse programmato (e lo è!) un merlo nero come la notte, poggiato sul ramo più basso del biancospino fiorito comincia a cantare una melodia quasi sensuale. Milly alza gli occhi per guardare e in mezzo ai quei bianchi fiori, il merlo sembra un principe vestito a festa e, intorno al suo collo, così nero e lucido, porta una piccola ghirlanda di fiori bianchi e rosa. Tutti stanno in silenzio ad ascoltarlo e sono in attesa. Milly più di tutti perché non sa cosa aspettarsi. Il suo canto è dolcissimo e svetta perfino sopra le cime degli alberi più alti facendo invidia anche ai cardellini che sono stati invitati alla cerimonia.
Alla fine del canto, con molta eleganza, il merlo si toglie la ghirlanda di fiori colorati e la lascia cadere sul gruppo delle gnome, e loro, con movimenti eleganti, iniziano a danzare e ad aprire il cerchio, lasciando uscire Malì vestita solo di petali di biancospino. 
Milly è a bocca aperta! Non ha mai visto niente di simile! Le damigelle, sempre danzando intorno alla promessa sposa, la accompagnano nei pressi del Tronco dell’albero abbattuto. Qualcuno nel frattempo vi ha posto sopra un calice d’argento pieno di acqua limpida e fresca, e le cicale, cominciano a frinire.
E’ come avessero dato un segnale. Dalla parte opposta, un gruppo di gnomi tutti bardati per la cerimonia, trascina letteralmente uno sposo che pare molto ma molto riluttante. E’ incatenato e viene trascinato presso la caraffa d’argento. I Cerimonieri, tolgono le catene dai polsi di Calù e lo accompagnano dalla sua promessa sposa.
Malì prende per mano Calù e, insieme, vengono issati sul bordo della caraffa.
Gli occhi di Milly sono quasi fuori dalle orbite, perché quello che sta vedendo non è permesso a nessun essere umano, hanno fatto una eccezione apposta per lei, e ne è molto fiera.
Ora, i promessi sposi, sono entrambi sul bordo della caraffa e aspettano. Tocca ai cardellini, che hanno un volo lento e armonioso, portare il Gran Cerimoniere.
Le cicale si zittiscono, il merlo tace e gli insetti si sono fermati, è tutto silenzioso.
Il Gran Cerimoniere alza il suo bastone dorato e tocca sul cuore prima Calù e poi Malì. Poi, entrambi si portano la mano sul cuore, si scambiano la frase rituale “io sono tua” “io sono tuo” e poi, il bastone dorato li spinge entrambi nell’acqua fresca della caraffa d’argento.
E’ il segnale: il merlo riprende a cantare, le cicale a frinire e gli insetti a ronzare finchè gli sposi non escono completamente nudi dall’acqua!!!  Oh! Sapeste che spettacolo!! Un grande petalo di rosa bianca li avvolge entrambi e, accompagnati da canti, risate e brindisi entrano nella loro nuova casa per uscirne dopo poco asciutti e vestiti: ora iniziano i festeggiamenti.
Gli sposi sono radiosi e si tengono per mano, devono dare inizio alle danze. Figurarsi! Un villaggio di gnomi ballerini che inizia a danzare, non ce n’è uno che rimanga fermo.
 Milly rimane incantata ad osservare tanta allegria. Poi gli sposi vanno verso di lei.
“Ragazza di campagna, grazie per aver accettato l’invito al nostro matrimonio.”
“Grazie a voi, piccoli amici, per me è stata una piacevole esperienza.”
“Abbiamo voluto farti un regalo facendoti partecipe delle nostre tradizioni. Sappi che mai nessuno ha assistito a quello che succede nel nostro piccolo villaggio, ma tu ci hai scoperti e noi ti abbiamo adottata, e ti abbiamo dato anche un nuovo nome Tarì, così, ti inviteremo a festeggiare il nostro primo figlio e sarai dei nostri. Ora torna a casa prima che i folletti dispettosi rompano la tregua del matrimonio, noi abbiamo altro da fare… Ciao ragazza di campagna, ci rivedremo presto.”
“Ciao piccoli amici, ci sarò!”
Milly torna a casa piena di meraviglia e felice, prende un fazzoletto perché i matrimoni la commuovono e sente qualcosa di strano, si ritrova in mano la piccola caraffa d’argento, loro le hanno fatto un regalo. La poggia sul mobile della sua cameretta.
Entra la mamma e lo vede. “Cos’è quello?”
Non posso spiegarle tutto, non mi crederebbe, perciò le sorrido, l’abbraccio e mi infilo sotto le coperte.

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