domenica 9 giugno 2019

IL MONDO CHE VERRA'


IL MONDO CHE VERRA’





Era un caldo pomeriggio d’estate e la bambina, che avrebbe compiuto sette anni dopo poco, era dalla nonna. L’estate era di quelle roventi, una di quelle che rende i pomeriggi silenziosi, perché chi può si ritira in casa al fresco. Lei non avrebbe voluto andare a letto come la nonna le aveva ordinato, ma sapeva che se voleva restare lì doveva ascoltarla.
A malincuore salì le scale di legno e si sdraiò sul letto con l’intenzione di alzarsi al più presto, voleva solo che quell’ora di ozio passasse in fretta per ritornare in cortile a giocare e parlare con i suoi amici “immaginari”.
Le ante di legno, sgangherate e bucherellate lasciavano passare tante fessure di luce e la stanza era piacevolmente in penombra e relativamente fresca. Non spostò nemmeno la leggera coperta e si sdraiò con gli occhi sbarrati sulle travi del soffitto.
Come faceva sempre cominciò a parlare nella sua mente con i suoi amici che soltanto lei vedeva e conosceva. Cominciò a pensare al mondo là fuori, a come sarebbe stato quando lei fosse stata più grande e avesse avuto il moroso, la incuriosiva molto questa storia dei morosi.
Contava e ricontava le travi del soffitto, le crepe cercando di far passare il tempo, si mise perfino a canticchiare a bocca chiusa.
Non seppe mai come successe ma, ad un certo punto le sembrò che le sue palpebre si chiudessero e lei, non volendo dormire si sforzò e le riaprì. Si trovò in un posto a lei sconosciuto. La prima cosa che la colpì fu la luce di quel posto, non aveva mai visto un cielo così azzurro, un’aria così leggera, e il sole o qualcosa di simile illuminava quel posto di una luce che si poteva respirare. Non sapeva se lei era lì o fosse sospesa ad osservare.
Una mamma teneva per mano la sua bambina e lei capì che quella bambina era proprio lei in un mondo diverso e sconosciuto. La tenerezza di quel momento le sfiorò l’Anima e capì che era tutto vero. Era lei che guardava la scena ed era lei la protagonista di quella scena. Era una sensazione strana a dir poco, sentiva quello che sentiva quella bambina e c’era un amore e un sentimento talmente forti a lei sconosciuti. Cominciò, come al solito a porre domande. Non le giunsero risposte ma qualcuno le mostrò quel mondo, quello che un giorno lei avrebbe abitato.
Tutto era Amore e Fratellanza, non c’erano lotte, invidie o cattiverie, era un Mondo Perfetto e bellissima era la gente che vi abitava. Non esisteva moneta, ognuno svolgeva il lavoro che amava e ognuno si serviva solo del necessario. Un’altra cosa che la colpì furono i sorrisi su quei volti e il fatto che quasi nessuno parlasse, tanto meno urlasse. Gli abitanti si salutavano con cenni del capo, carezze, abbracci, strette di mano e l’immancabile sorriso.
La bambina che osservava quel modo era esterrefatta. Pensava che fosse un sogno, che si fosse addormentata, guardò sul letto e vide il suo corpo sdraiato con gli occhi aperti. Ma lei in quanti posti era? Sorrise mentre lo pensava e capì che poteva essere in tanti altri posti contemporaneamente, ancora non aveva sentito parlare di mondi paralleli e squarci spazio-tempo eppure ci era immersa.
La bambina che abitava quel bellissimo mondo le parlò, anzi le sussurrò all’orecchio e le disse che quello che stava vedendo era “Il Mondo che verrà”, che sarebbe venuto e che lei ci sarebbe stata, visto che già c’era. Le spiegò le regole di vita di quel Mondo e di come fossero rimasti in pochi dopo quello che era successo. Non le volle dire come era arrivata quella Nuova Era meravigliosa, perché non era pronta per saperlo ma lo avrebbe scoperto a tempo debito, perché lei era una bambina speciale e sarebbe sempre stata protetta da Angeli Speciali. Le disse di non smettere mai di credere in quello che sentiva e vedeva, che in tanti l’avrebbero derisa e presa in giro, di non perdere mai la speranza perché l’Essere Supremo non l’avrebbe mai abbandonata. Le disse di essere libera, di amare, di aiutare, di ascoltare e di non lasciare MAI che nessuno la convincesse di altro.
La mamma di quella bambina voltò il viso verso di lei e il sorriso di quel viso dolce e sereno è scolpito ancora nel suo cuore.
La vita non è stata semplice o facile per quella bambina, non le ha risparmiato dolori, sconfitte, tristezza, delusioni, abbandoni, tradimenti, malattie, morti, come capita ad ognuno di noi. Ora conosce anche come sarà terribile la strada per arrivare a “Il Mondo che verrà”. Sa che chi possiede l’Anima sarà uno dei pochi che ci arriveranno, ecco perché da’ tanta importanza all’Anima. Ha pure capito che ora, qui, adesso ci sono altri come lei e che, come lei devono distribuire Speranza e Amore, e ognuno di loro racconterà quello che ha “visto” e sarà un tassello da aggiungere al suo, questo tempo è arrivato. Qualcuno capirà ma molti non lo faranno, qui su questa Terra non siamo tutti uguali e, soltanto chi ha l’Anima con dentro “Il mondo che verrà” si capirà e si prenderà per mano sorridendo portando con se tutti quelli si saranno salvati.

 illustrazione dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti


sabato 8 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE SEI






13 giugno 1720

Caro Diario,

io sono scandalizzata! Ieri ero seduta in giardino e cercavo di leggere il mio libro. Mi ha raggiunta Katryn e si è seduta accanto a me?
“Ti è piaciuto guardare? Lo fai spesso?”
Io sono arrossita e non avevo il coraggio di guardarla in viso. Lei si è messa a ridere e mi ha preso la mano, che nonostante il caldo era diventata gelida.
“Sai, mia cara, credo che tu abbia bisogno di qualche consiglio. Presto ti sposerai e la tua vita cambierà!”
Io non sapevo cosa dire, sono rimasta in silenzio e lei ha continuato.
“Quello che vuole un marito è una moglie che arrivi vergine al matrimonio. Devi avere ancora un po’ di pazienza, poi anche tu ti potrai divertire senza paure.”
La guardavo senza capire. Lei ha sorriso ed ha continuato. “Una volta che la tua purezza sarà stata provata da tuo marito non ci saranno altre prove se non la discrezione. Potrai avere tutti gli uomini che vorrai e fare quello che vuoi. Non scandalizzarti cara Mally, anche gli uomini fanno la stessa cosa. Cosa credi che serva il bordello? Uomini di ogni rango, sposati e non lo frequentano senza pudore, perché noi non potremmo fare la stessa cosa? Hai visto mio marito? Ha venti anni più di me, è grasso e non riesce quasi a respirare, e a letto vale davvero poco. Devo fare una enorme fatica per fare sesso con lui e spesso si addormenta. Io sono giovane e voglio godermi la vita, e tuo fratello sa far godere le donne!”
Io ero scandalizzata! Io sono sicura che amerò solo mio marito e che non cercherò nessun altro, ne sono sicura!
“Non dici niente? Non importa, leggo bene quello che stai pensando, le stesse cose che pensavo io quando ero giovane e inesperta, poi ci ha pensato la vita a mettermi sulla strada giusta. Ho trovato una donna che mi aiuta a non restare gravida e se dovesse succedere farà anche il resto. Te lo dico, così se ti servirà qualcuno che ti consiglia sai che puoi venire da me.”
Il mio viso era in fiamme. Perché mi diceva quelle cose? A me non interessavano, io non le avrei mai fatte.
“Dimmi, piccola e dolce Mally, il tuo caro conte ha iniziato ad insegnarti qualcosa? Sai lui è un uomo molto esperto e non è facile accontentarlo!”
Come faceva lei a sapere queste cose sul mio futuro marito?
Si è messa a ridere vedendo i miei occhi spalancati.
“Vuoi che ti insegni qualcosa che lo farà davvero felice?”
Io avrei voluto alzarmi e correre via ma ero come inchiodata alla panchina.
“Quando arriverà il momento che le sue mani saranno sotto la tua gonna, e avverrà presto, allarga bene le gambe e lascialo fare. C’è un piccolo fiore che lui sa toccare molto bene e ti renderà felice. Poi, se vorrai, potrai farlo anche tu.”
Non potevo stare ad ascoltarla ancora. Mi sono alzata ed ho lasciato cadere il libro ma non mi sono fermata a raccoglierlo e sono corsa via. La sua risata mi ha accompagnata per un tratto. Sono salita di corsa in camera mia ed ho messo di nuovo la testa sotto il cuscino. Non lo avrei mai ammesso, nemmeno con me stessa ma mi sentivo eccitata in modo strano. Ho chiuso gli occhi ed ho ripensato a tutto quello che mi ha detto.
Che Dio mi perdoni, non vedo l’ora che arrivi il conte e scacci tutte le mie paure.
A domani.
Tua Mally.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

venerdì 7 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE CINQUE






10 giugno 1720

Caro diario,

io non so più cosa pensare, la testa mi scoppia. E’ venuta a trovarci Katryn, l’amica di mia madre. Era spumeggiante e radiosa, viene spesso da noi perché il marito viaggia molto e lei passa del tempo nella nostra casa. L’ho guardata attentamente, quasi in modo maleducato, ma non riuscivo a staccare lo sguardo dal suo viso e sono sempre più convinta che sia lei la donna ritratta nuda.
Eravamo a tavola, tutti quanti a cena e lei si è presentata con un vestito scandalosamente scollato, si è seduta a sinistra di mio padre e parlava allegramente con lui e mia madre. Non so se è stata una mia impressione ma mia madre non sembrava molto allegra. Teneva le labbra strette come quando è arrabbiata, eppure nessuno le aveva fatto niente.
Mio fratello mangiava senza curarsi di niente e, quando è entrata Marianne ha alzato lo sguardo e le ha strizzato l’occhio. Non ho mangiato quasi niente ed ho chiesto il permesso di tornare in camera mia. Mi sono addormentata con un sacco di pensieri in testa.
E questo è ancora niente rispetto a quello che ho visto ieri!
Ero in giardino, ad occhi chiusi pensavo al mio prossimo incontro con il mio futuro marito. Ripensavo a quello che abbiamo fatto, alla voglia di rifarlo, e al solo pensiero sono sconvolta da ciò che provo. Ebbene, ero immersa in questi pensieri quando ho sentito dei passi e la risata di Katryn. Mi sono abbassata sotto la panchina, non volevo essere vista.
Katryn e mio fratello passeggiavano e ridevano. Dio! Lei è una donna sposata! Erano diretti al labirinto, dove le siepi sono spesse e alte e c’è una bellissima fontana con un cherubino nudo. Non ci avevo mai fatto caso, ma ora il particolare mi fa arrossire.
Perché ho voluto seguirli? Possibile che non riesca a rispettare la privacy degli altri?
Li vedevo bene dalla mia postazione, volevo andarmene ma volevo restare e vedere. Oddio chi sono diventata? Ho chiuso gli occhi per un attimo e li ho riaperti subito.
Katryn è vecchia, avrà almeno trent’anni, è sposata. Ma non significa proprio niente aver giurato fedeltà al proprio marito? Sto pensando al mio futuro matrimonio e voglio che sia perfetto.
Si sono seduti sulla panchina, proprio di fronte a me. Mio fratello le ha preso i seni fra le mani ed ha cominciato a succhiarli. Mi ha percorsa uno strano brivido, sapevo bene cosa avevo provato io quando il conte aveva fatto a me la stessa cosa.
Katryn gemeva come una capra, o così mi sembrava a quella distanza. Poi ha allungato la mano ed ha abbassato le braghe a mio fratello, e poi, poi, oddio quello che ho visto! Muoveva la mano mentre lui le succhiava i capezzoli, poi con una mossa affatto gentile le ha preso la testa e l’ha abbassata sul suo coso. Come faccio a scrivere quello che ho visto? La bocca di lei, lui che diceva parole irripetibili e poi lei mi ha vista, si è accorta che li stavo spiando e, invece di vergognarsi mi ha sorriso e mi ha strizzato l’occhio.
Non smettevano ed io non riuscivo a non guardare. E se il conte avesse voluto che anch’io facessi quelle cose?
Non riesco a pensare lucidamente e sono terrorizzata al pensiero che fra pochi giorni uscirò di nuovo in carrozza con lui. Ho i capezzoli duri, il fiatone e uno strano languore. Che mi sta succedendo?
Sono scappata nella mia camera, ancora una volta ho messo la testa sotto il cuscino.
Come fanno a fare finta di niente quando si incontrano? E poi penso che anch’io faccio così, forse sono cose che si fanno e non si dicono, ho bisogno di sapere, ma a chi posso chiedere?
Ora mi preparo per la prova dei vestiti.
Tua Mally.


Illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e-book

giovedì 6 giugno 2019

MALLY



MALLY

PARTE QUATTRO





05 giugno 1720

Caro diario,

ieri ho approfittato dell’assenza dei miei genitori e sono sgaiattolata nello studio di mio padre. Ci sono centinaia di libri ed io volevo trovarne uno che mi aiutasse a capire come si fa a far felice il proprio marito.
Sono stata attratta da una vetrina, c’è sempre stata ma non ci avevo mai fatto caso, mi ha incuriosita perché aveva un cassetto chiuso a chiave. So bene dove mio padre tiene le sue cose ed ho cercato la chiave per aprire. Ho vuotato il contenuto in terra e mi sono seduta, ero esterrefatta! C’erano riproduzioni di donne e uomini nudi che facevano tutte quelle cose. Avevo le guance in fiamme al pensiero che mio padre possedesse tali figure.
La prima mi ha colpita come un pugno nello stomaco: una donna che somigliava in modo impressionante ad una amica di mia madre era nuda ed era circondata da tre uomini pure loro nudi con il loro coso rigido. Io non ne avevo mai visti di quei cosi e non immaginavo che prendessero quella forma.
Avevo le mani sudate e mi tremavano. Ho riposto ogni cosa nel cassetto e l’ho richiuso. Avevo il fiatone come se avessi corso e mi sono seduta sulla poltrona di mio padre, aspettando di riprendermi prima di uscire.
E’ stato in quel momento che ho sentito dei passi avvicinarsi e, non volendo farmi trovare dove non dovevo essere mi sono nascosta dietro la tenda.
Ho riconosciuto la risata di Marianne, una delle nostre cameriere, e la voce profonda di mio fratello. Sono entrati ed hanno chiuso la porta con la chiave, adesso non potevo proprio uscire.
Sbirciavo da un piccolissimo anfratto e li ho visti denudarsi quasi con violenza mentre le loro risate si interrompevano solo quando si baciavano in modo indecoroso. Mio fratello è fidanzato ma a quando pare questo non gli vieta di spogliare le cameriere.
Erano completamente nudi e si sono sdraiati sul tappeto, non riuscivo a vedere quello che facevano, erano coperti dalla scrivania ma ho sentito ogni cosa, ogni grido di lei e le parole di lui. Quando si sono rialzati ho visto bene il viso di mio fratello, era rosso e aveva la barba bagnata. Marianne si è rialzata e, tutta nuda lo ha abbracciato, gli ha messo la lingua in bocca, oddio proprio così ha fatto e piano piano si è abbassata. Non riuscivo a vedere cosa faceva ma vedevo bene la faccia di mio fratello e le diceva parole che non avevo mai sentito, l’ha anche chiamata puttana e lei rideva, gli rispondeva lo so che sono puttana ma a te piace. Io mi sono sentita svenire e speravo che se ne andassero in fretta, non capivo più niente, la testa mi girava e tenevo la mano premuta sulla bocca per non farmi udire.
Poi mio fratello ha quasi urlato ed è caduto in ginocchio, si è sdraiato al suo fianco e sono rimasti in silenzio per un tempo che non finiva più. Mi mancava l’aria e mi sembrava di soffocare.
“Ora rivestiti e va a svolgere i tuoi compiti, questo lo hai fatto benissimo. Andiamo.”
Si sono rivestiti sempre ridendo e scherzando e continuando a sbaciucchiarsi e, finalmente se ne sono andati.
Dovevo riprendere le forze e uscire da lì, mi sentivo talmente debole che quando sono arrivata nella mia camera mi sono sdraiata sul letto con la testa sotto il cuscino, dovevo essere febbricitante. Come avrei potuto guardare mio fratello? Ma è una domanda alla quale avrò una risposta per cena.
Ora devo riposare.
Tua Mally



illustrazioni di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e-book

mercoledì 5 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE TERZA




01 giugno 1720

Caro diario,

Non so cosa mi prende. Vorrei che fosse già ora della passeggiata in carrozza con il mio futuro marito ma ha altri impegni e dovrò aspettare.
Ieri ho fatto una cosa peccaminosa, ma non ho resistito.
Era il primo pomeriggio e mi sono ritirata nella mia stanza. Ho cominciato a spogliarmi e mi sono tolta tutti gli indumenti. Ero nuda ed ero spaventata. Lentamente mi sono avvicinata al grande specchio. Volevo guardarmi ma tenevo gli occhi chiusi e i pugni serrati.
Non mi ero mai vista senza indumenti e volevo sapere cosa il conte vedeva in me e cosa avrebbe visto quando saremmo stati sposati.
Ho preso un gran respiro ed ho aperto gli occhi. Mi sono guardata: avevo i lunghi capelli sciolti e il viso è molto minuto, questo già lo sapevo visto che ogni giorno mi specchio per pettinarmi. Lentamente ho abbassato lo sguardo che si è puntato sui miei seni, sono piccoli ma mi sembrano proporzionati, i capezzoli sono scuri e disegnano un centro perfetto. Ho chiuso gli occhi ed ho risentito le labbra e la lingua del conte. Dio cosa mi sta succedendo? Sto diventando una poco di buono?
Al ricordo il respiro si è fatto più ansante e i miei seni sembravano danzare. Ho continuato ad osservarmi, un ventre piatto e fianchi stretti, sono troppo magra ma mia madre dice che fiorirò dopo il matrimonio, per ora si contano le costole e non è un gran bel vedere.
Sto cercando il coraggio di abbassare gli occhi ma non è facile guardare quella parte così intima del mio corpo. Eppure mi lavo da sola da tanti anni ma non l’ho mai pensata come ora, una parte così importante e così sconosciuta.
Cosa mi farà il conte quando mi vedrà nuda? E cosa farò io quando vedrò lui nudo per la prima volta? Non oso immaginare cosa si possa provare, nessuno me ne ha mai parlato. Ah se conoscessi qualcuna delle donne che lavora nel bordello! Potrei chiedere a lei qualche consiglio, ma mi vergogno al solo pensiero.
Non voglio deludere mio marito quando verrà il momento ma sono proprio senza esperienza. Con mia madre non si può nemmeno parlare di certe cose e mi rifiuto di chiedere a mio fratello, so di sicuro che lui frequenta il bordello.
Le mie gambe sono sottili e dritte. Il mio sguardo è critico, cerco delle imperfezioni, cerco di capire come si usa il corpo per dare piacere al proprio marito, ma non lo so.
Sospiro e mi rivesto con la speranza di riuscire ad imparare come si fa, sembra che sia molto importante per i mariti.
Cercherò di nascosto nella biblioteca di mio padre, magari troverò qualche libro che mi possa aiutare, credo che la mia gatta ne sappia più di me. Non voglio deludere il conte, io lo amo e voglio essere la moglie perfetta.
Imparerò e troverò il modo, intanto aspetto la prossima uscita e, che Dio mi perdoni, non vedo l’ora.
Tua Mally.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e book

martedì 4 giugno 2019

MALLY



MALLY

PARTE DUE





31 maggio 1720

Caro diario,

ho aspettato questo giorno con un’ansia tremenda, ho faticato parecchio a non far trapelare nulla dal mio viso. I miei genitori si sarebbero scandalizzati.
Ero fuori ad aspettare che la carrozza si fermasse davanti al portone ed avevo già le guance in fiamme e quello strano languore che mi aveva presa la volta precedente. Non sapevo cosa aspettarmi ma sapevo bene che avrei dovuto obbedire al mio futuro marito, o non ci sarebbe stato matrimonio.
Il conte è sceso con eleganza e mi ha fatto il baciamano da vero gentiluomo ma i suoi occhi erano languidi. Ha salutato i miei genitori e siamo ripartiti.
“Come sei stata, mia dolcissima Mally? Mi hai pensato almeno un po’ in questi giorni? Io ti ho pensato tanto e, puoi vedere da te cosa mi succede quando ti penso!”
Mi ha preso la mano e l’ha poggiata proprio là. “Dimmi, dolce fanciulla, tu non ti sei mai toccata nelle parti intime?”
Oddio che domande mi faceva? Io non avevo mai fatto niente di simile!
Ha sorriso alzando un sopracciglio. Dio quanto è bello e audace!
“Dovrai imparare tante cose, dolcezza. Sono davvero felice di essere io ad insegnartele.”
Intanto mi sbottonava il corpetto e il fiato, ora mi mancava, ora soffocavo.
Mi ha denudato il petto e i miei seni erano ben in vista.
Tremavo all’idea che qualcuno potesse vederci. Sbirciai fuori dal finestrino ma non riuscii a capire dove eravamo.
Si mise in bocca le dita della sua mano e le succhiò. Io non capivo cosa stesse facendo. Poi, lentamente e dolcemente cominciò ad accarezzarmi i capezzoli.
“Sei molto bella, Mally! Rilassati, lasciati andare e proverai qualcosa di eccitante!”
Io ero già eccitata ma non riuscivo nemmeno a formulare nessun pensiero.
Sentivo le sue mani muoversi sul mio seno, i capezzoli duri e turgidi sembravano in balia di un incantesimo. Il suo viso era davanti al mio.
“Apri gli occhi, Mally, guardami!”
Respirando come se avessi fatto una corsa aprii gli occhi e lo guardai. “Ti piace, dolcezza?” fece una risatina. “Non serve che mi rispondi, il tuo corpo parla per te.”
Avvicinò la sua bocca al mio seno e cominciò a succhiarmi un capezzolo, mentre con l’altra mano mi accarezzava l’altro. Mi sembrava di esplodere, avevo dentro una sensazione che mi piaceva da impazzire. Forse erano le stesse che le donne dei bordelli provavano, per questo molti uomini frequentavano quei posti.
Mi sorprese molto sentire un languore in mezzo alle gambe, e lui se ne accorse.
“E’ ancora troppo presto per quello.” Mi ha detto. “Un passo alla volta e ti farò scoprire il Paradiso!”
“Penso che andrò all’inferno!” Riuscii a biascicare.
“Stai tranquilla, ci andremo insieme, e sarà bellissimo!”
Sembrava non voler smettere e io avrei voluto che non smettesse. Che dio mi perdoni. Pensai. Ma mi piace da morire.
Caro diario, cosa succederà la prossima volta? Non riesco a trattenere la curiosità, spero che venga presto a prendermi.
Tua Mally.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e book

lunedì 3 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE UNO




Questo racconto è nato in una torrida stagione estiva. Nato per combattere la noia di giornate chiusa in casa, come avviene ogni anno con l’afa padana.

Il mio intento era di scrivere qualcosa di “piccante” ed infatti così è nelle prime pagine ma, non mi sembrava il caso di continuare come avevo in mente, altro che se l’avevo in mente! Visto che lo pubblicavo su facebook.
Ho coinvolto alcune amiche di fb e sono sicura che anche altri e altre lo abbiano letto, come succede spesso senza mai nemmeno cliccare un “mi piace” ma così funziona questo social, dove tutto è pubblico ma molti hanno il timore a palesarsi.
Ringrazio le AMICHE DI MALLY che mi hanno dato l’impulso e la voglia di continuare a scriverlo. Era nato così, tanto per far passare il tempo, poi si è trasformato in qualcosa che, come mi succede sempre quando scrivo mi trascina nella storia e non riesco ad uscirne fino alla parola FINE che mi mette sempre grande tristezza. Sì, sono così. Soffro quando abbandono i miei personaggi che con me hanno vissuto in casa mia, e stavolta anche in casa vostra, nelle vostre menti, nelle vostre emozioni, in compagnia di Mally e di me. Grazie per seguirmi con simpatia e con affetto, vi garantisco che è reciproco.


16 maggi 1720
Caro Diario, sono scioccata!
Le mani mi tremano nello scrivere e sono ancora tanto agitata.
Ieri sono uscita in carrozza col mio futuro marito, il conte Wils. I miei genitori mi hanno fatto un sacco di raccomandazioni e non volevano lasciarmi andare da sola con lui, troppo sconveniente ma, dopotutto presto saremo sposati ed io lo conosco poco.
E’ un gran bell’uomo, ha 26 anni, otto più di me, un viso che sembra scolpito nel marmo più fino e gambe lunghe e magre, non somiglia ai mariti delle amiche di mia madre con pancioni enormi e gambe storte, dio com’è bello!
Ha ordinato al cocchiere di portarci non so dove prima di sedere sulla sua bella carrozza di fronte a me. Siamo usciti dal viottolo della mia residenza e non so che direzione abbia preso. Io tenevo gli occhi bassi, ero timorosa a guardare in viso il conte, era la prima volta che stavamo da soli ed io ero molto imbarazzata.
Si mi è messo al mio fianco, mi ha preso la mano e mi ha tolto il guanto. Io tenevo lo sguardo abbassato e lui mi ha alzato dolcemente il viso e ci siamo guardati negli occhi, lui mi ha sorriso ed io sono arrossita. Ha portato la mia mano alle labbra ed ha baciato una ad una la punta delle mie dita, io mi sentivo il viso in fiamme. Poi ha cominciato a succhiarmi i polpastrelli e sentivo la sua lingua che si muoveva mentre dentro di me sentivo un brivido caldo sconosciuto.
Mi sembrava che la mia mano non mi appartenesse e che fosse impossibile provare simili brividi, per un momento ho pensato di essere una poco di buono, ma ero molto emozionata.
Poi ha smesso di succhiarmi le dita ed ha posato la mia mano proprio là, oddio! Muoveva la mia mano sulle sue parti intime ed io sentivo qualcosa che si muoveva, che si ingrossava, ero impaurita da quel gesto.
Si è messo comodo, con la schiena poggiata e gambe aperte. Aveva chiuso gli occhi e gemeva sottovoce.
“Continua da sola, devi imparare.” Mi ha detto, ed ha lasciato la mia mano che si è fermata. “Avanti, mia cara, è solo l’inizio della nostra conoscenza, imparerai tante cose prima del matrimonio, o non ci sarà matrimonio!”
Questo mi ha spaventata, gli accordi fra le nostre famiglie sono già stati presi ed io non posso mandare tutto a monte, sarebbe un grande scandalo. Così ho ripreso a muovere la mia mano, su e giù come mi aveva detto di fare e sentivo un grande languore anche dentro di me e non capivo cosa mi stava succedendo.
“Ora puoi smettere, o non sarò presentabile quando ti riaccompagnerò a casa. Sei stata brava e la prossima volta toccherà a me. Cerca di riprenderti, fra poco saremo di ritorno e nessuno deve sapere quello che abbiamo fatto.”
Ho cercato di calmarmi e di riprendere il respiro normale sotto lo sguardo divertito del conte. Mi ha accompagnata in casa ed ha salutato i miei genitori.
Io sono salita nella mia camera, avevo paura che leggessero sul mio viso quello che avevo fatto, ma nessuno si è accorto di niente ed io sto qui, col cuore in gola ad aspettare la prossima passeggiata in carrozza.
Che Dio mi perdoni, ma mi è piaciuto.
A presto, Mally.

illustrazione gentilmente offert da Tiziani Gissi - romanzo pubblicato su e-book