domenica 16 giugno 2019

LIBERTA'


LIBERTA’






E’ molto difficile apprezzare la libertà. Per apprezzare una cosa bisogna almeno conoscerla, ma nella società in cui nasciamo, in qualunque parte del mondo, essa ci viene tolta fin dal primo vagito.
Nello stesso giorno sono nati Gioia e Alex, da famiglie di estrazione sociale diversa, la prima molto ricca e potente, il secondo in una famiglia di lavoratori semplici.
Avranno sicuramente vite diverse, orizzonti differenti che li attendono, ma ognuno di loro porta impressi i sigilli che la società, cioè altri, hanno scelto per loro.
Gioia è stata battezzata, come pure Alex, la prima ha frequentato scuole prestigiose, pure il secondo non se l’è cavata male alla scuola pubblica.
Entrambi hanno ricevuto i sacramenti, certo i festeggiamenti sono stati molto diversi.
Sono cresciuti portando impressi i simboli della religione, del ceto sociale, dell’educazione scolastica che altri hanno deciso per loro.
Gioia ha frequentato l’università, si è laureata, ha girato il mondo e sta per entrare a far parte del mondo del lavoro, lei ha scelto di continuare la tradizione di famiglia.
Alex si è fermato alle superiori, si è trovato un posto di lavoro noioso e ripetitivo e si è pure fidanzato.
E’ stato il destino (o il fato) a farli incontrare. Una festa dove entrambi non avevano nessun desiderio di andare.
Gioia, col suo bicchiere in mano si guarda intorno. Tanti ragazzi e ragazze della sua età (è una festa di classe), c’è allegria, musica. Alex la osserva, la conosce da quando giocavano insieme ai giardinetti, anche se è durata poco. Osserva il suo abito firmato e l’espressione annoiata. Posa il suo bicchiere e la raggiunge.
Ti ricordi di me? le chiede. Lei lo guarda fisso in cerca di ricordare qualcosa. Impossibile, non frugare nei ricordi, tu sei quella che vive nella villa, ti conoscono tutti, io sono solo un dipendente della tua fabbrica. Mi chiamo Alex. Vieni, usciamo sul terrazzo, c’è un bellissimo tramonto a quest’ora.
Lei lo segue. In effetti il tramonto è davvero uno spettacolo, lei non ci aveva mai pensato. Prende il cellulare e scatta alcune foto.
Stanno silenziosi appoggiati alla ringhiera, mentre il rumore del traffico arriva attutito dalla distanza e dalla musica che esce dalla grande porta finestra.
Cosa fai di bello nella vita? Le chiede Alex.
Lei lo guarda alzando il suo sopracciglio perfetto. Mi sto mettendo in prigione con le mie mani. Gli risponde. Domani inizio a lavorare per mio padre. Aggiunge. E non sei felice? Sapessi in quanti vorrebbero essere al tuo posto. Le dice lui.
Lei poggia la schiena alla ringhiera e lo guarda come se avesse detto una bestemmia. Non è questo che avrei voluto. Io avrei scelto altro se ne avessi avuto la possibilità. Tu no? Gli dice.
Io sono nato povero, non ho avuto molte possibilità di scelta, ma tu sì, cosa te lo impedisce? Le risponde.
Gioia e Alex si confidano, quante cose hanno in comune. Nessuno dei due ama essere costretto a rispettare una religione imposta, per fortuna ora che sono cresciuti si possono comportare più autonomamente. Lei avrebbe voluto fare altri studi, nessuno glielo avrebbe proibito ma gli interessi di famiglia hanno preso il sopravvento. Lui avrebbe voluto studiare tutte le lingue del mondo e partire senza sapere quando tornare, ma la sua famiglia aveva bisogno di lui, del suo lavoro, e perfino la sua fidanzata non è quello che lui vorrebbe.
Entrambi a volte si sono sballati, hanno provato cose proibite, fatto sesso con sconosciuti/e, ma alla fine, sono lì, in balia di quello che gli altri, a volte chiaramente a volte più velatamente li hanno costretti a fare.
Cosa faresti se fossi libera di scegliere? Lei lo guarda. E tu? Gli risponde.
Seguirei il mio grande sogno. Viaggerei per conoscere il mondo, senza legami, senza costrizioni, senza limiti. Purtroppo vivo in catene e morirò incatenato. Le risponde.
Io me ne andrei in Africa. Amo quel continente, l’ho studiato e ci sono stata alcune volte. Lì nessuno dà peso al vestito firmato e lavorerei per qualcosa che ha senso. Purtroppo anch’io sono incatenata, proprio come te. Gli dice.
Rimangono in silenzio ad osservare il traffico che scorre veloce sotto di loro mentre le luci della città si accendono e il tramonto è sparito.
Una coppia esce ridendo e si baciano sotto uno spicchio di luna ancora tremolante. Alex li guarda e sorride, almeno loro sono felici. Si lascia sfuggire. Ne sei proprio sicuro? Lo pensavi anche di me, ma non si conoscono mai gli altri. Gli fa presente.
Un giorno saremo liberi di seguire i nostri sogni. La consola lui. Abbiamo troppe catene che ci trattengono, e poi cos’è la libertà? Gli risponde.
Buttarsi di sotto, sarebbe libertà. Mormora Alex. Ma non lo faresti mai, nemmeno se lo desiderassi con tutto te stesso. Gli dice ancora.
Alex sospira. Gioia ha capito più di lui e si è adattata più di lui. Una parvenza di ribellione è ancora dentro di lui, ma ormai è troppo tardi.
Lei lo prende per mano. Vieni, usciamo di qui. Ti faccio provare la mia auto nuova, il regalo di mio padre per aver deciso di lavorare per lui.
Lui la porta su in collina dove le luci della città sembrano un presepe felice.
Se tu non fossi la figlia del ricco padrone ti bacerei. Le sussurra senza nemmeno guardarla.
Non spezzeremo mai le nostre catene. Gli risponde prendendo l’iniziativa e baciandolo sulla bocca.

 innagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti





sabato 15 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE DODICI






15.08.1720

Caro diario,

Finalmente mia madre si è resa conto che sto male e mi ha mandata per tre giorni in campagna dalla nonna ma, purtroppo sono dovuta tornare. Gli ospiti e i parenti invitati al mio matrimonio cominciano ad arrivare ed io devo essere qui a riceverli.
Non ho resistito all’insistenza di nonna Grace, è troppo arguta e intelligente ed ha capito subito che qualcosa non andava, sono troppo dimagrita, ho lo sguardo spento e lei è sempre riuscita a leggermi dentro.
Non ha battuto ciglio al racconto di quello che ho visto fare al mio fidanzato ed a Katryn, a quello che mi ha costretta a fare. A nonna Grace si sono inumiditi gli occhi quando le ho parlato di Robert, del mio immenso amore per lui e del desiderio di scappare insieme. Ora è qui e rimarrà fino al mio matrimonio che si celebrerà il 15 ottobre. Io sono disperata, non voglio sposarmi, odio il conte Wils e odio Katryn. Odio mia madre che mi costringe e il silenzio di mio padre. Soltanto mio fratello è allegro e gioviale come al solito e se ne va a spasso con Robert ogni volta che può.
Robert! Dio quanto lo amo! Colgo spesso il suo sguardo su di me ma non abbiamo più avuto occasione di parlarci.
Ci ha pensato nonna Grace, gli ha chiesto di accompagnarci per un giro in carrozza, adducendo la scusa dell’acquisto di un nuovo cappello.
Il silenzio in carrozza era imbarazzante, la nonna scrutava Robert e sembrava volesse leggergli l’anima, come fa con me. Ad un certo punto ha sorriso, ha allungato la mano guantata ed ha preso quella di Robert. Ami mia nipote? Gli ha chiesto. Lui non si aspettava che lei sapesse, ma da bravo capitano quale è non ha esitato e l’ha fissata senza creanza negli occhi. Sì! La amo, e farei di tutto per portarla via da qui! Si vede che è un uomo aduso al comando e senza timori. Nonna Grace lo ha osservato a lungo senza lasciar andare la sua mano e il suo sorriso si illuminava sempre di più. Per quando è pronto il tuo veliero? Quando può salpare? Gli occhi di Robert hanno avuto un guizzo. Entro quindici giorni sarà pronto, e può salpare con l’alta marea del tre di settembre.
Parlavano come se io non fossi presente, non mi perdevo una parola.
Nonna ha preso la mia mano e l’ha messa in quella di Robert. Un’emozione che non avevo mai provato mi ha trafitto il cuore.
Puoi baciarla, ha diritto ad avere un vero uomo che la ami, è una ragazza dolce ma molto determinata e saprà rendere molto movimentata la vostra vita insieme. Io vi aiuterò.
Ha aperto la sua piccola borsa e ha estratto un sacchetto di seta. Qui ci sono venti diamanti, il mio regalo di nozze per Mally, prendilo, mia nipote non verrà con te come una poveraccia, questa è la sua dote. Dovrete continuare come se tutto procedesse normalmente. Io sarò pronta quando servirà.
Io piangevo e stringevo la mano della nonna. Mi ha costretta ad alzarmi dal suo fianco e sedermi accanto a Robert che mi ha stretta fra le braccia e, ancora una volta ha asciugato le mie lacrime stringendomi forte a sé. Ci siamo baciati a lungo mentre nonna guardava fuori dal finestrino.
Quando siamo rientrate sono corsa in camera ma lei mi ha seguita e si è seduta sul letto. A te non succederà quello che hanno fatto a me, tu seguirai il tuo cuore ed avrai una vita meravigliosa. Non preoccuparti per quello che succederà qui quando tu sarai partita, ci sarò io a sistemare le cose.
Mi ha accarezzata e mi ha osservata a lungo. Vivi la tua vita anche per me e sii felice. Ora cerca di ricomporti e fa tutto quello che ti chiede tua madre, nessuno deve sospettare e sai quanto è arguta Katryn, ma a lei ci penso io.
Mi sento scoppiare il cuore dalla felicità e dall’emozione, ma domani devo uscire col mio fidanzato e non so cosa farò.
Grazie nonna Grace.
Devo scendere per il tè con le amiche di mamma, mi lavo il viso e cerco di sorridere, ora posso farlo e lei sarà felice, ma io lo sono di più.
Tua Mally.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e book

venerdì 14 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE UNDICI






31.07.1720

Caro diario,

Ancora mi brucia la guancia dopo lo schiaffo ricevuto da mia madre, non era mai successo prima. Le ho detto che non voglio sposarmi e che voglio andare in campagna dalla nonna, questa casa sta diventando un albergo, ed io non sopporto più nessuno. Lo schiaffo è arrivato improvviso e mi ha lasciata a bocca aperta. Il viso di mia madre era cianotico dalla rabbia e mi ha detto che non devo permettermi di disonorare la nostra famiglia nemmeno col pensiero, che devo togliermi dalla testa tutti i fronzoli adolescenziali e che è ora che mi comporti da donna matura. Non sono riuscita a risponderle e sono scappata in camera. Non ne posso più di tutto questo, gente che va e viene e gente che resta per il mio matrimonio, alla fine non avremo più nemmeno una stanza vuota ed io voglio solo la solitudine.
Ci mancava anche l’arrivo di Robert, l’amico di infanzia di mio fratello che ha approfittato delle riparazioni del suo veliero per venire a trovarlo. Ho visto che mi guarda spesso ma io non alzo gli occhi nemmeno dal piatto quando siamo a tavola, ho solo voglia di scappare.
Mi ha raggiunta nel mio posto preferito in giardino e si è seduto vicino a me. Siamo stati in silenzio per un po’, poi lui mi ha alzato il viso e mi ha obbligata a guardarlo negli occhi. Sei molto triste. Mi ha detto. Una sposa non ha il tuo sguardo, dimmi, che regalo posso farti per il tuo matrimonio? Un regalo solo per te, per farti tornare il sorriso.
Lo guardavo e per la prima volta mi sono resa conto che è un bell’uomo, ha il viso abbronzato e la barba ben tenuta, ed i suoi occhi mi sono sembrati due laghi profondi e sinceri. Lui è rimasto in silenzio ad osservarmi e pareva potesse leggermi nei pensieri.
Vorrei scappare! Gli ho risposto.
Lui si è messo a ridere. Sono il capitano di un veliero e posso esaudire il tuo desiderio.
Rideva e mi guardava, poi è diventato improvvisamente serio. Tu stai parlando sul serio! Che cosa ti è successo?
Non sono riuscita a trattenere le lacrime. Troppo il dolore che mi porto dentro e che tengo nascosto. Mi ha presa fra le braccia, così come se fosse la cosa più naturale del mondo e mi ha lasciato sfogare la mia angoscia e il mio dolore sulla sua spalla, mentre mi accarezzava i capelli e sentivo il suo respiro all’orecchio. Aveva un buon profumo e mani che non ti aspetti da un uomo di mare.
Sentivo il suo battito del cuore e le sue parole appena sussurrate dimmi cosa ti strazia il cuore, bambolina!
Nessuno mi ha mai parlato in questo modo, ed io senza rendermene conto gli ho raccontato tutto. Non smettevo di piangere mentre raccontavo, perché mi rendevo conto che era la mia ingenuità che era andata in pezzi, che era l’amore nel quale avevo sempre creduto che mi era stato tolto con un colpo terribile che mi ha risvegliato alla realtà, e questa realtà proprio non fa per me. Ho perso la mia innocenza, i miei sogni per un uomo che non è e non sarà mai solo mio, ed io questo non lo sopporto, io voglio un Amore vero, mio che mi accompagni per tutta la vita, voglio essere amata e rispettata e non mi accontento di niente altro.
Singhiozzavo sulla sua spalla e non riuscivo a fermarmi. Mi sono sciolta dal suo abbraccio, non volevo mostrargli il mio viso devastato, lo so che non è conveniente né educato, ma lui mi ha sollevato il viso e, con estrema dolcezza mi ha asciugato le lacrime. Dovevo sembrare un mostro coi capelli spettinati e gli occhi gonfi e non mi aspettavo di certo quello che è successo: il suo sguardo così intenso non lasciava il mio, vedevo pulsargli un nervo sulla guancia dalla rabbia che provava e poi, poi dolcemente, quasi fosse la cosa più naturale del mondo ha posato le sue labbra sulle mie e, per la prima volta ho sperimentato il mio vero primo bacio. Sentivo la sua lingua che si muoveva e anch’io cercavo di ricambiare, mi accarezzava senza staccare la sua bocca dalla mia e il mio corpo vibrava come fossi in paradiso. Ho smesso di pensare.
Io ti porterò via.
E io voglio andarmene, mi sono innamorata di lui.
Non so cosa avverrà ma io ora mi sento donna.
A presto
Tua Mally.


illustrazioni di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

giovedì 13 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE DIECI






12 luglio 1720.

Caro Diario,

Fra tre mesi sarò la contessa Wils. Le sarte stanno lavorando alacremente ai miei nuovi abiti e a quello da sposa, le prove sono lunghe e stancanti e non vedo l’ora che tutto finisca. Mia madre non mi dà tregua e continua con le lezioni di buon comportamento, quelle che si addicono ad una moglie docile e amorevole, quelle di una brava padrona di casa, ma io la ascolto senza entusiasmo.
Domani arriverà il frate che ha chiamato per spiegarmi cosa chiede la chiesa di Dio ad una moglie fedele, io non ne posso più!
Quando posso mi rifugio nel mio angolo preferito in giardino e cerco di isolarmi da tutto quello che mi circonda, non pensavo fosse così faticoso prepararsi al matrimonio.
Ieri mi è parso di vedere la carrozza del mio fidanzato ma pensavo di essermi sbagliata, perché non avevamo appuntamento.
 Mi stavo annoiando da morire.  Avrei desiderato qualcosa di più eccitante.
A proposito di “eccitante” mi è venuta in mente l’ultima uscita col conte e il luogo dove mi ha portata, forse ho riconosciuto il posto e, d’impulso ho preso il calesse e sono ritornata per controllare se lo ritrovavo. I miei genitori e mio fratello non c’erano, caso assai raro. Ho deciso, mi sono preparata e sono uscita come una saetta.
Mentre percorrevo la strada avevo il cuore che mi martellava nel petto, ero uscita da sola, ed è piuttosto sconveniente! E poi nella mia mente quel sogno continua ad agitarsi, a trasmettermi strane e dolci emozioni.
Sono arrossita al pensiero di quello che è successo la volta precedente che ho fatto questo tragitto, i miei seni nudi e le labbra del mio fidanzato. Arrossisco, provo vergogna ma anche tanta curiosità e piacere. Dio come sarà essere sposati?!
Gli alberi con la loro ombra disegnavano disegni sulla strada sterrata e la ghiaia scricchiolava sotto le ruote leggere del mio piccolo calesse. Non ci ho impiegato molto a raggiungere quella dependance che ho riconosciuto all’istante.
Ho visto in lontananza la carrozza del mio fidanzato e il mio cuore ha esultato. Ho lasciato il calesse ed ho proseguito a piedi, volevo fargli una sorpresa e, soprattutto, che dio mi perdoni, volevo stare fra le sue braccia.
Mi sono avvicinata col sorriso più grande e gioioso che avevo. Avrei voluto bussare al portoncino ma non volevo correre il rischio di disturbare, magari una riunione di lavoro, così mi sono avvinata alla finestra cercando di non fare rumore.
Mi ha colpito all’improvviso la risata di Katryn e mi sono bloccata. Come una ladra ho spiato dalla finestra e li ho visti: lei indossava il mio completo rosso e lui la stava baciando su tutto il corpo.  Mi sono bloccata e non riuscivo a staccare gli occhi da quella scena indecente: il mio fidanzato con Katryn, ed ho immediatamente realizzato che non era stato un sogno quello dell’altra volta.
Devo aver fatto rumore perché lei ha alzato lo sguardo e mi ha vista. Mi ha sorriso, mi ha pure fatto l’occhiolino e, invece di sentirsi imbarazzata per essere stata sorpresa in quel frangente si è inginocchiata, ha messo la testa fra le gambe del conte e…e…e… dopo quello che ho visto sono scappata.
Il calesse mi sembrava distante e l’ho raggiunto con gli occhi pieni di lacrime. Ho frustato violentemente la mia cavalla e sono partita senza nemmeno riuscire a vedere la strada.
Ho lasciato il calesse incustodito nelle stalle e sono corsa nella mia camera. Ho chiuso la porta a chiave ed ho sperato di morire, ma non sono morta.
Come farò ora a guardare in faccia quei due? Cosa devo fare? Domani arriva il frate, dovrò parlargliene?
Che dolore che ho nel petto! NON VOGLIO PIU’ SPOSARMI!
Tua Mally. Disperata Mally.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

mercoledì 12 giugno 2019

MALLY


MALLY 

PARTE NOVE






05 luglio 1720

Caro diario,

 sono confusa, spaventata ed eccitata.
Finalmente il mio amato è ritornato dal suo viaggio e, due giorni fa è venuto a prendermi per una passeggiata in carrozza. Non stavo in me dalla felicità e sono scesa dalle scale come un fulmine, dimenticando le buone maniere che tanto piacciono a mia madre.
Mi sono bloccata vedendo Katryn che mi aspettava e teneva in mano la scatola con il regalo che mi ha fatto. Sono sbiancata! Ma non l’ho presa. Lei non si è arresa e mi ha accompagnata alla carrozza, ha salutato il conte ed ha appoggiato la scatola sul sedile. Per un attimo ho avuto l’impressione che fra di loro ci fosse qualcosa, ma di sicuro mi sono sbagliata, ero troppo emozionata.
La carrozza è partita e il conte mi ha preso le mani fra le sue, poi mi ha abbracciata e mi ha sussurrato frasi dolcissime all’orecchio mentre le sue mani slacciavano lentamente i bottoncini del corpetto. Poi, il mio seno nudo si è rispecchiato nei suoi occhi. La sua lingua che passava dalle sue labbra ai miei capezzoli, ed io che non sapevo fare altro che ansimare dal piacere: dio quanto l’avevo desiderato, ma non lo confesserò nemmeno sotto tortura.
Mi sono stupita di sentire la carrozza fermarsi, ero talmente avvolta dalle mie emozioni che non mi sono accorta di null’altro. Imbarazzata per essere con il seno scoperto ho guardato il mio fidanzato in cerca di risposte. Mi ha messo sulle spalle la sua giacca e mi ha fatto scendere.
Non ho riconosciuto il posto: una piccola dependance circondata da uno splendido giardino. Pochi gradini prima di arrivare alla porta che ha aperto con una grossa chiave. Tutto profumava di rose, un piccolo camino, un divanetto, sembrava tutto in miniatura, una casa per le fate o per le bambole ed i miei occhi non si lasciavano sfuggire nessun particolare. Mi ha fatto accomodare, mi ha tolto la giacca e il mio seno era nudo, per la prima volta in un ambiente diverso dalla confortevole carrozza. Il conte non smetteva di guardarmi e di sorridere e mi ha offerto un bicchiere con del liquore. Ho cominciato ad avere la vista annebbiata, mi sembrava di volare, non riuscivo a coordinare i movimenti, fluttuavo ed ero felice. Il mio fidanzato mi ha distesa su un grande letto, oh quanto era grande! Poi tutto si confonde e mi sembra di aver sognato. Mi ha spogliata completamente nuda baciandomi la pelle candida, ed io non riuscivo a fare altro che godere di tutto quello che mi succedeva. Ha aperto la scatola e mi ha messo il reggiseno di pizzo rosso, con una piuma delicata mi ha accarezzato il ventre e… poi ho sentito una risata e si è materializzata Katryn. Ero sicura che stavo sognando, perché niente mi pareva reale. La donna indossava un indumento corto e trasparente, giallo e viola che non avevo mai visto. Si è avvicinata al conte e lo ha baciato sulla bocca, mentre la sua mano si insinuava proprio là! Io guardavo ma non ero io e non ero lì. Sentivo anche le parole che si dicevano e si sono sdraiati nel letto, vicino a me.
“Ora, la nostra Mally imparerà qualcosa, speriamo che se lo ricordi quando sarà tua moglie!”
Era tutto fumoso, sapevo che non era vero quello che stavo vedendo. Due corpi nudi che si strusciavano, si baciavano, e tante altre cose che credo non dimenticherò mai. Non so quanto sia durato, fino a che, il conte si è alzato completamente nudo e Katryn mi ha sorriso. Dio come era bella! Un corpo stupendo. Ho allungato la mano per sfiorarla, tanto sapevo che non era vero niente, mi ha preso la mano e se l’è portata fra i riccioli umidi delle sue gambe.
“Imparerai, dolcezza, imparerai, ora riposa.”
Ed ora sono qui, nella mia camera e ripenso a tutto quanto, sicura che sia stato tutto un sogno. Ho cercato la scatola ma non l’ho più trovata e non ho il coraggio di chiedere a Katryn che mi sorride in modo diverso.
Non lo confesserò nemmeno al diavolo ma vorrei tanto capirci di più.
Sono confusa.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

martedì 11 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE OTTO





01 luglio 1720

Caro diario,

Domani, finalmente uscirò con il mio fidanzato. Non sto nella pelle dall’emozione, mi tremano le gambe e non so cosa aspettarmi.
Katryn mi lancia spesso sguardi e sorrisi che dire ambigui è dire poco. Se crede che mi rivolgerò a lei per chiedere lumi su quello che mi ha regalato si sbaglia di grosso. Ho nascosto tutto nel mio guardaroba, non voglio nemmeno pensarci, invece, spesso il mio pensiero va proprio là. Cosa mi sta succedendo? Che curiosità malsane pervadono la mia mente e il mio corpo? Sì, anche il mio corpo che spesso ha delle reazioni sconosciute che mi fanno sudare e mi viene voglia di essere baciata ancora sui capezzoli come l’altra volta in carrozza.
Dio che scostumata! Non voglio diventare leggera e sfrontata come Katryn.
Non so più cosa fare per non incontrare mio fratello o Katryn, così rimango per ore chiusa nella mia camera e mia madre mi rimprovera spesso.
Domenica mi ha obbligata a prendere un po’ d’aria in giardino ed ho scelto un angolo dimenticato e ombreggiato, non voglio che la mia carnagione diventi rossa, già ho alcune lentiggini e me ne vergogno tantissimo.
Ho steso la coperta ed ho appoggiato la schiena al mio albero preferito, ho chiuso gli occhi ed ho ascoltato il canto degli uccelli. Era davvero piacevole e, credo di essermi lasciata andare, penso di essermi addormentata. Il libro che avevo in mano è scivolato ed ho cominciato a fantasticare. Oddio! Come posso raccontarti le mie fantasie? Ho aperto la scatola ed ho indossato quei peccaminosi indumenti e mi sono messa ad ancheggiare davanti al mio fidanzato che si è spogliato nudo. Oddio! Io non ho mai visto da vicino un uomo nudo e ne sono incuriosita e spaventata. Lui sorrideva e mi incitava a continuare mentre Katryn gli si sdraiava vicina e gli offriva i seni da baciare.
Mi sono destata di soprassalto. Cosa mi sta succedendo? Ho aspettato che il mio respiro tornasse normale prima di tornare in casa, sapevo che mia madre era lì e non volevo potesse leggere quello che avevo pensato nella mia mente. Dovrò confessare questo peccato? Ma cosa dico al frate? No! Non ci riesco, mi vergogno troppo.
Katryn era in salotto con mia madre, quando sono insieme sembra che intorno ci sia la stessa atmosfera di un temporale. La nostra ospite ha alzato un sopracciglio e mi ha sorriso. Oddio! Penso che abbia capito. Ma come fa a leggermi dentro in questo modo? Sono salita di corsa nella mia camera ed ho preso la scatola nascosta, l’ho aperta ed ho guardato quegli oggetti, volevo sfiorare il reggiseno, quel pizzo voluttuoso rosso come il fuoco ma non ne ho avuto il coraggio. Ho rimesso tutto a posto e mi sono sdraiata sul letto. Dovevo scendere, mi aspettavano per il tè.
Mi sono sciacquata il viso e sono scesa. Mia madre se n’era andata e Katryn mi ha versato il tè. Non riuscivo a guardarla in viso.
“Cominci a sentire il tuo corpo?” Mi ha detto.
Sono arrossita e non ho risposto.
Lei si è messa a ridere. “Quando vorrai dei consigli, io sono qui, e nel bordello potrai scoprire molto altro.” Se n’è andata ridendo ed io sono scappata.
La mia camera è diventata il mio rifugio ma, quella scatola mi toglie il sonno.
A presto.
Tua Mally.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e-book

lunedì 10 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE SETTE






20 giugno 1720

Caro Diario, 

ho ricevuto una lettera dal mio fidanzato e sono molto triste. E’ in viaggio per affari, doveva rientrare domani ma, per impegni improvvisi deve rimandare il ritorno. Ho così tanta voglia di rivederlo!
Le prove dell’abito da sposa sono pesanti e Katryn è ancora nostra ospite.
Mi sento il suo sguardo addosso in ogni occasione e cerco di starle lontana.
Purtroppo ieri mi ha inviata ad una passeggiata sulla carrozza aperta della mia famiglia. Eravamo solo noi due perché all’ultimo minuto mio fratello, che ci doveva accompagnare è stato trattenuto per affari urgenti.
Ti confesso che ero molto imbarazzata e non riuscivo ad alzare lo sguardo. Lei era molto allegra e non smetteva mai di cianciare.
Abbiamo fatto un lungo giro nel parco, il tempo era meraviglioso e non mi capita molto spesso di avere una possibilità come questa, i miei genitori sono molto severi e non mi lasciano mai uscire da sola.
La carrozza si è fermata. E indovina dove eravamo? Sì, proprio davanti al bordello, in pieno giorno. Parcheggiati poco distanti.
“Vuoi entrare?” Mi ha chiesto.
Io l’ho guardata come se mi avesse detto che aveva ammazzato qualcuno e non sono riuscita ad aprire bocca. Mi ha presa per mano e, con estrema disinvoltura mi ha portata sul retro dello stabile, ha aperto una piccola porta e siamo entrate.
Riuscivo a vedere poco, c’era poca luce ma Katryn mi teneva per mano e abbiamo percorso uno stretto corridoio. Si sentivano sordi rumori ed uno strano odore dolciastro che mi faceva girare la testa.
Nella stanza più grande c’era una bellissima signora che dire vestita non si può. Sono arrossita alla vista di tanto corpo messo in mostra. Loro si conoscevano e si sono salutate calorosamente. Su alcuni piccoli divani c’erano parecchie ragazze poco vestite, alcune fumavano, alcune leggevano ma tutte ci hanno guardate con curiosità. Io avrei voluto sprofondare quando ho sentito distintamente alcune risate maschili provenire dal piano superiore.
La bella signora ha consegnato un pacco a Katryn che ha pagato lasciando una piccola borsa di monete.
“Tornate ancora, qui c’è spesso da divertirsi e molte cose da imparare!” Sapevo che lo stava dicendo a me ma non sono riuscita ad alzare lo sguardo.
Mi girava la testa e, appena fuori ho respirato la dolce tiepida aria del pomeriggio.
“Presto ti passerà il leggero capogiro! Hai respirato per la prima volta qualche sostanza che è meglio tu ancora non conosca. Ti ho preso il mio regalo per le tue prossime nozze.”
Ha aperto il pacco e quasi sono svenuta! C’era un reggiseno di una foggia mai vista e mutandoni in tinta che io ero sicura non avrei mai messo. Ma quello che mi ha lasciata senza fiato è stata una scatola di legno decorata che conteneva strani attrezzi a me sconosciuti.
“Imparerai quello che piace al tuo futuro marito. Non fare quella faccia, se non ci fossi io che ti apre gli occhi andresti in bocca al drago senza sapere cosa ti succede.”
Io non ci capivo niente e la testa mi girava ancora.
“La prossima volta che esci in carrozza col conte, mostragli queste cose e chiedi come si usano, ti garantisco che lo farai felice.”
Eravamo giunte davanti al portone e sono corsa in casa, volevo ritirarmi nella mia camera ma mio fratello mi ha bloccata sulle scale lanciando uno sguardo strano alla mia accompagnatrice.
Sono andata a prendermi un bicchiere d’acqua e sono salita di corsa nella mia stanza e sul mio letto c’era il regalo di Katryn. L’ho nascosto e mi sono sdraiata, la testa continuava a girare e mi sono addormentata di colpo, non prima di essermi detta che avrei scoperto di cosa si trattava.
Tua Mally


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book