venerdì 5 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTISEI


Ero immersa nei miei pensieri e guardavo il mare. Era rilassante e avevo imparato ad amarlo, soprattutto perché mi aveva portato Robert e mi aveva allontanata dalla mia famiglia. Già, la mia famiglia, chissà cosa stava succedendo da quelle parti? Feci un sorriso e volsi il mio pensiero al bimbo che mi cresceva dentro.
Sentii distintamente i passi leggeri di Anna sulla sabbia, subito seguiti da Alec. Mi raggiunsero e rimasero in silenzio accanto a me. Mi sembrava di avere due angeli custodi, molto protettivi e che avevo imparato ad amare.
Che mi dici, Alec, ti piace questo posto? Era un ragazzo di quindici anni e parlava poco. Anna aveva dodici anni ed era esattamente il suo contrario.
Sì, signora, mi piace molto. Non aggiunse altro ed insistetti. Da dove vieni, Alec? Ma lui non rispondeva. Aveva il viso abbassato e, delicatamente lo costrinsi a guardarmi negli occhi. Dio quanta pena ci vidi! Perché non me ne ero accorta prima? Che peso portava nel cuore? Presi le sue ruvide mani nelle mie. Cosa ti è successo, Alec? Anna osservava in silenzio.
Sono scappato da casa, signora. La mia famiglia era una famiglia normale, povera, con un padre violento ed ubriacone e picchiava spesso mia madre. Ho due sorelle più piccole. Una sera non ho resistito, mio padre prendeva a pugni mia madre e le mie sorelle erano spaventate. Dalla bocca di mia madre non usciva un lamento, non voleva spaventare oltre noi figli. Quando ho visto tutto quel sangue non ci ho più visto, ho preso un coltello ed ho ammazzato mio padre, gli ho quasi reciso il collo. Mia madre aveva perso i sensi e le mie sorelle si erano barricate nella loro stanza, ed io sono scappato, vigliaccamente scappato e mi sono imbarcato sul veliero del capitano Nell che era in partenza. Sono un ricercato per omicidio, un fuggiasco, ecco quello che sono. Le sue lacrime silenziose si mescolarono alle mie e lo tenni stretto aspettando che i suoi singhiozzi cessassero. Anna gli posò una mano sulla spalla e rimanemmo in silenzio davanti al mare che cullava le barche sul bagnasciuga.
Tu sei un ragazzo coraggioso e meraviglioso. Non dimenticarlo mai, e qualunque cosa ti accada io sarò sempre al tuo fianco, insieme al tuo capitano.
Una idea bizzarra mi girava nella mente e decisi che ne avrei parlato con Robert alla prima occasione.
Che ne dite se ci facciamo un bagno? Chiesi ai due ragazzi. Loro non ci pensarono nemmeno un attimo e si spogliarono entrando in quelle acque ancora calde del sole di settembre. Ancora cinque o sei mesi e il mio bambino sarebbe nato, non riuscivo a non pensarci.
La giornata trascorse spensierata. Tomas aveva cucinato solo per noi e ci ritrovammo tutti e quattro a ridere per delle sciocchezze, a mangiare pesce fresco, uova e frutta a volontà.
Liana aveva coltivato un pezzo di terra a vigne e frutta varia e non ce ne faceva mai mancare. Fummo sorpresi di sentire altri passi e, come evocata dai miei pensieri Liana si sedette con noi, eravamo immersi in un’atmosfera rilassata e felice.
E’ una bella sorpresa, Liana. Sono felice che tu sia venuta fin qui.
Aveva un bellissimo sorriso e somigliava a sua figlia in modo impressionante, chissà chi era il padre di Anna, se aveva un marito, non sapevo niente di loro.
Prese la mia mano e mi guardò fissa negli occhi. Avrai un maschio, bello e forte. Rimasi sorpresa dalle sue parole e guardai Anna in cerca di una spiegazione. Mamma è una curandera. E mi spiegò cosa faceva la donna per vivere. Era una donna molto rispettata in tutto quel vasto territorio, curava tutti quelli che si rivolgevano a lei, interpretava i sogni, faceva incantesimi, aveva intrugli e pozioni per tanti tipi di malanno, ma era soprattutto capace di parlare con gli spiriti.
Mi sovvenne delle dicerie che Robert aveva riportato su quel posto e le chiesi spiegazione.
Non esistono spiriti maligni in questo posto, ma spiriti che vogliono essere rispettati, per questo ti insegnerò come onorarli e come richiedere la loro protezione. Non temerli, non offenderli e loro veglieranno su di te e su di voi.
Io non avevo mai sentito di queste cose e il mio viso doveva riflettere quello che provavo.
Imparerai, Mally. Distese sul tavolo un rozzo disegno. Devi costruire questo santuario per gli spiriti, proprio nel posto che ho indicato. Io ti porterò il resto e, insieme chiederemo la loro protezione. Guardai quel pezzo di carta. Lo farò, te lo prometto.
Liana mi salutò col suo abbraccio e, presa per mano sua figlia se ne andò.
Caro Robert, pensai, un altro lavoro da fare subito.
A presto amiche mie.



illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

mercoledì 3 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTICINQUE


Fu il più bel risveglio che potessi aspettarmi. Lo abbracciai forte e rimasi alcuni minuti ad inebriarmi del suo odore di maschio e di salsedine.
Ho molte novità, vieni che le comunico a tutti.
La colazione era pronta e, la sola presenza del loro capitano rendeva quegli uomini più felici, capii che non era solo un sentimento di sudditanza che c’era fra loro, ma c’era molto affetto, molta stima, molto sentimento che mai nessuno di loro avrebbe confessato.
Mi sono assentato a lungo perché ho voluto tornare con questo. E mostrò un documento ben arrotolato in una fodera di pelle. Questo andrà custodito a costo di noi stessi: è l’atto di proprietà di questa tenuta, la Tenuta Corsara, e contiene la mappa completa di ciò che ci appartiene. L’atto di acquisto porta impresso il mio nome, ma voi avete la mia parola che, finchè vorrete vivere qui avrete la vostra parte. Nemmeno io immaginavo che fosse così vasta, è stata una bella lotta contrattare il prezzo, poi ho saputo che nessuno l’avrebbe voluta comprare, dicono che ci siano dei fantasmi che girano liberi, ma noi non ci facciamo intimidire da queste quisquiglie. Ora è nostra e possiamo cominciare a fare sul serio. Arriveranno carri di materiale per costruzione, suppellettili varie, animali, tutto già pagato e tutto già nostro. Non ce l’avrei fatta ad ottenere tutto senza la vostra parte e quella di mia moglie. Tenuta Corsara è stata iscritta al registro delle proprietà e nessuno ce la può togliere.
Alec arrivò con un barilotto che Robert aveva portato con sé e cominciò a distribuire il contenuto. Brindarono anche se era ancora mattina presto ma valeva davvero la pena brindare e ubriacarsi per questa bella notizia.
Ero contenta di passare a Robert il compito di dirigere i lavori e di riposarmi.
Il giorno successivo iniziarono ad arrivare i carri con tutte le nostre cose.
Serviva un recinto per gli animali, una sede per mettere tutti gli attrezzi e farne un laboratorio, serviva la casa sistemata per l’inverno, l’unico che avremmo trascorso tutti sotto lo stesso tetto.
Fra quei venti uomini, mai avrei immaginato che ci fossero persone così capaci. Prima di essere marinai erano stati qualcos’altro ed ora lo mettevano a frutto. Nessuno si risparmiava.
Anna venne a trovarmi e la presentai a Robert. Iniziai a frequentarla ogni giorno. Lei mi insegnava la sua lingua e fu Alec ad impararla prima di me, era un ragazzo dalla mente molto sveglia e gli chiesi se non volesse un lavoro più adatto alle sue capacità invece di essere la mia guardia del corpo, ma lui rifiutò.
Scoprimmo che la casupola di Liana e Anna era all’interno della nostra proprietà ma non facemmo niente, rimase là dove era sempre stata, dove due sconosciute mi avevano accolta come una di loro, ora avevo la possibilità di ricambiare il gesto.
Passarono due mesi e la casa principale aveva cambiato aspetto, almeno all’interno. Avevano fatto alcune separazioni per darci un po’ di intimità, una stanza dove mangiare tutti insieme, trovarono un pozzo poco distante e iniziarono anche a costruire delle cisterne per la raccolta dell’acqua invernale, l’acqua era un bene prezioso e scarso, bisognava farne buon uso.
Con l’aiuto di Anna ora capivo bene la loro lingua anche se avevo ancora delle difficoltà nel parlarla. Il mio pancione cresceva ed io stavo molto bene, il mio bambino sarebbe nato in pieno inverno. Furono costruiti camini e raccolta molta legna, non avremmo sofferto il freddo. Avrei tanto voluto poter visitare altri villaggi ma la prudenza me lo impediva.
C’era una cosa che mi preoccupava: quegli uomini, da molti mesi non frequentavano una donna e il nervosismo cominciava ad essere palpabile.
Ne parlai con Robert, anche lui aveva colto i segnali ed era indeciso su cosa fare. Quegli uomini da due mesi stavano lavorando senza sosta, senza orario, avevano bisogno di un diversivo.
A malincuore, Robert decise di portarli alla città sul porto, dove aveva portato a termine l’acquisto di tutto. Fece loro un sacco di raccomandazioni e, una mattina partirono tutti tranne Alec e Tomas, che rimasero con me.
Tenuta Corsara sembrava morta senza di loro. La spiaggia era il mio posto preferito, le palme erano alte e mi piaceva sedermi ad osservare le onde e, devo confessarlo, spesso pensavo a casa mia.
Fu lì, che quel giorno, Alec mi raccontò la sua storia.
Alla prossima, amiche mie, e la scoprirete anche voi.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

martedì 2 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTIQUATTRO


Avevamo portato con noi alcune suppellettili dal veliero e ci furono molto utili o avremmo dovuto mangiare direttamente dalle mani. Avevamo un carro carico di oggetti e utensili e mi dedicai a sistemarli con un po’ di ordine.
Alcuni uomini stavano ripulendo la grande casa, altri erano di nuovo usciti a pesca e Tomas si lamentava di non avere niente a disposizione per cucinare meglio.
Erano passati tre giorni da quando Robert era partito e cominciavo a stare un po’ in ansia. Canticchiavo sottovoce pensando di cullare il mio bambino, non vedevo l’ora che nascesse. Il sole era implacabile, l’estate sull’isola era rovente. Non avevo abiti tranne quelli che indossavo presi ad Alec. Ogni giorno entravo in mare completamente vestita cercando di togliermi di dosso polvere e sporcizia ed era un calvario stare al sole ad asciugare con la salsedine che mi appiccicava addosso.
Ero appena uscita dall’acqua e vidi Anna. Mi avvicinai e con lei mi sedetti sotto una palma. Ciao Anna, mi fa piacere rivederti. Non so se mi capisse, cercavo di usare tutto quello che conoscevo sulla sua lingua ma non sapevo se il risultato fosse buono. La ragazzina sorrise. Ciao Mally, vuoi venire con me? Si alzò e mi prese per mano. Non sapevo cosa fare, se andare da sola, chiamare Alec, poi decisi di fidarmi e la seguii.
Passammo in mezzo ad una splendida vegetazione e vidi farfalle bellissime. Anna mi guardava e sorrideva conscia della mia meraviglia alla vista di tanta bellezza.
Mi condusse ad una piccola e solitaria casupola di legno, ben tenuta. Aveva un recinto con alcune capre e pecore, animali da cortile e perfino un asino ben pasciuto.
Sulla porta una donna giovane ci stava aspettando. Mia mamma. Mally. E si scambiarono alcune parole che non riuscii a capire.
La donna mi venne incontro e, con mia grande sorpresa mi abbracciò. Liana. Disse semplicemente. Ci eravamo presentate. Mi fecero entrare e c’era un fresco molto piacevole. Liana mi osservava ed io non sapevo cosa dire o cosa fare, ero conscia di sembrare una stracciona ma non potevo farci niente. Annuì col capo e sparì in un’altra stanza. Rimasi con Anna che mi offrì la bevanda tipica di quel posto, una spremuta di ananas con limone che io non avevo mai bevuto ma che sarebbe diventata la mia bibita preferita. Era dolce, fresca, deliziosa, e cercai di trattenermi dal trangugiarla come fa un marinaio. Liana ritornò e mi porse un abito leggero e colorato, un paio di sandali, un fazzoletto colorato per coprire i capelli e ripararmi dal sole, e apprezzato più di ogni altra cosa un pettine e un pezzo di specchio e del sapone profumato. Ero allibita. Lei si accorse del mio turbamento e della mia emozione, prese una borsa di tela, vi mise dentro ogni cosa e me la mise al braccio.
Grazie, farò in modo di ricambiare. Mi ricorderò di questo gesto gentile. Mi scendevano lacrime di commozione ma loro mi sorridevano.
Liana puntò il dito alla mia pancia. Quando? Ero esterrefatta, come faceva a saperlo? Ancora non si vedeva niente. Alzai sette dita. Lei sorrise.
Un po’ a gesti un po’ a parole mi disse che mi avrebbe aiutato col parto.
Mio dio! Pensai. Non avevo realizzato che ero circondata da soli uomini e che presto avrei partorito. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse. Non pensai a quello che stavo facendo, andava contro ogni logica ed ogni insegnamento ricevuto a casa, ma ora era questa la mia nuova casa e mi avvicinai a Liana, l’abbracciai e dissi semplicemente gracias.
Guardai quella casupola e me ne innamorai, così come mi innamorai di Anna e Liana, avrei scoperto poi chi erano e come erano considerate.
La ragazzina mi prese per mano per ricondurmi indietro. Ringraziai quella donna ancora tante volte prima di uscire e non fui sorpresa di trovare Alec ad aspettarmi.
Anna gli sorrise ma lui rimase serio e si incamminò davanti a noi.
Il pomeriggio volgeva al tramonto e il sole sarebbe sparito ben presto. Anna mi fece abbassare al suo livello, mi guardò direttamente in viso e mi accarezzò. Disse qualcosa in una lingua che non conoscevo, e si allontanò saltellando.
Tutti gli uomini mi guardavano, preoccupati per la mia assenza.
Avanti, quando si mangia? Bisogna pur tenere buoni rapporti col vicinato.
Fu una cena diversa, da tempo non mangiavamo uova o carne e Tomas si era superato.
Le stelle erano già spuntate ed io ero piuttosto stanca. Mi ritirai sul carro e mi addormentai sorridendo.
E quando mi svegliai, Robert era accanto a me.
Alla prossima, amiche mie.

immagine dal web - romanzo pubblicato su e book

lunedì 1 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTITRE



Le luci dell’alba ci svegliarono tutti. Tomas, il cuoco stava già rimestando qualcosa su un improvvisato fuoco. Ci riunimmo intorno alle fiamme e ingurgitammo quell’intruglio del quale non volli sapere niente.
Liam e Ted erano usciti a pesca e avrebbero portato il pesce per il pranzo.
La luce del sole, che arrivava così diversa che in Inghilterra metteva in mostra quella grande tenuta, della quale ancora non conoscevo i confini ma che era davvero messa male. Il mio sguardo era eloquente, per un attimo i miei occhi catturarono quella desolata realtà ma mi ripresi subito e, nella mia mente la vidi come sarebbe diventata, e rivolsi un sorriso a quelle facce truci che osservavano me, il loro capitano e la loro futura casa.
Sarà la nostra casa, questa è la nostra nuova Terra e voi siete tutto ciò che abbiamo.
Sorrisero alle mie parole, ben consci del duro lavoro che li aspettava.
Decisero di sistemare provvisoriamente la grande casa per poterla usare tutti mentre si svolgevano i lavori che servivano. Venti uomini, il loro capitano e la loro corsara non si sarebbero tirati indietro.
Robert li radunò intorno a sé. Oggi parto con Sam ed Eddy. Andremo a contrattare la vendita e conoscere i confini di questa proprietà. Vi affido mia moglie, non staremo via più dello stretto necessario. Cercate di comportarvi bene, qui siamo forestieri e potremmo essere considerati nemici, dobbiamo avere il tempo di ambientarci e vi raccomando di non combinare guai, o la nostra permanenza qui sarà alquanto breve. Non devo aggiungere altro, sapete bene quello che mi aspetto da voi.
Poi chiamò il suo secondo e mi volle al suo fianco.
La Sirena grigia è tua se accetti un patto: per dieci anni avrò diritto al trenta per cento dei guadagni e ti rivedrò qui almeno una volta all’anno, sia che tu mi debba dare il dovuto o anche solo per sapere che sei vivo. Che ne dici?
Non ci fu bisogno di parlare, bastò la loro stretta di mano e, insieme agli uomini che volevano tornare a navigare partirono con Robert, al quale avevo affidato il diamante.
Senza il loro capitano quegli uomini sembravano bambini allo sbando e capii che toccava a me prendere in mano la situazione.
Alec non mi mollava un istante e divenne il mio fac totum, su di lui potevo contare ciecamente, lo avevo capito da tempo.
Liam e Ted rientrarono con parecchio pesce e cominciai a dare ordini, chi lo doveva pulire, chi doveva cercare legna senza allontanarsi troppo, chi doveva cominciare a ripulire la grande casa e ad ognuno detti un compito. Io stessa mi diedi da fare, non volevo passare ancora molte notti sul carro, volevo avere un tetto sulla testa.
Lavoravamo di lena con la certezza di essere osservati. Non perdevo di vista i miei uomini nemmeno quando si allontanavano per i loro bisogni corporali, era troppo importante non commettere sciocchezze.
Ero sudata ed avevo arrotolato i pantaloni sopra le ginocchia, la camicia era intrisa di sudore e il fazzoletto che mi copriva i capelli era sudicio di polvere e ragnatele. Mi ero fermata alla botte per rinfrescarmi quando scorsi una ragazzina che mi osservava. Mi immobilizzai non sapendo cosa fare, la lingua era ancora un ostacolo e non volevo che si spaventasse.  Le sorrisi e lei rispose al mio sorriso. La invitai a gesti a raggiungermi e mi sedetti all’ombra della palma, era il mio primo incontro con qualcuno del posto ed ero curiosa di conoscere tutto su quella che sarebbe diventata la mia proprietà. La ragazzina si avvicinò e si sedette accanto a me. Era bellissima, i capelli e gli occhi scuri come la notte e la pelle di una brillantezza da sembrare finta.
A fatica, con le poche parole che conoscevo le chiesi il nome, dicendole per prima il mio. Mally ripetè lei, e sembrava avere un suono diverso, più dolce. Anna disse poi indicando se stessa. Avrei voluto stringerle la mano ma non sapevo come comportarmi. Sei davvero bella le dissi, ma non so capì, mi sorrise e sparì fra la vegetazione.
Ripresi il lavoro, ero stanca ma non mi sarei fermata prima dei miei uomini. Tomas stava preparando il fuoco per arrostire i pesci, era ora di fermarci, di darci una ripulita e riposare, come avevamo imparato, il sole tramontava senza lasciare il tempo alla luce di abituarsi al buio.
Ero seduta, mi ero ripulita e ricomparve Anna. Aveva una cesta di frutta e di altre cose che lasciò al mio fianco. Mi salutò con la mano e sparì di nuovo.
Torna presto Robert, mi manchi da morire.
Alla prossima, amiche mie.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

venerdì 28 giugno 2019

MALLY


MALLY  

PAGINA VENTIDUE


Distesi sul carro insieme ad altri uomini faticavo a prendere sonno. Il rumore del mare, con le sue onde a volte dolci a volte ruvide pareva un canto ammaliatore. Mi rigiravo sperando di non disturbare il sonno degli altri, poi decisi di alzarmi.
Robert mi chiese se mi doveva accompagnare ma rifiutai.
Le braci dei fuochi che avevamo acceso sembravano lo specchio delle stelle che a miliardi si vedevano in cielo. Terra e cielo sembravano unirsi, perfino le grida degli uccelli notturni facevano da eco al fragore delle onde. Una vera fusione celestiale.
Mi incamminai alla spiaggia. La luna era talmente grande e luminosa che mi chiesi se fossi ancora sulla terra o su di un pianeta sospeso fra terra e cielo.
Mi fermai al limite della spiaggia e rimasi a piedi nudi. Faceva fresco ma era piacevole quella brezza che arrivava dal mare. La spuma delle onde sembrava d’argento mentre rifletteva il riverbero della luna.
Volevo sentire la vita di quel posto, volevo che mi parlasse, volevo che sapesse che io già l’amavo e che mai più me ne sarei andata.  Durante la traversata il mare era stato tranquillo e lo avevo preso come buon presagio: lui mi amava ed io avevo imparato ad amare lui, mi ero trasformata in una corsara e avrei imparato a nuotare e tuffarmi senza paura, io e il mare stringemmo un patto: lui avrebbe tenuto lontano i nemici e noi avremmo reso quel posto un meraviglioso luogo e ci saremmo rispettati a vicenda.
Un’onda più dispettosa delle altre riuscì a lambirmi i piedi che sprofondarono leggermente nella sabbia bagnata.
Questa è la risposta al nostro patto, sono qui come imprigionata ma libera come lo sei tu, niente ci tiene incatenati e tutto sarà fatto nel nome della prosperità e dell’amore, e per dimostrarti il mio attaccamento a questa terra, fra pochi mesi ti offrirò la nascita di mio figlio e lo bagnerò nelle tue acque come riconoscimento della tua forza e della tua ricchezza e del mio onore. Lo bisbigliai soltanto, ancora nessuno sapeva della mia gravidanza e non lo avrebbero saputo fino a che potevo tenerlo nascosto, anche a mio marito, non volevo che mi trattassero diversamente da come avevano imparato a fare.
Rimasi lì, in piedi davanti a quella distesa imponente con i piedi che affondavano nella sabbia, fino a che due braccia che ben conoscevo mi strinsero, costringendomi a guardare negli occhi l’uomo che avevo sposato, l’uomo che amavo. Ci baciammo consci delle onde che osservavano e tacevano. Poi mi trascinò sulla rena asciutta e lì’, davanti al mare, sotto le stelle e alla luce della luna facemmo l’amore in un modo che ancora non avevo mai conosciuto.
Il mio seno risplendeva catturando i raggi dell’astro brillante e le stelle sembravano essere entrate nei nostri occhi, c’era magia in quel posto, era tutto talmente nuovo e inaspettato che solo la magia poteva renderlo tale.
Puoi imbrogliare chi vuoi, mia cara, ma il tuo seno gonfio mi dice che porti dentro di te mio figlio.
Mi accarezzò il ventre, eravamo completamente nudi. Non mi stupii del fatto che lo avesse capito, non passava sera che i nostri corpi non si unissero e non poteva non aver visto il cambiamento.
Ci rivestimmo, la brezza si era fatta più fredda. Avrei imparato a conoscere il clima di Nivaria, la mia nuova Terra, la terra alla quale stavo già donando il frutto del nostro amore.
Questa sarà la nostra casa. Gli bisbigliai nell’orecchio.
Mi sedetti stretta fra le sue braccia e aprii il medaglione che mia nonna mi aveva regalato. Estrassi il diamante più grande e glielo diedi
Pensavi che fossi partita senza una dote? Allora non conosci nonna Grace. Questo è per noi, e intendo tutti noi, compresi gli uomini che hanno deciso di restare. Compra questo posto, la Tenuta Corsara e fa in modo di renderla la nostra reggia.
La pietra brillava sul palmo della sua mano e la ripose nel medaglione.
E’ più al sicuro lì, al momento opportuno ne faremo buon uso, grazie amore mio, ora posso dormire sonni più tranquilli.
Guardammo il cielo stellato e tornammo al carro, ero in pace con me stessa, per come ero davvero, per come ero sempre stata e per come sarei diventata: Nivaria, terra di neve e di sole e da oggi anche d’Amore.
Alla prossima, amiche mie.

immagine dal web - romanzo pubblicato su e book

giovedì 27 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE VENTUNO


La Sirena grigia attraccò al porto, l’isola più grande di Nivaria. Io ero sul ponte, non volevo perdermi nemmeno un istante, volevo vedere, osservare, capire. Mi tenevo in disparte e lasciavo che i marinai svolgessero il loro compito.
Robert era davvero un abile capitano e per un attimo temetti che la vita sulla terra ferma, quella che ci aspettava potesse non piacergli. Avevo sentito i discorsi di alcuni marinai e dicevano che il mare ti entra nel cuore e non puoi più toglierlo. Scacciai la preoccupazione, non volevo intristirmi e gravare il mio viso di nuove rughe. Avevo preso il colore scuro, indossavo pantaloni e camicia, e per un attimo pensai a mia madre, se mi avesse vista così conciata: non mi avrebbe riconosciuta. Sorrisi al ricordo della mia vita passata, ora ero Mally la Corsara, pronta a tutto.
Robert mi raggiunse. Mally, io devo scendere, vado a cercare un mezzo di trasporto, ad informarmi su quello che si può comprare, sulle leggi e le regole di quest’isola. Non posso portarti con me, non ancora. Sarai al sicuro finchè starai a bordo, io prendo quattro uomini fidati e gli altri saranno qui, a vegliare su di te. Fino a quando non avrò le idee chiare non faremo niente, non vorrei dover salpare di corsa. Ho alcune indicazioni e so dove dirigermi e ti giuro che tornerò il più presto possibile. Ho fatto portare a bordo del cibo fresco, so quanto ti è mancato. Sei tu al comando fino al mio ritorno.
Non avrei voluto lasciarlo andare, avrei voluto seguirlo ma sapevo che aveva ragione. Era una terra ancora sconosciuta per noi e dovevamo essere prudenti.
Non farmi aspettare un minuto più del dovuto o ti giuro che vengo a cercarti!
Lo abbracciai e lo guardai lasciare il veliero insieme ai suoi uomini.
Il resto dell’equipaggio trasportò le ceste con la frutta e altre cose. Alcuni iniziarono a ripulire il veliero, a sistemare le vele e non mi perdevano mai di vista.
Passarono ben sei giorni prima che Robert tornasse, ed io ero molto preoccupata.
Quando lo vidi salire la scaletta il mio cuore si allargò. Lo abbracciai e lui mi sussurrò all’orecchio ho novità, amore mio.
Salutò il suo equipaggio e scendemmo nella nostra cabina.
Ho trovato quello che fa per noi, domani ti porto a vedere il posto. E’ un grande appezzamento di terra con bananeti e altre coltivazioni, ha uno sbocco sul mare e ci può permettere di pescare. C’è una casa piuttosto ampia e altre più piccole, è tutto da sistemare, è abbandonato da tempo ed è in vendita. Dovrò fare bene i conti, non so se avrò abbastanza denaro a disposizione. Prima voglio che tu e tutti gli altri lo vediate, voglio sapere quanti di loro rimarranno e quanti no, è il momento della scelta.
Partimmo la mattina successiva, uno scomodissimo carro trainato da due cavalli per noi e altri quattro uomini seguito da altri tre carri con il resto dell’equipaggio.
Impiegammo tutta la giornata e avevo le ossa a pezzi ma non mi lamentai mai, Mally la Corsara era di tempra dura.
Siamo arrivati.
Vidi una serie di catapecchie che sembravano crollare da un momento all’altro, ma quello che mi conquistò fu l’immensità di frutteti, di fiori, di verde, di vigne e una splendida spiaggia.
Mi piace, questa è casa nostra.
Non è così semplice, ora devo chiedere ai miei uomini quanti si vogliono unire a noi, devo dare loro la paga e una parte della Sirena grigia e questo posto è piuttosto costoso.
Radunò gli uomini e chiese se avevano deciso cosa fare. In tutto erano ventotto, di tutte le età. Alec fu il primo a dire che voleva restare. Alla fine venti decisero di restare con noi e gli altri di riprendere il mare alla prima occasione.
Farò i conti e venderò il veliero, dividerò l’incasso con voi.
Si fece avanti il suo secondo. Se ti fidi di me, lasciami il veliero ed io ti porterò quanto pattuiremo, prenderò con me gli uomini che vogliono tornare in mare e ti giuro che manterrò la mia parola.
Robert era preoccupato, il denaro scarseggiava e quella tenuta era davvero troppo bella per lasciarcela scappare.
Domani parlerò col mediatore e vedrò come fare. Avete visto che c’è molto lavoro da fare, siete disposti a cambiare la vostra vita?
Ormai il buio era sceso, veloce come non avevo mai visto e ci accampammo. Accendemmo il fuoco ed io mi ritirai sul carro, stanca ma felice, avevo in serbo grosse sorprese per mio marito e mi addormentai cercando di contare le stelle.
Ah che splendida tenuta sarebbe diventata la Tenuta Corsara.
Alla prossima, amiche mie.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e book

mercoledì 26 giugno 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTI


Il nuovo giorno iniziò con la mia nuova vita, ero una nuova Mally e se avessi potuto avrei cambiato anche il mio nome. Dovevo dimenticare il passato e dovevo imparare il futuro.
Alec mi portò la colazione e dei calzoni e una camicia della mia misura, seppi poi che erano i suoi e che lui era rimasto senza ricambio di abiti.
Robert mi guardava mentre sorseggiava il tè. Indossai quei calzoni che puzzavano di mare e di pesce e li strinsi in vita con una ruvida corda. La camicia era a quadri gialli e rossi e mi stava a pennello. Mi rimboccai le maniche e mi misi a gambe divaricate davanti a mio marito. Alzò il sopracciglio e sorrise sotto i suoi splendidi baffi.
Vedo che sei pronta per il tuo nuovo ruolo. Non immagini nemmeno quanto ti servirà quando saremo a Nivaria. Mi serve una moglie che sappia stare al mio fianco in ogni situazione, e là non so davvero cosa troveremo.
Lo guardai dritto negli occhi e feci il gesto di sfoderare una sciabola mettendomi in posa per duellare.
Io sono pronta, so che oggi mi aspetta la cambusa ma ricordati sempre che io sono la tua corsara.
Robert rise e rovesciò parte del tè che stava sorseggiando.
Da oggi sarai per me e per tutti Mally la Corsara.
Fu così che iniziai ad imparare i rudimenti della cucina. Mai in tutta la mia vita avevo pensato a quanta fatica ci fosse nella preparazione del cibo, specialmente su un veliero in mezzo al mare e con poche provviste a disposizione. Il cuoco, se così si può definire aveva una folta barba e la bocca nascosta in mezzo a quei lunghi peli ruvidi e incolti e, quando raramente sorrideva mostrava una serie di denti mancanti. Teneva immancabilmente in bocca una pipa e ogni tanto la cenere cadeva nel cibo che cucinava. Parlava poco se non per darmi ordini: patate e cipolle, cavoli con vermi, carne secca o conservata in salamoia, farina per farne gallette o pane, niente era come immaginavo e il mio stomaco, quel giorno faticò a trattenere il vomito.
Passai alcune ore e il sudore mi colava fin nei mutandoni. Ero assorta nel mio compito e volevo solo finire in fretta per darmi una rinfrescata.
Fu solo l’inizio. Poi imparai ad accendere un fuoco, poi a maneggiare un pugnale, mentre il veliero continuava tranquillo la traversata che ci avrebbe portati alla nostra nuova vita.
Molto difficile fu imparare alcune parole della nuova lingua.
Ero talmente impegnata ogni giorno che ormai non mi si distingueva dal resto dell’equipaggio.
Erano passate due settimane, ne mancavano altrettante prima dell’arrivo ed io non vedevo l’ora di rimettere i piedi sulla terra ferma, di conoscere la mia nuova terra, e di prendere in mano il nostro futuro.
Ora conoscevo i nomi di tutti quegli uomini e loro conoscevano me, non ero solo la moglie del capitano, ero Mally la Corsara e mi sentivo piena di vita e di energia.
La sera, nella nostra cabina era tutta un’altra storia. La nostra cuccetta scricchiolava a lungo mentre il mare cullava i nostri amplessi e la nostra passione.
Sei felice, amore mio?
Non potrei esserlo di più!
Robert rise divertito. Non avrei mai immaginato che lavorare duramente su un veliero ti rendesse così felice, darò ordine ai miei uomini di darti altri compiti!
Fu così che i giorni passarono senza scossoni e la terra, finalmente baciava l’orizzonte.
Ero sul ponte e Robert mi passò il binocolo.
Guarda, amore mio, siamo quasi arrivati. E’ lì che cominceremo, è lì che vivremo, è lì che moriremo, è lì che il nostro amore fiorirà.
Ero emozionata, per la prima volta realizzavo che Mally era diventata Mally la Corsara, la moglie del capitano, la sguattera di cambusa, ero semplicemente una vera donna.
Nivaria, isole di neve e di sole, e con noi sarete anche isole d’Amore.
Alla prossima, amiche mie, e conosceremo Nivaria e quello che ci ha riservato.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato in e book