sabato 13 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA TRENTATRE


Il nervosismo che regnava in quei giorni era palese. Le voci correvano e tutti erano al corrente della storia. Fuori dalla grande casa c’erano uomini armati che si davano il turno ed io ero sempre accompagnata da due uomini ogni volta che uscivo di casa. Non era vivere così. Passarono dieci giorni e il veliero del conte arrivò in porto, la notizia ci giunse immediatamente.
Voglio proprio vedere che faccia tosta ha questo infame personaggio. Disse Robert. Non dovemmo aspettare molto che una carrozza si fermò e ne scesero due uomini che non conoscevamo. Ci chiesero di poter entrare in casa ma li lasciammo fuori. Estrassero una pergamena col sigillo reale e la lessero. C’era l’ordine di cattura per Alec e per me. I reati erano naturalmente diversi ma la richiesta era quella di cattura per essere portati a casa.
Lo sapete, vero che qui non avete nessuna giurisdizione? Potete anche andarvene subito.  Robert tratteneva a stento la rabbia. Noi siamo solo ambasciatori della missiva e siamo qui a chiedere che Mally e Alec ci seguano, o il conte Wils provvederà personalmente a venire a prenderli. Gli occhi di mio marito sprizzavano scintille e teneva i pungi serrati. Dite al conte che troverà qualcuno ad attenderlo quando arriverà. Ora fuori dalla mia proprietà o vi caccio a calci!
I due uomini si rimisero il cappello e tornarono da dove erano venuti
Non passò un giorno che il veliero del conte calò l’ancora a poca distanza dalla spiaggia. E il giorno successivo una barca lo condusse a riva, dove Robert aveva passato la notte in attesa. Io li raggiunsi. I suoi uomini erano armati e scesero dalla barca rimanendo in attesa di ordini.
Ti trovo bene, Mally. Buon giorno Robert. E fece un ridicolo inchino. Sapete bene cosa sono venuto a fare ma ho una proposta da sottoporvi, posiamo entrare in casa? Qui fa troppo caldo. Robert, rigido come un palo non si mosse. Faremo molto in fretta, rimaniamo qui, così puoi riprendere il mare subito. Il conte sorrise. Io ho il potere di trascinare tua moglie e il tuo servo fino al patibolo ma posso rinunciare, stilando pure un certificato di morte dei due (in modo che non li cerchino più) se tua moglie mi firma una procura dove rinuncia alla sua eredità in favore della moglie di suo padre, Katrin. Ora sta a te decidere se ami di più tua moglie o i soldi dell’eredità. Tornerò qui domani mattina per la risposta. A domani. Fece cenno ai suoi uomini e riprese il mare verso il suo veliero.
Grande figlio di puttana! Vogliono solo i soldi, lui e quella grande puttana di Katrin. Robert era furibondo. Mally, l’eredità è tua e la decisione deve essere tua, sai che a noi non serve niente. Decidi in libertà. Ora rientriamo. Io avevo già deciso cosa fare.
Andai nel mio salotto e scrissi un messaggio. Lo affidai ad un uomo fidato e lo feci arrivare al conte. Spiriti buoni dell’isola e del mare, ho bisogno di voi.
La giornata passò come tutte le altre, soltanto gli uomini di guardia furono aumentati e ulteriormente armati, l’attesa di qualcosa che doveva succedere era snervante.
Scese la sera e, come sempre le stelle illuminarono quel cielo scuro che amavo. Una leggera brezza entrava dalle finestre. Avevamo finito di cenare e i bambini erano nei loro lettini. Arrivò Alec e parlò con Robert. Devo uscire, un problema che devo risolvere, tu non muoverti di qui! E sparirono. Alec stava eseguendo un mio ordine.
Uscii da una finestra e, silenziosa andai alla spiaggia, dove una barca mi raggiunse per portarmi sul veliero del conte. Salii a bordo e il veliero levò immediatamente l’ancora. Era veloce col vento che gonfiava le vele, e in pochi minuti si era già molto allontanato. Io ero sul ponte e guardavo le luci di Nivaria che si rimpicciolivano. Il conte mi raggiunse. Siamo soli, come mi hai chiesto. Hai portato la procura? Lo guardai negli occhi alla luce delle stelle, era una notte senza luna e il sorrisetto che gli illuminava quel viso che una volta avevo amato aumentò ancora di più la mia determinazione. Non ho portato la procura, ma ho portato questo! Impugnai il pugnale e gli trafissi il torace, una, due, tre volte. I suoi occhi si spalancarono dalla sorpresa, non si aspettava che la dolce Mally potesse arrivare a questo, ma la nuova Mally, la corsara sì! Sei uno stolto, conte Wils, nessuno può allontanare una madre dai propri figli, dall’uomo che ama e dalla sua nuova patria, ed io men che meno. Un rantolo uscì dalle sue labbra insieme ad una schiuma rossastra. Con una spinta lo gettai in mare. Mi spogliai velocemente degli abiti e li scaraventai in acqua, e senza nessun indugio mi tuffai nel mare nero e vorticoso. Sentii l’acqua avvolgermi tutta mentre precipitavo trattenendo il fiato, non ero una grande nuotatrice, sapevo a malapena tenermi a galla. Quando la forza dell’acqua mi riportò in superficie cercai di orientarmi sperando di vedere le luci della costa. Sentivo freddo e rimanevo immobile, poi le vidi. Dio quanto erano lontane! Cominciai a muovere le braccia ma dopo pochi minuti ero già stanca, mi girai sul dorso cercando di riprendere fiato, vedevo le stelle e pensai, per un attimo pensai che forse non avrei più rivisto i miei cari, ma che li avevo messi al sicuro, e questo mi bastava. Spiriti buoni del mare, sono io, Mally, aiutatemi.
E qualcosa successe.
Alla prossima amiche mie.



immagine dal web - romanzo pubblicato su e book

venerdì 12 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA TRENTADUE



Erano giorni di tormenta e di freddo. Coni miei bambini restavo chiusa in casa. Daniel aveva cominciato a tenersi dritto e serviva una persona per stargli dietro. Liz aveva un mese di vita e sarebbe stata sottoposta allo stesso rito di suo fratello. Ora ero consapevole di quanta importanza avesse, ma lo avrei scoperto molto dopo, il vero significato. Gli spiriti buoni dell’isola e del mare erano vicini a noi ed io, con l’aiuto e l’insegnamento di Liana cominciavo a sentirli.
Quell’aprile 1722 iniziò come se fosse giugno. Il caldo era troppo per noi che ancora non ci eravamo abituati del tutto al clima di Nivaria.
Ogni giorno c’erano carri che andavano e venivano e avevamo provveduto a segnare un nuovo sentiero che raggiungeva i magazzini, per questo mi sorpresi quando sentii un carro fermarsi davanti alla grande casa. Robert era fuori, così uscii io a vedere di chi si trattava. Fui sorpresa e felice di rivedere Mister King, ma dal suo sguardo, capii che non aveva buone notizie.
Lo feci entrare e gli offrii da bere. Sembrava a disagio. Gli mostrai Liz e Daniel che lo afferrò per i pantaloni per essere preso in braccio. Chiamai una delle ragazze e le affidai i miei figli. Ora, Mister King, devi parlare con me.
L’uomo era riluttante ma io non demordevo. Le sue parole mi colpirono come un pugno nello stomaco. Il conte Wils è in viaggio per Nivaria, sta venendo qui. Sono riuscito ad anticiparlo, volevo che voi lo sapeste, dovete fare qualcosa, approderà al porto entro una o al massimo due settimane. Ero senza parole. Come ha saputo? Qualcuno doveva pur averglielo detto. Quell’uomo è tutt’altro che stupido ed ha molto potere, ho l’impressione che abbia tenuto d’occhio le navi che tornavano in porto ed abbia interrogato marinai e capitani, e non ci andava molto per il sottile. Voi cominciate ad essere famosi, era solo questione di tempo. Ero pensierosa e preoccupata. Cosa mi dici della mia famiglia? E non girarci intorno, voglio la verità! L’uomo sospirò. Tua nonna è morta poco dopo che sei partita e ti ha lasciata unica erede dei suoi averi, nessuno li può toccare ma se tu venissi condannata per i reati che ti sono addebitati perderesti tutto. Sento che c’è dell’altro. Sì, purtroppo, e non ti piacerà. Tuo padre sta con Katrin e lei vuole la tua eredità. Qualcosa non mi tornava. E mia madre? Mio fratello? Mister King era sempre più riluttante. Tua madre giace in un letto ridotta ad un vegetale, e la sua fine potrebbe essere già arrivata. Tuo fratello è sparito e nessuno sa dove si trova. E’ rimasto o rimarrà solo tuo padre che ha molte proprietà e ricchezze e, se le cose non cambiano Katrin si prenderà tutto. Grande puttana, pensai. E in tutto questo cosa c’entra il conte Wils? Il capitano rise amaramente. Davvero non ci arrivi, Mally? Sei troppo sveglia per non capirlo.
Già, non ci voleva molto a capire che Katrin e il conte erano in combutta. Maledetti. Cosa avevano fatto alla mia famiglia? Come poteva mio padre essere così stolto? So che pensi a tuo padre, e non credi che possa fare una cosa del genere, ma devono avergli somministrato o fatto qualcosa, sembra un altro uomo. Mi dispiace, Mally, ma la tua famiglia, come la conoscevi tu non esiste più e quella coppia di demoni ha architettato anche di togliere di mezzo te, che sei l’unico ostacolo alla loro libertà e ricchezza, e tu lo sai di quanta ricchezza sto parlando.
Dovevo trattenere la rabbia ma era molto difficile. Qualcuno doveva aver avvisato Robert che arrivò ed abbracciò il capitano. Lo mise al corrente di tutto. Il silenzio era palpabile.
Cosa intendi fare? Gli chiese Mister King. Ammazzarlo. Gli rispose mio marito. Non commettere sciocchezze, sei un padre e un marito e non puoi permetterti gesti inconsulti. Robert si alzò in piedi e battè un pungo contro il muro. Credi che lascerei andare via mia moglie? Credi che la metterei nelle sue sporche mani? Dovrà passare sul mio corpo! Metterò degli uomini a guardia della casa e se mette piedi nella mia proprietà, giuro su dio che lo infilzo come un pollo! Non avevo mai visto Robert così arrabbiato e mi avvicinai. Io non me ne andrò da qui, e tu lo sai, e nemmeno Alec. Ora dobbiamo informarlo, deve sapere, parlo io con sua madre. Voglio che ti informi quale autorità può reclamare su quest’isola, non siamo a Londa ma a Nivaria.
Mister King riprese a parlare. Basta che riesca a portare te e Alec sulla sua nave e nessuno potrà più fare niente. E, credimi, ci sono molti modi perché ci riesca.
Lo sapevo anch’io, era senza scrupoli ma io lo avrei affrontato, dovevo farlo per i miei figli, per la Tenuta Corsara, per Nivaria. Maledetto bastardo e maledetta puttana, dovrete penare per riuscire a portare a termine il vostro progetto, su questo ero assolutamente sicura.
Il nervosismo e la paura cominciò ad insinuarsi a Tenuta Corsara. Gli spiriti buoni lo sentivano, perché il vulcano cominciò a brontolare. Liana non tardò a venire e la misi al corrente di tutto.
Tu sei protetta dagli spiriti buoni dell’isola e del mare. Ti avevo avvisata che saresti stata messa a dura prova, ma ti dissi anche che nessuno avrebbe lasciato l’isola se non di propria volontà, e così è! Vai al santuario e chiedi aiuto agli spiriti buoni, sai come fare ormai e loro ti ascolteranno.
Ci sarei andata l’indomani, ma ora sapevo anche usare spada e pugnale e anche queste cose mi sarebbero state molto utili, avevo una famiglia da proteggere e un’isola da far prosperare.
Alla prossima amiche mie.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

giovedì 11 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA TRENTUNO


Mano a mano che il tempo passava, Tenuta Corsara prendeva forma. L’estate era arrivata quasi improvvisa per noi che ancora non conoscevamo bene com’erano lì le stagioni. Giugno arrivò con una bella notizia. Alcuni dei nostri uomini chiesero di poter disporre delle casette per poter vivere con le loro nuove famiglie. La felicità che si spandeva nell’aria nutriva di sicuro gli spiriti buoni di quel posto. Robert era un capitano che manteneva la parola e a nessuno mancava mai niente. C’erano ancora poche merci da vendere o da barattare ma avevamo tutto quello che ci serviva e stavamo cominciando ad ingrandire la proprietà e le attività.
Ogni giorno c’erano carri di merci che arrivavano e partivano con prodotti della nostra tenuta, non erano sufficienti per pagare ogni cosa e vedevo la preoccupazione negli occhi di mio marito.
Ero sulla spiaggia e mi raggiunse, si sedette accanto a me e Daniel che aveva quasi cinque mesi, mi abbracciò in silenzio e restammo a guardare il mare per alcuni minuti. Ti vedo preoccupato. Lui sospirò. Lo sono, amore mio, lo sono. Sto finendo tutto il denaro che avevamo a disposizione e siamo ancora lontani da quello che vogliamo fare. Era giunto il momento. Aprii il medaglione e gli consegnai il secondo diamante, un bellissimo diamante di notevoli dimensioni. Questo ti servirà, io voglio Tenuta Corsara come l’abbiamo sognata. Rimanemmo in silenzio poi lo guardai. Voglio che venga costruito un piccolo porto, le imbarcazioni che verranno a prelevare le nostre merci non dovranno fermarsi nel porto principale, voglio che tu trovi un magazzino al porto principale dove trattare i nostri affari, voglio che Nivaria prosperi insieme a noi. Robert scoppiò in una risata. Vedo che hai le idee molto chiare, amore mio, hai tutta la mia ammirazione. Provvederò ad esaudire ogni tuo desiderio, perché è anche il mio e ti prometto che riusciremo a far diventare Tenuta Corsara la più grande compagnia di commercio di tutta l’isola e anche oltre. Mi baciò e bacio Daniel. Non ho ancora finito, ho un’altra cosa da dire. Aspettiamo un altro figlio e spero che sia femmina, e lo sarà. Robert aveva gli occhi che gli brillavano, la sua felicità era palpabile e mi strinse così forte che Daniel si lamentò. E che una femmina sia. Mi disse fra i capelli.
Liana mantenne la parola e mi insegnò ad onorare gli spiriti buoni del mare, mi insegnò ad onorare tutti gli spiriti buoni dell’isola con alcuni riti che svolgevamo nel mio piccolo santuario. Quella del 1721 fu un’estate caldissima per noi che non eravamo abituati, ma la gente del posto sembrava nemmeno se ne accorgesse.
Era giunto il momento di fare nuovi progetti. Robert aveva accanto uomini che lo aiutavano nelle varie incombenze, alcuni erano i suoi marinai ma altri erano indigeni del posto, tutti rigorosamente presentati da Liana, nei quali avevamo cieca fiducia.
Li riunì e spiegò loro quello che doveva essere fatto. Era una mole di lavoro incredibile ma nessuno si tirò indietro. Dovevano essere costruiti magazzini per le varie merci da commerciare, le casette dovevano essere ultimate, serviva un grande dormitorio con annessa cucina per chi non aveva una famiglia e viveva alla tenuta, la grande casa doveva essere ultimata solo per noi e i nostri figli e molte altre cose.
Voi, amiche mie, non potete immaginare quante persone lavoravano indefessamente senza mai risparmiarsi. Le culture cominciavano a dare frutti, la canna da zucchero, il grano, il mais, frutta e formaggi e carni che non potevano essere mantenuti a lungo, per questo trovammo in fretta un magazzino al porto della città dove esporre la nostra merce e venderla o barattarla. Iniziammo con poco ma non ci volle molto perché progredissimo. Avevamo una regola alla quale nessuno poteva derogare: nessun imbroglio e prezzi ragionevoli.
Tenuta Corsara cominciava ad essere conosciuta anche nelle altre zone e parecchie persone si presentavano a chiedere lavoro ma solo Liana dava il consenso, questo fatto non piaceva molto a Robert, ma visti i risultati non si oppose mai.
Daniel cresceva sano e bellissimo, e anche la mia pancia cresceva. Sapevo che stavolta sarebbe stata una femmina, volevo Elizabet e così sarebbe stato e sarebbe nata nello stesso mese di suo fratello che somigliava sempre di più a suo padre.
Arrivò l’inverno e tante cose erano migliorate, ora avevamo la grande casa tutta per noi e alcune donne che mi aiutavano. Venivano con i loro figli e si fermavano spesso a giocare con loro, non esistevano padroni e servi, non in casa mia, io ero come loro ospite nella loro terra. Robert era sereno, a parte gli intoppi tecnici i lavori proseguivano. Sul Teide la neve era tornata abbondante e questo era un buon segno, avremmo avuto acqua dolce a disposizione per tutta l’estate.
Daniel avrebbe compiuto un anno e io ero prossima al parto. Non mi stupii di vedere entrare Liana, ormai ci conoscevamo bene. Una ragazza si prese cura del mio bambino mentre le doglie mi devastavano, erano ben diverse dalle altre e furono molto lunghe, ma alla fine Elizabet venne alla luce più bella che mai.
Piansi di gioia quando me la mise fra le braccia, in lei rivedevo il viso tondo di nonna Grace e, non so se per la debolezza o altro iniziai a piangere pensando a quella vecchia alla quale dovevo tutto quello che avevo in questa nuova vita.
Non piangere, Mally. Devi essere forte, grandi novità sono in arrivo e gli spiriti mi hanno parlato. Avrai una prova molto dura da superare ma loro saranno sempre vicino a te, ricordalo, sempre vicino a te.
Mi addormentai con Liz fra le braccia mentre Robert usciva con Liana.
Alla prossima, amiche mie.


immagine dal web - romanzo pubblicato su e book

mercoledì 10 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA TRENTA


Arrivò la primavera e tutto era in cambiamento. Ora c’erano famiglie e non solo uomini e c’era lavoro per tutti. Era bello vedere tanta allegria e tanta voglia di fare. Il freddo era solo un ricordo e spruzzi banchi rimanevano a sciogliersi sulla cima del vulcano. Daniel, detto Chiky da tutti, cresceva bene.
Maggio arrivò in un baleno e per la prima volta vidi i delfini avvicinarsi alla spiaggia. Ero lì con Daniel e gli parlavo come facevo spesso nelle due lingue, volevo che le capisse entrambe. Sentii passi leggeri e Liana mi raggiunse con sua figlia. Si sedettero accanto a me, insieme ammiravamo quella immensa distesa ognuna immersa nei nostri pensieri.
Tu non lascerai quest’isola, non la lascerai mai. La guardavo sorpresa. Io so leggerti nel cuore, non mi serve leggere le menti, è il cuore la vera essenza delle persone. Nessuno lascerà questa isola se non di propria volontà, è giusto che tu lo sappia o la tua serenità ne risente. Devi sapere che gli spiriti buoni gioiscono con te e non amano essere tristi, perciò sono venuta a dirti queste cose. Riprendi ad essere tranquilla o il vulcano darà retta agli spiriti cattivi e riprenderà ad eruttare.
Il mare, calmo e dolce come non mai sembrava danzare felice all’arrivo della nuova bella stagione.
E’ giunto il momento di presentare Daniel al mare, già lo conosce ma ora lo deve toccare.
Prese il piccolo fra le sue braccia e lo spogliò. Si vedeva che era un bimbo sano, il suo corpicino era perfetto ed io mi inorgoglii.
Vieni, Mally. La cosa vi riguarda entrambi.
Aspettò che mi spogliassi completamente, e confesso che ero un po’ in imbarazzo ma lei, completamente nuda come me aspettava paziente.
Entrammo in acqua, che in verità era ancora piuttosto fresca.
Ora presentiamo Daniel agli spiriti buoni del mare. Levò il piccolo verso il cielo, mentre dalla sua bocca uscivano parole a me incomprensibili. Poi lo baciò sulla fronte e gli soffiò in bocca e, senza indugio lo immerse completamente nell’acqua salata. Noi eravamo immerse fino alla vita. La guardavo e ansimavo dalla preoccupazione, mi sembrava che lo tenesse per troppo tempo sott’acqua. Poi, dopo un tempo che mi parve infinito lo estrasse e lo lasciò libero, cullato dalle dolci onde. Daniel teneva gli occhi aperti e sembrava conscio di quello che gli stava succedendo, ma era impossibile per un bambino così piccolo. Mosse le braccia, come se sapesse cosa fare per rimanere a galla e la corrente lo trasportò verso il largo. Avrei voluto correre a riprenderlo ma lo sguardo di Liana era perentorio e non mi mossi. Passarono alcuni minuti e lui si allontanava sempre di più ed io ero terrorizzata. Poi, come per magia iniziò a muovere le braccia e, molto lentamente tornò verso di noi. Fu un gran sospiro di sollievo quando Liana lo recuperò. Recitò ancora qualche incomprensibile parola e se lo strinse al petto. Ora gli spiriti buoni del mare lo riconosco, sarà un grande capitano, molto più di suo padre. Disse guardandolo con infinito amore.
Ora tocca a te, Mally, lasciati cullare dalle onde e dagli spiriti buoni del mare.
Io non sapevo nuotare ed ero molto spaventata, guardai Liana in cerca di aiuto ma lei mi fece solo il gesto di fare come mi aveva chiesto. Ero Mally, la corsara e non potevo farmi intimidire, se perfino il mio bambino di tre mesi aveva superato la prova, io, sua madre non lo avrei deluso. Presi coraggio e mi sdraiai con il viso verso il sole. Per un momento mi sentii sprofondare e mossi istintivamente le braccia, e come per magia ritornai a galla e mi lasciai cullare dalle onde, e la corrente non mi portò lontano ma mi cullò semplicemente, dolcemente. Era piacevole il contatto con l’acqua e imparai, in quel momento che non dovevo averne paura. Fu il verso di alcuni delfini lì vicino che mi ridestò dal mio incanto, mi rimisi in piedi e sorrisi a Liana.
Sei stata coraggiosa, ma non avevo dubbi. Ora gli spiriti buoni del mare riconoscono anche te e capirai, oh se capirai come ti torneranno utili. Nutrili e rispettali e impara ad amarli. Ogni primo del mese, di tutti i mesi dovrai donare loro fiori e amore e dovrai immergerti come oggi per donarli a loro. Ti insegnerò e sarò con te per la prima volta. Ora possiamo tornare.
Io non conoscevo quelle usanze ma ero felice di essere riuscita a superare quelle prove, ero fiera del mio bambino ed ero pronta per imparare tutto quello che serviva per tenere con noi gli spiriti buoni. Mentre pensavo a questo mi sembrò di sentire una carezza sul viso. Loro ti sono vicini, impara a sentirlo.
Ritornai alla Tenuta Corsara che, come ogni giorno era in pieno fermento coi lavori, le strutture stavano prendendo nuove forme, le famiglie si erano riuniti e altre se ne stavano formando.
Alla prossima, amiche mie.


immagine dal web - romanzo pubblicato su e book

martedì 9 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTINOVE


Liana spogliò Daniel completamente e lo mise delicatamente nel cerchio grande, direttamente sulla terra fredda. Io avrei voluto dire o fare qualcosa, ma sapevo che non dovevo.
Il piccolo scalciava e muoveva le braccine con i pugni chiusi ma non si lamentava, mentre Liana lo accarezzava e bisbigliava cose che io non sentivo e non capivo. Anna le portò tre ciotole contenente dei colori e lei vi immerse le dita ed iniziò a dipingere dei simboli sul piccolo corpo del mio bambino. Era completamente dipinto di giallo, rosso e blu. Poi prese un rasoio e gli rasò i pochi capelli che aveva in testa, li mise nella ciotola e con la fiamma di una candela li bruciò. Si sprigionò subito quel particolare odore che rimase sospeso nel piccolo santuario.
Avvicinati ora, Mally. Fui subito accanto a loro. Mi prese la mano e la poggiò sul piccolo torace di Daniel. Sentivo i battiti del suo cuoricino, erano tranquilli e il suo viso era sereno. Liana mi pose la sua mano sulla fronte e riprese a bisbigliare quello che io, purtroppo non riuscivo a capire. Ci fu un attimo in cui mi sembrò che il tempo si fermasse. Mi sembrava che la mia mano fosse posata direttamente sul cuore di mio figlio e che la mia mente fosse uscita da quel posto per andare oltre, molto oltre. Non so quanto durò, non me ne resi conto perché mi risvegliai sdraiata su alcune coperte completamente nuda, col mio bambino sul ventre e tanti segni colorati lasciati dalla sua pelle. Liana era inginocchiata accanto a noi e ci osservava. Guardava attentamente i segni colorati sul corpicino di Daniel e sul mio corpo. Era strano che non sentissi freddo e la cosa mi meravigliò.
Va tutto bene, mia cara. Proprio bene. Gli spiriti buoni ora conoscono Daniel e te e vi hanno accettati. Loro saranno sempre accanto a voi e vi aiuteranno. Anna le portò una ciotola con dell’acqua e un panno e Liana ci ripulì dai colori.
Ci rivestimmo ed uscimmo sotto una tempesta di vento che non lasciava molta visibilità e raggiungemmo la grande casa di corsa. Liana ci salutò dicendo che sarebbe tornata presto, avevo molte cose da imparare, mi disse, ma ci sarebbe stato tempo.
Robert ci raggiunse, ci osservò attentamente ma non mi chiese niente. Mi addormentai con Daniel accanto.
Furono le grida di alcuni nostri uomini che mi ridestarono all’improvviso. Fuori era giorno pieno ed io dovevo aver dormito parecchio. Corsi fuori a vedere di cosa si trattava.
Fu una grande sorpresa rivedere Mister King, l’anno non era ancora passato ed io non stavo nella pelle per conoscere il motivo della sua visita.
Raggiunse Robert e si appartarono per discutere. Io li osservavo e non presagivo niente di buono. Mio marito mi fece cenno di raggiungerli. Mister King mi salutò cordialmente ma il suo viso era tirato, non doveva aver portato buone notizie. Cosa succede? Perché quelle facce? Robert assentì e Mister King mi informò.  Buon giorno a te Mally, è un piacere rivederti così in forma. Purtroppo non ho buone notizie. Sono ritornato a casa nostra e mi sono fermato in porto per poter raggiungere le persone da portare qui sull’isola. La madre e le sorelle di Alec sono sulla nave, aspettano solo di essere accompagnate qui, ci sono anche altri parenti dei vostri uomini. Era una bella notizia, avrei voluto sorridere, ma aspettavo di conoscere il seguito. Purtroppo è stato emesso un mandato di cattura per Alec, per omicidio ed è ricercato, hanno messo anche una taglia sulla sua testa.
Ero esterrefatta! Era pur vero che si trattava di un omicidio ma ci doveva essere dell’altro o non avrebbe ricevuto un tale trattamento. Si è incaricato della ricerca di Alec il conte Wils, ma tutti sanno bene che il suo scopo è trovare voi. Non ha preso bene la vostra fuga, e la perdita della tua dote, pare che non navighi in buone acque. Inoltre sono sparite da casa tua delle cose di valore, io non so quali e c’è anche un mandato di cattura per te per furto aggravato. Ero senza parole! Ma non è possibile! Non ho preso nemmeno un fermacapelli, sono uscita senza niente! Mister King mi guardava, molto imbarazzato. Quello che io so e che il conte Wils ha il potere, se vi trova di riportarvi indietro e consegnarvi alle autorità. Per questo sono tornato prima del tempo. Ora dovete dirmi cosa posso fare e se devo far arrivare le persone che ho portato con me.
Io non riuscivo a parlare. Robert mi stringeva fra le braccia. Non ci troveranno, Mally, stai tranquilla. Ed anche se dovesse succedere qui non hanno nessuna autorità ed io non ti lascerò andare via, nemmeno Alec, te lo prometto. Tutta la felicità che avevo provato fino a quel momento si dissolse e cominciai ad avere paura per il mio piccolo Daniel.
Mi ripagò la felicitò di Alec quando rivide la sua famiglia e, prendemmo accordi affinchè lui non sapesse della condanna che gli pendeva sulla testa. Arrivarono anche altre donne, perfino la sorella di Tomas che prese subito in mano la direzione della cucina.
Io cercavo di non pensarci, ma non era facile, ero sicura che Mister King e Robert mi nascondessero qualcosa.
Alla prossima, amiche mie.


 illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

lunedì 8 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTOTTO


Più il tempo passava, più mi innamoravo di Nivaria. Mi spaventava il vulcano ma pregavo ogni giorno che rimanesse a dormire mentre noi facevamo di quel magnifico pezzo di isola un paradiso in cui vivere e prosperare.
Cominciarono a giungere famiglie intere accompagnate da Liana e fummo ben felici di avere tutte quelle persone, che conoscevano bene il posto ad aiutarci nei lavori.
Arrivò dicembre e il tempo cambiò. In lontananza, ma nemmeno troppo la cima del Teide si ricoprì di neve, il mare da azzurro si era fatto color piombo ma io passavo sulla spiaggia molto del mio tempo. Volevo che il mio bambino sentisse il canto delle onde, le grida dei gabbiani, il sapore della salsedine, volevo che amasse Nivaria ancora prima di nascere.
Le giornate si erano accorciate e le ore di luce venivano sfruttate per i lavori che c’erano sempre da fare, avevamo parecchi animali ora, capre, pecore, asini, mucche, animali da cortile, e una quantità di altri volatili che non conoscevo. Ora non mancava più il cibo e Tomas si lamentava soltanto perché aveva troppo da fare.
Il santuario era stato costruito in men che non si dica, era ancora spoglio, Liana ancora non mi aveva istruita su cosa fare. Cominciai a sentire freddo e rientrai.
Mi sdraiai sul rudimentale letto, mancavano circa due mesi al parto e cominciavo a stancarmi facilmente. Il tempore della stanza mi accompagnò dolcemente nel sonno, e sognai. Sognai la mia vecchia casa, la mia famiglia e tempeste, guerre e pestilenze. Mi svegliai in un bagno di sudore e sentii il mio bambino scalciare, come se anche lui si fosse spaventato. Cercai di calmarmi e come facevo spesso canticchiai per lui.
I mesi che mi separavano dal parto passarono senza novità particolari. Ogni giorno Anna veniva a trovarmi e parlavamo delle storie passate dell’isola. Ora capivo molto bene la lingua e mi esprimevo in modo appropriato. Il tempo del parto era vicino ed io, lo confesso ero un po’ spaventata.
Era la fine di febbraio e da alcuni giorni non mi alzavo dal letto. Arrivò Liana e il suo sorriso mi risollevò il morale. Sono felice di vederti. Le dissi, era da alcuni giorni che non la vedevo. Il tuo bambino mi ha chiamata ed io sono arrivata, entro domani stringerai fra le braccia il tuo primogenito. Non terminò la frase che cominciarono le doglie così all’improvviso che lanciai un urlo.Ci vollero parecchie ore di vero dolore prima che Daniel nascesse. Ero stremata quando Liana me lo sistemò fra le braccia già lavato e pronto per la poppata. Accanto a me, Robert ci guardava con gli occhi lucidi dalla commozione. Non ho mai visto niente di più bello di voi due, mia moglie e mio figlio, la mia corsara coraggiosa. Ero felice che fosse tutto finito, avevo bisogno di riprendermi, non volevo rimanere a letto nemmeno un minuto più del necessario. Li senti i nostri uomini? Stanno facendo baldoria in vostro onore, è da parecchio che stanno festeggiando e bevendo, non vedono l’ora di conoscere il loro piccolo capitano, ma sarai tu a mostrarlo a loro. Ora riposa, io sono qui vicino a te.
Liana ci guardava con uno sguardo attento, quella donna sembrava che prima di esprimere qualsiasi parola volesse leggere l’anima di chi aveva di fronte. Io stavo allattando il mio piccolo capitano e lei si avvicinò. E’ un bambino sano, appena ti sarai ripresa andremo al santuario e lo presenteremo agli spiriti buoni. Ora riposa.
Credo che come ogni madre vede il proprio figlio, io vedevo Daniel e mi sembrava il più bello del mondo. Mangiava, dormiva, era una felicità tenerlo fra le braccia. El ciquillo, affettuosamente Chiki (piccolino) compiva un mese e fuori c’era una vera tormenta di vento gelido che arrivava dal vulcano. Tutti gli uomini avevano ridotto le attività all’aperto ma non avevano smesso di lavorare, c’erano tanti lavori da fare anche all’interno sia della grande casa, che di tutte le altre. Le cisterne per la raccolta dell’acqua dovevano essere controllate, gli animali accuditi e nella casa dei formaggi stavano maturando parecchie forme di formaggi vari. Antonio era un vero maestro in questo settore e col suo lavoro e quello di molti altri, quelle squisitezze non mancavano sulle tavole di nessuno.
Mi sorpresi di vedere entrare Liana. Si avvicinò alla culla e guardò il viso addormentato di Daniel. La sentii bisbigliare qualcosa mentre lo accarezzava e lo prendeva in braccio. Vestiti, Mally, dobbiamo andare al santuario con Daniel. Avrei voluto protestare, fuori faceva molto freddo e il bambino era piccolo ma capii che dovevo seguirla. Ci coprimmo ben bene e, accompagnati da Alec ed Anna che avevano provveduto a pulire sommariamente il sentiero dalle foglie cadute andammo al piccolo santuario.
Era piccolo, poteva contenere al massimo una decina di persone quando era vuoto, ma ora vuoto non lo era più. Al centro c’era un cerchio perfetto fatto con le pietre di lava del vulcano, avevo imparato a riconoscerle. Altri sette piccoli cerchi sempre di pietra nera erano collocati in modo da formare un disegno. Molte candele erano accese e le aperture alle pareti erano state ricoperte con pelli di animali e coperte di lana. Ero a bocca aperta. Doveva aver lavorato parecchio per preparare tutto questo.
Prese Daniel dalle mie braccia.
Alla prossima, amiche mie, e scoprirete cosa successe.

immagine dal web - romanzo pubblicato su e book

sabato 6 luglio 2019

MALLY


MALLY

PAGINA VENTISETTE


Le stelle brillavano nel cielo già da tempo quando sentii tornare Robert e gli altri. Mi alzai ed uscii ad accoglierli. Mi bastò vedere lo sguardo di mio marito per calmarmi, tutto doveva essere andato bene. Qualcuno era ubriaco e venne aiutato a sdraiarsi. Ora Robert ed io dormivamo nella grande casa, avevamo un angolo solo per noi mentre gli altri dormivano sui carri o sul pavimento.
Com’è andata? Gli chiesi. Non male. Mentre loro erano alla locanda o in libera uscita io ne ho approfittato per conoscere qualcosa di più su questo posto. E’ colmo di brava gente, povera ma molto dignitosa. Devo fare un piano di lavoro e trovare altre braccia. Abbiamo bisogno di aiuto, non possiamo farcela da soli.
Naturalmente aveva ragione, lo avevo capito anch’io. Devo farti una richiesta, anzi, più di una. E lo misi al corrente del piccolo santuario che dovevamo costruire per gli Spiriti di quel luogo. Mi aspettavo qualche lamentela da parte sua, invece accettò senza discutere. E poi vorrei un’altra cosa: vorrei che tu facessi qualcosa per portare qui la famiglia di Alec, conosci la sua storia, vero?
Robert sorrise. Mia cara corsara, per chi mi hai preso? Ho parlato con Mister King, il nuovo capitano della Sirena grigia e gli ho detto che rinuncio alla prima rata del mio 30% se mi porta tutti i parenti dei nostri uomini che vogliono raggiungerci. Non ho detto niente per non illuderli, ma questa è la prima missione della Sirena Grigia.
Quello era il mio capitano, quello era l’uomo che amavo e lo strinsi forte a me. Ci addormentammo abbracciati e davvero tanto, tanto felici.
Mentre settembre passava col caldo che non accennava a diminuire, i lavori proseguivano. Avevamo parecchi animali che dovevano essere curati e Liana ci presentò un ragazzo, un orfano ci disse lei che faceva al caso nostro. Lucas entrò a far parte della nostra grande famiglia. Magro come un chiodo venne subito preso sotto le ali protettive di Tomas ed in poco tempo divennero inseparabili.
A metà ottobre i lavori necessari all’interno della grande casa erano sommariamente ultimati. Un posto per noi, e una grande camerata per gli altri. Una grande stanza con un tavolo immenso e un fuoco per poter cucinare. Una dispensa e tutto il necessario per affrontare l’inverno, che ancora non conoscevamo.
La mia pancia cresceva ed io ero felice.
Ero andata da Liana, avevo bisogno di un contatto femminile. Bevevo succo di ananas e limone mentre lei preparava i suoi medicamenti.
Le chiesi di parlarmi di Nivaria, di come erano le stagioni e fu in quel frangente che mi parlò del vulcano, che era ancora attivo.
El Teide. E’ grande e fa paura. L’ultima eruzione è avvenuta solo 14 anni fa, ed è stata distruttiva e spaventosa. Anche per questo ti ho chiesto il santuario, perché gli spiriti buoni ci proteggano dagli spiriti cattivi all’interno del vulcano. Io vi aspettavo, sapevo che una grande famiglia sarebbe arrivata e avrebbe risollevato questo posto, e quando ti ho vista ho capito che eri tu la predestinata. Tu combatterai gli spiriti cattivi, sei forte, coraggiosa e sarai in grado di affrontare tutte le avversità che troverai sulla tua strada. Ero spaventata e glielo dissi. Non devi esserlo, tu imparerai, tu sei quella giusta per questo posto e vivrai a lungo, sarai felice, questo devi ricordarlo sempre.
Mi mise al corrente di tante cose, dell’evoluzione delle stagioni, di dove posizionare le cisterne per la raccolta dell’acqua, su quali terreni seminare e cosa seminare, sugli alberi da frutto da piantare e come curarli. In poche ore divenni esperta di quel posto e, più lo conoscevo e più mi sentivo parte di esso.
Abbiamo bisogno di uomini e donne per i lavori, non abbiamo molto denaro e vorrei sapere se hai qualche consiglio.
Lei mi osservò attentamente, sentivo il suo sguardo che mi pungeva fin dentro il petto. Mi stava esaminando l’anima per conoscere i miei veri sentimenti. Durò parecchio quell’esame, alla fine sorrise e, come faceva sempre mi abbracciò.
Ci penso io, conosco quasi tutti. In questa parte dell’isola siamo rimasti in pochi dopo l’eruzione, molti hanno perso tutto e troverò quelli che vorranno venire a lavorare da voi. Li accompagnerò io stessa e deciderò io se potranno accettare o meno.
Ti ringrazio, mi fido di te. Ora conoscevo la strada del ritorno ma fuori Alec mi aspettava e feci il tragitto con la sua compagnia silenziosa.
Tante cose sarebbero successe, mie care amiche. Alla prossima.

illustrazione DAL WEB - romanzo pubblicato su e book