venerdì 7 febbraio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte novantaquattro






L’inverno procedeva a passi veloci. La neve aveva cominciato a farsi vedere a metà novembre e ancora adesso, che l’anno stava per finire non aveva smesso che per pochi sprazzi di tempo.
Novembre e dicembre erano passati veloci. L’ala del castello che lord Sheppard aveva destinato alla nuova coppia doveva essere sistemata e Katrin era molto impegnata a dirigere i lavori. Robin ogni tanto si assentava e lei ne sentiva la mancanza, ma suo nonno era stato categorico con gli impegni che doveva sostenere il soldato.
Passavano tutto il tempo insieme quando Robin era al castello. Katrin era innamorata e felice come non lo era mai stata: finalmente avrebbe avuto la sua famiglia, un marito e i figli che avrebbero portato avanti il patrimonio Sheppard. Non si poneva limiti mentre si immaginava circondata da bambini vispi e sorridenti e da suo marito che la trattava come una regina.
Era quasi finito l’anno e ci sarebbero stati dei festeggiamenti, anche se ridotti rispetto al passato in quanto la salute di lord Sheppard risentiva del gelo e dell’età.
Katrin e Robin erano seduti davanti al camino della stanza della ragazza e Colette li aveva lasciati soli. L’uomo la teneva stretta e da qualche minuto stavano in silenzio ad osservare le fiamme. Si può morire di felicità? Chiese ad un tratto Katrin. No, amore mio, finchè io sarò al tuo fianco. Le rispose baciandole i capelli.
Ancora quattro mesi e poi sarò tua moglie, lady Katrin Rollins. Finalmente saprò chi sono e tutto il passato rimarrà sepolto, Katrin Semple Sheppard non esisterà più e non importerà a nessuno chi ero prima, sarò solo e soltanto la moglie di sir Robin Rollins, e più nessun dubbio esisterà sulla mia identità. Gli disse senza alzare lo sguardo.
Sei giunta finalmente a casa, amore mio. Qui c’è tutto quello che ci serve e nessuno potrà mai distruggerlo. Le confermò il soldato.
Tu lo sai che non mi interessano né ricchezze né potere, voglio solo essere me stessa ed essere amata, non ho mai voluto nient’altro che questo. Gli ricordò appoggiando la testa sulla sua spalla.
Rimasero lì, abbracciati davanti al fuoco a fare progetti, a scambiarsi baci e carezze, aspettando il momento di poter lasciare che anche i loro corpi potessero parlare.
Passò anche gennaio, un mese talmente freddo che la neve si era ghiacciata ed era pericoloso anche solo uscire in cortile. Katrin si annoiava ma seguiva i lavori del suo nuovo alloggio e si sentiva felice come non lo era mai stata.
Colette era contenta di vederla così innamorata, serena ma, aveva colto alcuni pettegolezzi che si interrompevano quando lei si avvicinava. Qualcosa aveva capito ma non avrebbe mai osato dire niente alla sua padrona, e poi la servitù lo sapevano tutti che era pettegola di natura.
Ogni tanto Katrin scendeva nel salone e poteva allenarsi con la sua spada, impossibile usare l’arco se non si era all’esterno.
Passarono i mesi più freddi e il suo abito da sposa era pronto: meraviglioso come non ne aveva mai visti.
Era nella sua stanza e ammirava l’abito appeso, lo accarezzava, era talmente morbido e vaporoso da sembrare fatto di nuvola.
Bussarono e suo nonno entrò. Si appoggiava sempre più pesantemente al bastone e si vedeva che l’età stava lasciando segni profondi.
Vide sua nipote in estasi davanti al vestito e sorrise. E’ un abito meraviglioso, mia cara, ma tu lo sei ancora di più. Le disse con occhi umidi di commozione.
Si sedettero. Ho spedito gli inviti che mi hai richiesto ed ho alcune risposte. Alfred e Sara non potranno essere presenti, la tua amica sta attraversando una gravidanza difficile, ti ha mandato una lettera e mi hanno assicurato che verranno non appena potranno viaggiare. Mi dispiace, mia cara, so quanto ci tenevi. Anche sir Jacob non potrà venire, e appena potrà verrà con una sorpresa. La famiglia Mason non potrà affrontare il lungo viaggio, Jonatan e Mascia ti mandano tanti saluti e ti invitano a passare da loro con Robin alla prima occasione. Tutti gli altri ci saranno. Disse il vecchio lord.
Si vedeva chiaramente la delusione sul viso di Katrin. Le uniche persone importanti non ci sarebbero state.
Tuo padre mi ha chiesto se può essere lui a condurti all’altare. Disse lord Sheppard di punto in bianco.
Katrin alzò di scatto il viso. Mai! Non succederà mai! Gli rispose con gli occhi che mandavano scintille.
Il nonno le prese la mano. Sai quanto sono fiero di poter essere io ad accompagnarti all’altare ma dobbiamo tener conto anche delle convenzioni, nessuno conosce la verità sulla tua nascita e non dobbiamo dare adito a nessun pettegolezzo. Fallo per me, mia cara, io sarò lì vicino pronto ad intervenire in qualsiasi momento il tuo sguardo me lo chieda. Le disse stringendole la mano. Manca ancora un mese, poi tutto sarà finito e più nessuno potrà interferire nella vostra vita. Aggiunse.
Mi chiedi un grosso sacrificio, nonno. Per te sono disposta a sopportarlo, ma sarà l’ultima volta che quell’uomo sfiorerà la mia persona. Fa in modo che il tragitto fino all’altare sia il più corto possibile. Mi fa ribrezzo quell’uomo! Gli rispose cercando di trattenere il risentimento che provava.
Sarai esaudita, mia cara. Le disse portandosi la mano alle labbra.


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giovedì 6 febbraio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte novantatre






Katrin si sciolse dall’abbraccio del nonno e raggiunse Robin. Ora siamo ufficialmente fidanzati, sir Robin, cosa si fa ora? Gli chiese con gli occhi che le brillavano dalla felicità.
Siediti, Katrin. Le ordinò gentilmente il nonno. Ci sono molte cose da discutere e molto da fare. Per qualche giorno vi lascio liberi di godere della vostra condizione. Comincerò ad informare tuo padre… il lord non aveva ancora finito la frase che Katrin lo interruppe.
Visto che lo informi del fidanzamento ti prego di aggiornarlo anche sul matrimonio, avverrà in primavera, nel mese di aprile. Disse convinta.
I due uomini sorrisero un po’ imbarazzati. Mia cara, parlane prima col tuo fidanzato, noi ci aggiorniamo fra una decina giorni, per tutti i dettagli. Andate ora, io ho da fare. E li congedò seguendoli con sguardo benevolo.
Katrin stringeva il braccio a Robin e raggiunsero insieme la sua stanza. Colette uscì e li lasciò soli.
Chiunque sia stato ad avvisare il nonno non lo ringrazierò mai abbastanza. Disse soddisfatta.
Robin le prese la mano. Erano seduti alla piccola scrivania. Dovremo imparare a chiamarci per nome, ad abbandonare le formalità. Io non so cosa altro dire, Katrin, solo che sono molto felice.
Anch’io lo sono e non vedo l’ora di diventare tua moglie.
Robin le sorrise ritrovando il suo sorriso beffardo. Ci siamo appena fidanzati e già pensi a dividere il mio letto?
Io voglio dividere il tuo cuore, solo questo è importante per me. Gli rispose seria. Mancano sei mesi ad aprile e non vedo l’ora che arrivi la primavera.
Bussarono e un soldato entrò a cercare il capitano, avevano bisogno di lui. Si salutarono. Dovremo cominciare a rendere noto il nostro fidanzamento. La baciò sulla bocca e uscì.
Katrin rimase seduta, assorta nella sua felicità. Entrò Colette e mise legna sul fuoco.
Robin ed io ci siamo fidanzati e il nonno ci ha dato la sua benedizione. Disse alla cameriera.
Sono felice per lei, lady Katrin e tutta la servitù ne è già al corrente. Non può tenere niente di nascosto. Le rispose.
Nel giro di pochi giorni la notizia era diventata di dominio pubblico. Katrin era raggiante e già aveva cominciato a fare progetti.
Finalmente suo nonno la mandò a chiamare. Entrò nel suo studio e vide che Robin l’aveva preceduta. Presero posto sulle poltrone di fronte al lord in attesa di conoscere quello che il vecchio signore aveva da dire.
Ti vedo raggiante, mia cara. So molto bene quello che fa il miracolo dell’amore. Le disse sorridendo. Ho dato mandato ai miei legali di stipulare i documenti necessari e voglio essere molto chiaro con entrambi. Tu, Katrin sarai la mia sola erede, eredità che passerà ai tuoi futuri figli e ai loro discendenti. Gli affari della nostra famiglia si espandono in molti rivoli, tanti li conosci e altri non hai fatto in tempo ad impararli. Non importa, mia cara, nelle posizioni importanti ci sono persone di fiducia e molto competenti, ma… ho dovuto prendere una decisione dolorosa, per questo siete qui entrambi.
I due giovani erano trepidanti, non sapevano cosa aspettarsi.
Lord Sheppard intrecciò le mani sulla scrivania e, tenendo lo sguardo fisso su sua nipote continuò. Sarà sir Robin a rappresentare la famiglia Sheppard nelle occasioni decisionali. Naturalmente tu dovrai essere informata e lui ascolterà i tuoi consigli, le tue decisioni. Non sono riuscito a farti accettare da tutti come mia rappresentante, è un mondo di maschi e le donne, mia cara non sono mai state ammesse.
Si interruppe senza distogliere lo sguardo dalla ragazza.
Katrin era evidentemente risentita anche se sapeva che suo nonno aveva ragione. Robin rimaneva in silenzio.
Hai molta fiducia in Robin, nonno. Questo mi fa piacere ma lui è un soldato. Gli rispose.
Certamente, mia cara. Ho fiducia in lui e ne sono convinto, ha svolto vari incarichi per me ed è stato al mio fianco in numerose occasione e poi, le disse strizzandole l’occhio, ho intenzione di stare qui ancora a lungo, avrò tutto il tempo per insegnargli e per introdurlo dove serve e, con te al suo fianco io saprò di aver fatto la scelta giusta. Cosa mi dici, Katrin? Aggiunse prendendole la mano.
Katrin si rivolse a Robin. Tu cosa ne pensi?
Penso che per te sono disposto a tutto, che mi impegnerò per non deludere né lord Sheppard né mia moglie, farò tutto quello che serve per dare una dinastia alla famiglia che mi sta dando la più grande opportunità che un uomo come me abbia mai avuto. Per te, Katrin, per i figli che verranno, per il nostro amore e la nostra felicità io sono pronto. Le rispose.
Va bene, nonno. Io voglio solo essere felice e non deluderti. Voglio sposare Robin, voglio avere dei figli, voglio una vita serena e tutto questo me lo può dare solo lui. Aggiunse prendendo la mano del suo amore.
Sono contento, mia cara, sarai una madre meravigliosa ed io non vedo l’ora di sentire nuovi piccoli passi e nuove risate fra queste fredde mura. Facciamo un brindisi al nuovo che verrà.



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mercoledì 5 febbraio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte novantadue






I giorni che seguirono parevano fluttuare. Katrin si stava riprendendo dall’infreddatura che aveva preso e suo nonno veniva ogni giorno a trovarla.
Colette era felice per la sua padrona, era da tempo che aveva capito i suoi sentimenti e quelli del soldato, ci era voluta una spinta per fare in modo che si dichiarassero.
Ottobre stava finendo e Katrin si era ripresa del tutto. Era una mattina fredda e lei stava aspettando Robin nel salone per fare un po’ di allenamento. Il soldato era in ritardo e non era da lui.
Venne raggiunta da uno dei camerieri di suo nonno e le chiese di seguirlo. Rinfoderò la spada e, senza cambiarsi d’abito lo seguì.
Bussò alla porta dello studio ed entrò. Suo nonno era seduto dietro la sua grande scrivania e Robin sulla poltrona dall’altro lato.
Entra, Katrin, accomodati. Le fece segno di prendere posto sulla poltrona a fianco di Robin.
Lei guardava dall’uno all’altro senza sapere cosa aspettarsi. Dentro di lei nasceva una forza incredibile, mentre prendeva posto mille pensieri le passavano nella mente ma solo uno era importante: il suo sentimento per Robin, e per lui era disposta a contrastare anche suo nonno. Il vecchio lord vide lo sguardo di sua nipote che cambiava di espressione, aveva sempre saputo che era un osso duro, lo aveva dimostrato in molte circostanze.
Il silenzio si protraeva e Katrin faticava a tenere a freno la lingua, aspettava di sapere cosa fosse successo. Istintivamente mise la mano sull’elsa della spada, si stava spazientando e alzò lo sguardo fiero e limpido su lord seduto di fronte a lei.
Rilassati, Katrin, nessuno qui ti vuol fare del male. Le disse con calma.
La ragazza spostò lo sguardo su Robin e il soldato prese la parola. Ho chiesto la sua mano a suo nonno, lady Katrin. Qualcuno lo ha informato dei nostri sentimenti e non è stato possibile tergiversare oltre.
Avrei preferito essere presente, visto che la cosa mi riguarda. Rispose piccata.
Non funziona così, mia cara. Ci vuole il mio permesso per poterti corteggiare. Disse senza cambiare espressione il vecchio lord.
Mi pareva che fossimo d’accordo, nonno. Io seguo il mio cuore e tu controlli che chi ha preso il mio cuore sia degno di tua nipote. Cosa c’è che non va in sir Robin? Volle sapere.
Non c’è niente che non va, mia cara. Ma ci sono alcune regole che hai il dovere di rispettare, ed io sono qui per questo. Le rispose. Sei proprio sicura della tua scelta? Aggiunse dopo una breve pausa.
Lo sono, nonno, e non da oggi. Gli rispose senza indugio.
Il vecchio lord sospirò. Sir Robin gode della mia massima fiducia, so che è un uomo onesto, di questo ho la certezza, così come sono certo che il suo comportamento in tutti questi anni è stato eccellente, ma… tu sei una lady e potrebbero esserci dei problemi. Le disse.
Katrin rimase in silenzio solo per pochi attimi. Tu sai benissimo, nonno, così come lo sa sir Robin che io non sono una lady e che non mi importa niente di essere ricca, te l’ho sempre detto, e se per seguire il mio cuore dovrò rinunciare a tutto non esiterò a farlo. Su questo punto sono sempre stata sincera, con tutti. Non aveva distolto lo sguardo da suo nonno mentre gli rispondeva.
Mi rendo conto che sei determinata, mia cara, così come lo è stato sir Robin quando mi ha parlato del suo sentimento. Gli affari sono importanti, ma lo è anche l’amore, puoi non crederci ma anch’io sono stato follemente innamorato e so come ci si sente. Per questo ho voluto parlare ad entrambi. Io posso benedire la vostra unione ma mi serve qualcosa in cambio. Disse tenendoli sulle spine.
Gli affari Sheppard devono continuare anche dopo la mia morte e voglio la certezza, la vostra parola che ciò avvenga. Tu, mia cara hai una cultura che non è sufficiente per portarli avanti tutti e dovrai dividere l’ingrato compito con tuo marito, sarà lui che dovrà assumersi le maggiori responsabilità, sarà lui l’uomo che dovrà apparire anche se dietro tua indicazione. E’ un mondo maschile e tu non avresti la forza di fare quello che serve.In pratica, mia cara, dovrai lasciare il palcoscenico a lui mentre tu dovrai essere solo una comparsa, anche se avrai potere decisionale immenso. In tanti penseranno che ti sposa per interesse, un semplice soldato che prende la nipote di un lord non ha mai vita facile. Io ci sarò finchè vivo a supportare entrambi, ma voi siete in grado di farlo? Chiese severo.
E quale sarebbe l’alternativa?  Gli chiese Katrin.
L’alternativa è molto semplice, mia cara. Ci sono vari giovanotti che sono più preparati di voi messi insieme, lord e figli di lord con esperienza e conoscenze già accreditate. Le rispose.
Ne sono convita, nonno, ma io voglio l’amore. Disse perentoria.
Il vecchio sospirò. Li osservava e una valanga di pensieri gli passavano nella mente. Sua nipote non avrebbe esitato a rinunciare a tutto, lo sapeva bene.
Lasciò passare interminabili minuti mentre li osservava.
Eh sia! Disse con un sospiro. Avete la mia benedizione.
Katrin gli volò fra le braccia e lo strinse a sé. Non te ne pentirai, nonno. Gli disse mentre fra i due uomini  passava uno sguardo complice.


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martedì 4 febbraio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte novantuno






Rimasero in silenzio e il soldato teneva gentilmente stretta la mano della ragazza. Non era mai successo che rimanessero senza parole, ma entrambi sapevano che qualcosa era cambiato, che il loro rapporto non era più uguale a prima che Katrin partisse.
I minuti trascorrevano imbevuti di imbarazzo da parte di entrambi. Katrin guardò il viso che tanto le era mancato in quei due anni, anni in cui si era resa conto di quanto Robin contasse per lei, e di come, alla fine si era arresa all’evidenza del suo cuore. Avrebbe voluto parlare e non si capacitava di quanto fosse diventato difficile essere se stessa con il soldato. Un moto di ribellione le arrossò le guance e lui se ne accorse.
Qualcosa non va, lady Katrin? Sente freddo? Le chiese poggiando la mano libera sulla fronte per sentire se avesse la febbre.
Lei non parlava, aveva paura di manifestare i suoi sentimenti per il timore di venire rifiutata. Non era il parere di suo nonno che la interessava più di altri, no, era quello che Robin poteva risponderle, rifiutarla, e lei non avrebbe più avuto il coraggio di guardarlo in viso, se non addirittura di stare nella stessa stanza con lui. Era ancora una ingenua ragazza inesperta, soffriva al solo pensiero di non poterlo rivedere e non voleva che, esprimendo quello che il suo cuore le diceva lo facesse allontanare.
Fuori la pioggia non accennava a diminuire e il vento era talmente forte che i rami toccavano quasi terra. Scrosci violenti si abbattevano sulle finestre e il fuoco del camino rendeva tutto molto romantico. Strinse la mano che lui le teneva, non sapeva proprio cosa dire.
Di nuovo lui la portò alle labbra. C’è qualcosa che vuole dirmi, lady Katrin? Le disse col suo sorriso beffardo. Poi tornò subito serio. Accavallò le gambe e rimase ad osservarla. Lei cercava di distogliere lo sguardo.
Io lo so, lady Katrin, l’ho sempre saputo, fin da quando lei mi ha scelto come suo istruttore. In quel momento avrei voluto scappare, ma il dovere di un soldato è obbedire agli ordini. E gli ordini erano molto chiari: dovevo proteggerla a costo della mia vita, ed è quello che ho fatto. L’ho istruita, l’ho spronata, l’ho sfidata, tutto per non darmi il tempo di pensare ad altro. L’ho salvata dalla torre ed ho sofferto quando è partita. L’ho lasciata libera di poter scegliere, ma ora è tornata, è una donna, una bellissima donna e, finalmente, anche a costo di essere cacciato dal castello non posso più tacere. Io sono innamorato di lei, lady Katrin, e questa è la mia condanna, sono un soldato e lei una lady e non c’è futuro per noi. Smise di parlare ma aveva ancora la sua mano stretta nella sua.
Katrin era a bocca aperta. Mai avrebbe immaginato di sentire una dichiarazione d’amore di tal genere e proprio da Robin.Durante tutti quegli anni non aveva mai dato modo di capire che provasse qualcosa per lei, anzi!
Adesso toccava a lei dire qualcosa. Lui stava aspettando di conoscere la risposta.
Mi dica qualcosa, lady Katrin, qualunque cosa ed io l’accetterò. Ho aperto il mio cuore e da ora in poi tutto cambierà fra di noi e potrei dover andarmene se lord Sheppard…
Mi baci, sir Robin. Mi baci e stia zitto! Le disse con la voce roca.
 Il soldato si alzò e avvicinò il suo viso a quello della ragazza. Scrutò per brevi attimi negli occhi dolci di lei e poi, con delicatezza posò le sue labbra su quelle di Katrin. Era timido, insicuro, in quel momento era solo un uomo innamorato che non vuole essere troppo irruento.
Katrin lo strinse a sé e, aprì le labbra. Dapprima la delicatezza di entrambi per scoprire cosa significasse l’incontro fra i loro corpi, poi furono i loro cuori a prendere il sopravvento e il bacio si infiammò.
Rimasero stretti a lungo senza staccare le labbra, fino a quando Colette, senza bussare entrò per riattizzare il fuoco.
Rimasero impacciati e Katrin arrossì. Robin non le lasciava la mano e Colette canticchiava. Sistemò i ciocchi di legna sul fuoco e uscì senza dire una parola.
Nel silenzio che seguì i due innamorati rimasero sopraffatti dalle loro emozioni. Poi Katrin, senza motivo alcuno cominciò a ridere, avrebbe voluto dire quello che le passava per la mente ma la risata le toglieva il fiato. Si sentiva libera, felice e lacrime di felicità le bagnavano le guance. Lui la osservava senza capire e le sorrideva di rimando.
Poco alla volta Katrin riprese il controllo. A differenza di lei, sir Robin io quando l’ho conosciuta avrei voluto strozzarla. Gli disse mentre si asciugava gli occhi.
Rimasero vicini mentre fuori la bufera continuava.
Ogni volta che sentirò la pioggia e il vento penserò a questa giornata, alla giornata della rivelazione. Gli disse la ragazza. Ed ora che si fa, sir Robin? Gli chiese con un sorriso birichino.
Ora affronteremo il nostro futuro. Il primo passo è quello più difficile, parlare con suo nonno. Le rispose. Mi piacerebbe corteggiarla, ma non sono molto esperto in queste cose. Quello che le posso promettere è il mio amore, un amore che ha aspettato tanto, e che non vuole aspettare oltre. Le disse serio.
E’ da tutta la mia vita che aspetto la felicità, ed ora che l’ho trovata non ho nessuna intenzione di lasciarmela sfuggire. Qualunque cosa dirà mio nonno non cambierà i miei sentimenti. Ora mi abbracci e non mi lasci più. Gli disse mentre allargava le braccia e lo stringeva sul suo seno.



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lunedì 3 febbraio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte novanta






Si era scatenato un diluvio come nei peggiori temporali estivi. Faceva freddo e Katrin giaceva senza sensi e fradicia fra le braccia di Robin.
Il soldato cercava di trovare un posto per ripararsi ma non c’era proprio niente nei paraggi. Il viso bianco di Katrin e il suo leggero respiro preoccupavano Robin, per la prima volta non sapeva come proteggere la ragazza, era suo compito, suo dovere tenerla al sicuro ma era una gran testona e se non fosse stato per lo stalliere che lo aveva avvisato non avrebbe mai saputo che era uscita dal castello da sola.
La pioggia grondava sul viso pallido e lei sembrava serena, persa nei suoi sogni mentre lui aveva il cuore che gli martellava nel petto. Non poteva tergiversare oltre.
Si tolse il mantello che era comunque già fradicio e avvolse la ragazza. Con fatica montò in sella al suo cavallo tenendola fra le braccia. Alba li seguiva ma si vedeva che era spaventata e doveva tranquillizzare anche lei.
Il vento era cresciuto e scrosci di pioggia violenta colpivano i due cavalieri e gli animali. Robin faticava a tenere gli occhi aperti, era fradicio e sentiva freddo, il cavallo faticava ad eseguire gli ordini ma la destrezza del soldato e la sua esperienza ebbero la meglio. Attraversò il portone e si diresse all’ingresso principale. Quasi cadde scendendo da cavallo con Katrin svenuta fra le braccia.
Colette arrivò di corsa e aiutò Robin a trasportare Katrin nella sua stanza.
Il soldato ansimava dalla fatica e rabbrividiva dal freddo.
Vada a riscaldarsi, sir Robin, qui ci penso io. Gli disse Colette. Lui lanciò un ultimo sguardo alla ragazza e raggiunse velocemente gli alloggi dei soldati per un bagno caldo e del vino bollente.
Colette e altre due cameriere avevano spogliato Katrin e l’avevano immersa nella tinozza di acqua calda. Cominciava a riprendere colore e il respiro si era fatto più regolare.
Cominciò a farfugliare strane frasi e la sua cameriera fece uscire le sue aiutanti perché non sentissero quello che la loro padrona diceva.
Colette le sfregava vigorosamente mani e piedi, il torace e le scaldava la testa con un panno umido e caldo.
Si vedeva che si stava riprendendo. Katrin aprì gli occhi e per pochi istanti non capì cosa fosse successo. Il viso di Colette si era sostituito a quello di Robin.
Cos’è successo? chiese ancora frastornata.
Si è svegliata, finalmente, lady Katrin. Mi ha fatto prendere un bello spavento. Le rispose. Non so di preciso cosa le sia successo, è stata portata qui da sir Robin, svenuta e pallida da sembrare morta. Ho paura che anche il capitano si sia preso un bello spavento. Aggiunse senza smettere di massaggiarla.
Finalmente era nel suo letto caldo mentre fuori la pioggia e il vento crescevano di intensità. Rabbrividì al pensiero di quello che le era successo, poteva andarle peggio e si chiese come avesse fatto Robin a trovarla, ma lui lo sapeva sempre, pensò con un sorriso.
Colette era seduta vicina al letto e osservava la sua padrona. Dalle frasi sconclusionate che aveva detto mentre era semi svenuta aveva avuto la conferma dei suoi sospetti.
Bussarono e lord Sheppard fece il suo ingresso. Faticava ancora a camminare e si appoggiava pesantemente al suo bastone. Colette lo fece sedere vicino a Katrin.
Dopo averla osservata a lungo trasse un sospiro di sollievo. Come stai, mia cara? Ci hai fatto molto preoccupare. Non ringrazierò mai abbastanza il capitano per averti riportata viva a casa. Le disse prendendole la mano.
Sono stata avventata, nonno. Gli rispose con voce roca. Non succederà più, te lo prometto. Aggiunse con un sorriso.
Bussarono di nuovo e Robin entrò. Si fermò vedendo il suo lord.
Vieni avanti, Robin. Stavo giusto riprendendo mia nipote e ringraziando il cielo per il tuo intervento. Ti ringrazio anch’io per avermela riportata. Aggiunse quasi sottovoce.
Katrin li osservava, in quella stanza era racchiuso tutto il suo mondo, tutto ciò a cui era legata. Passò lo sguardo da suo nonno a Robin e due lacrime di emozione le bagnarono gli occhi. Se avesse avuto il coraggio avrebbe rivelato i suoi sentimenti in quello stesso momento, ma la paura di un rifiuto sia da parte di suo nonno che da parte di Robin la frenava.
Ora che ti ho vista sono più tranquillo e posso tornare nella mia stanza. Miss Colette sarebbe così gentile da accompagnarmi? Chiese mentre accarezzava la mano di sua nipote.
Robin e Katrin rimasero soli e nessuno dei due parlava.
Sono stata incauta, ma grazie sir Robin. Gli disse quasi timida.
Il soldato si avvicinò di più al letto e si sedette dove prima c’era il lord. Le prese la mano. Mi ha fatto quasi morire di paura, lady Katrin, e non è da me spaventarmi così. Si portò la mano alle labbra e la baciò.
Non riuscirei a vivere se lei se ne andasse. Si lasciò sfuggire.
Katrin alzò i suoi splendidi occhi sul soldato e lesse tutta la preoccupazione e qualcosa d’altro su quello splendido viso.
Gliel’ho già detto, sir Robin. E’ qui che voglio stare, è qui che c’è tutto quello che amo. Gli rispose arrossendo.



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venerdì 31 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte ottantanove






Cenare con suo nonno era sempre un piacere. Erano soli a tavola e non smettevano di scambiarsi opinioni. Era un modo come un altro, per il vecchio lord di sondare la mente e le idee di sua nipote.
Mia cara, bisogna che iniziamo a cercarti un marito. E’ ora che tu conosca alcuni giovanotti per poter scegliere. Sorrise vedendo l’espressione attonita della nipote. Non ti sto obbligando a sposarti domani mattina, ma da qualche parte bisogna iniziare. Dimmi, fra tutti quelli che conosci c’è qualcuno che ti ha attirata più di altri? Le chiese gentilmente.
Lei rimase assorta per un attimo. Nonno, io non conosco nessuno, non ho mai frequentato nessuno. E qui si interruppe pensando a Robin, lui lo conosceva e lo aveva frequentato fin da ragazzina, ma non sapeva se fosse giusto aprire subito il suo cuore al nonno. Decise di tergiversare, dopotutto aveva tempo per scegliere.
Ah se ci fosse ancora la mia adorata Katrin! Lei saprebbe come comportarsi in questa situazione, è una questione di donne questa e non voglio commettere l’errore che ho commesso con mia figlia. Mi fido di te, mia cara, so che non seguirai altro che il tuo cuore, ed io farò di tutto perché tua sia felice, solo questo conta. Le disse prendendole la mano.
Grazie, nonno. Gli disse abbracciandolo. La tua approvazione sarà per me la cosa più importante quando sarà il momento e avrò trovato l’uomo giusto.Aveva gli occhi lucidi. Il suo cuore aveva già scelto, nessuno lo sapeva e lei avrebbe fatto di tutto per raggiungere la felicità che voleva per la sua vita.
L’estate passava e lei era felice. Robin non aveva più detto niente e continuavano gli allenamenti.
L’autunno arrivò grigio e nebbioso prima del previsto. Era solo metà ottobre ma gli alberi erano già spogli e i camini erano stati accesi in tutte le case.
Lord Sheppard non era stato bene, ancora non si era ripreso e Katrin lo andava a trovare ogni giorno. Passava con lui alcune ore e il vecchio signore amava quei momenti con lei, ed era ricambiato.
Spesso Robin veniva dal lord con messaggi e documenti che a lei erano preclusi. Lord Sheppard inviava Robin come suo emissario e si fidava molto di lui. Katrin li osservava spesso mentre parlavano di affari e di risposte ai vari quesiti che il capitano recapitava per il lord. Era evidente il loro affiatamento e per un certo verso ne soffriva, doveva essere lei ad affiancare il nonno, dopotutto era stata istruita per questo ma ancora non aveva messo in pratica quasi niente del suo apprendimento.
Katrin era nella sua stanza. Fuori il vento impetuoso era freddo e la pioggia era imminente. Colette era seduta vicino al camino e osservava la sua padrona. Si era accorta che qualcosa la turbava ma non avrebbe mai avuto il coraggio di chiederle niente, lei era solo la sua cameriera.
Qualcosa la turba, lady Katrin? Si decise alla fine a chiedere.
Sono preoccupata per la salute del nonno. Ancora non si è ripreso del tutto. Rispose.
Uscì per andare da lui, si vedevano ogni pomeriggio per passare un po’ di tempo insieme. Bussò e trovò il nonno seduto sulla poltrona, sembrava stare molto meglio. L’uomo le sorrise e la invitò a sedersi accanto a lui per il tè.
Come stai, nonno? Gli chiese con un sorriso.
Sto meglio, mia cara. Il medico mi ha detto che il peggio è passato e che presto posso riprendere come prima. Si vedeva che era felice. So bene che ho in sospeso una questione importante con te, devo invitare qualche giovanotto, il tempo passa troppo in fretta ed io non voglio morire prima di vederti felicemente sposata. Aggiunse.
Lo so che farai solo quello che ritieni il meglio per me, nonno. Rispose cercando di mantenere il sorriso.
Rimasero insieme più a lungo del solito, ora che il vecchio lord stava meglio potevano trascorrere più tempo in compagnia l’uno dell’altra, cosa che pareva non bastasse mai.
Katrin raggiunse la sua stanza più leggera, la preoccupazione per la salute di suo nonno era passata e aveva bisogno di pensare a come dare un senso al suo futuro.
Decise di raggiungere le stalle, si coprì ben bene e sellò Alba. Presto non avrebbe più potuto uscire, il mal tempo l’avrebbe costretta al castello. Uscì dal portone mentre le prime gocce di pioggia anticipavano un torrenziale acquazzone.
Rise forte. Andiamo, Alba. Corri o saremo costrette a tornare subito indietro. Sussurrò all’orecchio della cavalla.
Galoppava sferzata dal vento e dalla pioggia. Era fradicia e i capelli si erano sciolti. Dio che emozione! Era felice, talmente felice che ne aveva paura. Si chiese come sarebbe stato quando il suo sogno d’amore si fosse compiuto. La sua mente era tutta presa dall’aspettativa, da quello che sarebbe stato, dall’amore che avrebbe avuto finalmente suo per tutta la vita, dai figli che sarebbero nati e amati come nessun’altro aveva mai fatto. La pioggia la costringeva a tenere gli occhi stretti e non vide un ramo chela colpì facendola ruzzolare a terra. Un dolore alla schiena le fece perdere i sensi. Si perse in un mondo tutto suo dove tutto era perfetto, dove lei era la moglie di Robin, dove suo nonno era felice della loro unione, dove la felicità era e sarebbe stata sempre con lei. Aveva il viso di Robin davanti agli occhi e non si accorse di essersi ripresa. Il viso preoccupato di Robin era proprio davanti al suo. Grondava pioggia e la stringeva fra le braccia. Lei era sicura che il suo sogno continuava. Allungò la mano e gli accarezzò il viso. Io ti amo, Robin. E svenne di nuovo.


immagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti

giovedì 30 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte ottantotto






Nella fretta di uscire non aveva preso le sue armi e se ne dispiacque.
Sir Robin, sono uscita disarmata, per oggi mi conceda solo una semplice e piacevole cavalcata. Gli disse seria.
Non si preoccupi, lady Katrin, sono troppo stanco per combattere con lei. Le rispose con un cipiglio serio che non gli aveva mai visto.
Era un pomeriggio assolato di fine luglio e loro guidavano i propri cavalli con lentezza. Robin la raggiunse e le rimase al fianco senza parlare.
Qualcosa non va, sir Robin? Ho visto il nonno piuttosto preoccupato; ed ora lei ha perso la parola. Gli chiese con una certa ansia.
Lord Sheppard aveva innumerevoli impegni e non è più un giovanotto, si è stancato parecchio ma non ci sono stati problemi. Le rispose cercando di sorridere.
Raggiunsero una verde radura circondata da alberi frondosi, uno dei posti che Katrin amava frequentare, scesero da cavallo e si sedettero, come facevano sempre con la schiena appoggiata ad un tronco stando di fronte e a debita distanza.
Per un po’ rimasero in silenzio.
Non vuole raccontarmi niente del suo viaggio, lady Katrin? Le chiese il capitano.
Non c’è molto da raccontare, come le ho già detto è stato noioso e faticoso, tranne quando ho conosciuto lord Mason e la sua famiglia, loro mi mancano, nessuno è mai riuscito a farmi stare bene come loro. Gli rispose malinconica.
Pareva che ci fosse imbarazzo fra di loro, cosa che non era mai successa prima, ma la giovane Katrin ora era una donna, con le sue esperienze, i suoi pensieri nascosti, le sue aspettative. Gli sarebbe piaciuto penetrare quella cortina che l’avvolgeva da quando era tornata.
In questi due anni mi è mancata, lady Katrin. Mi è mancata la sua vitalità e la sua spontaneità. Sono doti difficili da trovare, soprattutto il suo essere sincera fino all’eccesso. Le disse senza staccare lo sguardo dal suo viso.
Ed io che pensavo che finalmente poteva essere libero dall’impegno che aveva con me! Le posso dire, sir Robin che i suoi insegnamenti hanno prodotto molti frutti e le ho mandato pensieri di ringraziamento. Tutto mi è mancato di questo posto, anche lei sir Robin. Gli rispose con un sorriso.
Sul viso dell’uomo spuntò il solito sorriso beffardo. Lo sapevo che le ero mancato. Disse stemperando il momento troppo serio.
Vorrei tanto sapere cosa ha in mente mio nonno per me. Ancora non ho capito il vero motivo per il quale mi ha mandata via per due anni. Ho viaggiato, conosciuto gente, studiato, ma a cosa mi serve? Disse quasi più a se stessa. Era la domanda che le penetrava ogni giorno nella mente, Jacob non le aveva risposto, si fidava di Robin, per questo lo aveva detto anche a lui.
Lord Sheppard ha una mente molto sveglia, non fa mai niente senza motivo e sono sicuro che al momento opportuno le dirà ogni suo piano. Abbia fiducia in lui. Le rispose il soldato.
Mi fido ciecamente di lui. Disse convinta.
Robin si rialzò e le andò vicino. Si sedette di fianco a lei e, con estrema gentilezza le prese una mano. I loro volti erano vicini e i loro occhi rispecchiavano la bellezza del posto e il viso l’uno dell’altra. Lei è molto bella, lady Katrin, glielo avranno detto in tanti e, se avessi il rango necessario chiederei a suo nonno di poterla corteggiare. Disse tutto d’un fiato. Ma ho paura che se lo scoprisse, se scoprisse che provo qualcosa per lei non esiterebbe ad allontanarmi. Aggiunse.
Katrin non sapeva cosa rispondere. La sua mano era ghiacciata in quella del soldato che se la portò alle labbra e la baciò delicatamente.
Non spetta a mio nonno scegliere l’uomo che sposerò, e lui lo sa perfettamente. Il mio cuore apparterrà solo all’uomo che riuscirà a conquistarmi, e nessuno potrà mettersi fra me e colui che sceglierò. Si impegni un po’ di più, sir Robin, non si sa mai. Gli disse civettuola. Corse al cavallo e lo lasciò a terra. Forse si era spinta un po’troppo oltre, una ragazza non risponde come aveva fatto lei al primo che le fa la corte, ma desiderava con tutta se stessa lasciargli una speranza, lui ancora non lo sapeva ma il suo cuore era già suo da tanto tempo.
Katrin si stava preparando per cenare con suo nonno. Non era riuscita a togliersi dalla mente quello che Robin e lei si erano detti. Cosa intendeva il soldato quando le aveva detto che le piaceva? Che le era mancata? Poteva essere una dichiarazione d’amore? Se di questo si trattava era davvero una ben strana dichiarazione e lei non sapeva come comportarsi. Non era esperta in cose amorose, in tutta la sua vita aveva provato solo affetto per poche persone, l’unica persona che amava con tutto il cuore era suo nonno, ma era ben diverso dal sentimento che provava per Robin. E se fosse giunta al punto in cui avrebbe dovuto scegliere fra i due? Cosa avrebbe fatto? Era davanti allo specchio e Colette era uscita. Si osservava e vedeva una ragazza come tante, con la fortuna di avere un nonno come lord Sheppard. Rimase a fissarsi mentre la sua mente elaborava i suoi sentimenti, si portò la mano al cuore. Lei non aveva dubbi: avrebbe sempre e solo seguito il suo cuore.
Sospirò, consapevole che qualcosa di nuovo e importante stava entrando nella sua vita. Aveva compiuto diciotto anni e non era più una bambina, aveva già scelto, ora bisogna solo capire come procedere.
Arrivo, nonno. Pensò prima di uscire dalla sua stanza e raggiungerlo per la cena.


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