venerdì 14 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE UNDICI






31.07.1720

Caro diario,

Ancora mi brucia la guancia dopo lo schiaffo ricevuto da mia madre, non era mai successo prima. Le ho detto che non voglio sposarmi e che voglio andare in campagna dalla nonna, questa casa sta diventando un albergo, ed io non sopporto più nessuno. Lo schiaffo è arrivato improvviso e mi ha lasciata a bocca aperta. Il viso di mia madre era cianotico dalla rabbia e mi ha detto che non devo permettermi di disonorare la nostra famiglia nemmeno col pensiero, che devo togliermi dalla testa tutti i fronzoli adolescenziali e che è ora che mi comporti da donna matura. Non sono riuscita a risponderle e sono scappata in camera. Non ne posso più di tutto questo, gente che va e viene e gente che resta per il mio matrimonio, alla fine non avremo più nemmeno una stanza vuota ed io voglio solo la solitudine.
Ci mancava anche l’arrivo di Robert, l’amico di infanzia di mio fratello che ha approfittato delle riparazioni del suo veliero per venire a trovarlo. Ho visto che mi guarda spesso ma io non alzo gli occhi nemmeno dal piatto quando siamo a tavola, ho solo voglia di scappare.
Mi ha raggiunta nel mio posto preferito in giardino e si è seduto vicino a me. Siamo stati in silenzio per un po’, poi lui mi ha alzato il viso e mi ha obbligata a guardarlo negli occhi. Sei molto triste. Mi ha detto. Una sposa non ha il tuo sguardo, dimmi, che regalo posso farti per il tuo matrimonio? Un regalo solo per te, per farti tornare il sorriso.
Lo guardavo e per la prima volta mi sono resa conto che è un bell’uomo, ha il viso abbronzato e la barba ben tenuta, ed i suoi occhi mi sono sembrati due laghi profondi e sinceri. Lui è rimasto in silenzio ad osservarmi e pareva potesse leggermi nei pensieri.
Vorrei scappare! Gli ho risposto.
Lui si è messo a ridere. Sono il capitano di un veliero e posso esaudire il tuo desiderio.
Rideva e mi guardava, poi è diventato improvvisamente serio. Tu stai parlando sul serio! Che cosa ti è successo?
Non sono riuscita a trattenere le lacrime. Troppo il dolore che mi porto dentro e che tengo nascosto. Mi ha presa fra le braccia, così come se fosse la cosa più naturale del mondo e mi ha lasciato sfogare la mia angoscia e il mio dolore sulla sua spalla, mentre mi accarezzava i capelli e sentivo il suo respiro all’orecchio. Aveva un buon profumo e mani che non ti aspetti da un uomo di mare.
Sentivo il suo battito del cuore e le sue parole appena sussurrate dimmi cosa ti strazia il cuore, bambolina!
Nessuno mi ha mai parlato in questo modo, ed io senza rendermene conto gli ho raccontato tutto. Non smettevo di piangere mentre raccontavo, perché mi rendevo conto che era la mia ingenuità che era andata in pezzi, che era l’amore nel quale avevo sempre creduto che mi era stato tolto con un colpo terribile che mi ha risvegliato alla realtà, e questa realtà proprio non fa per me. Ho perso la mia innocenza, i miei sogni per un uomo che non è e non sarà mai solo mio, ed io questo non lo sopporto, io voglio un Amore vero, mio che mi accompagni per tutta la vita, voglio essere amata e rispettata e non mi accontento di niente altro.
Singhiozzavo sulla sua spalla e non riuscivo a fermarmi. Mi sono sciolta dal suo abbraccio, non volevo mostrargli il mio viso devastato, lo so che non è conveniente né educato, ma lui mi ha sollevato il viso e, con estrema dolcezza mi ha asciugato le lacrime. Dovevo sembrare un mostro coi capelli spettinati e gli occhi gonfi e non mi aspettavo di certo quello che è successo: il suo sguardo così intenso non lasciava il mio, vedevo pulsargli un nervo sulla guancia dalla rabbia che provava e poi, poi dolcemente, quasi fosse la cosa più naturale del mondo ha posato le sue labbra sulle mie e, per la prima volta ho sperimentato il mio vero primo bacio. Sentivo la sua lingua che si muoveva e anch’io cercavo di ricambiare, mi accarezzava senza staccare la sua bocca dalla mia e il mio corpo vibrava come fossi in paradiso. Ho smesso di pensare.
Io ti porterò via.
E io voglio andarmene, mi sono innamorata di lui.
Non so cosa avverrà ma io ora mi sento donna.
A presto
Tua Mally.


illustrazioni di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

giovedì 13 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE DIECI






12 luglio 1720.

Caro Diario,

Fra tre mesi sarò la contessa Wils. Le sarte stanno lavorando alacremente ai miei nuovi abiti e a quello da sposa, le prove sono lunghe e stancanti e non vedo l’ora che tutto finisca. Mia madre non mi dà tregua e continua con le lezioni di buon comportamento, quelle che si addicono ad una moglie docile e amorevole, quelle di una brava padrona di casa, ma io la ascolto senza entusiasmo.
Domani arriverà il frate che ha chiamato per spiegarmi cosa chiede la chiesa di Dio ad una moglie fedele, io non ne posso più!
Quando posso mi rifugio nel mio angolo preferito in giardino e cerco di isolarmi da tutto quello che mi circonda, non pensavo fosse così faticoso prepararsi al matrimonio.
Ieri mi è parso di vedere la carrozza del mio fidanzato ma pensavo di essermi sbagliata, perché non avevamo appuntamento.
 Mi stavo annoiando da morire.  Avrei desiderato qualcosa di più eccitante.
A proposito di “eccitante” mi è venuta in mente l’ultima uscita col conte e il luogo dove mi ha portata, forse ho riconosciuto il posto e, d’impulso ho preso il calesse e sono ritornata per controllare se lo ritrovavo. I miei genitori e mio fratello non c’erano, caso assai raro. Ho deciso, mi sono preparata e sono uscita come una saetta.
Mentre percorrevo la strada avevo il cuore che mi martellava nel petto, ero uscita da sola, ed è piuttosto sconveniente! E poi nella mia mente quel sogno continua ad agitarsi, a trasmettermi strane e dolci emozioni.
Sono arrossita al pensiero di quello che è successo la volta precedente che ho fatto questo tragitto, i miei seni nudi e le labbra del mio fidanzato. Arrossisco, provo vergogna ma anche tanta curiosità e piacere. Dio come sarà essere sposati?!
Gli alberi con la loro ombra disegnavano disegni sulla strada sterrata e la ghiaia scricchiolava sotto le ruote leggere del mio piccolo calesse. Non ci ho impiegato molto a raggiungere quella dependance che ho riconosciuto all’istante.
Ho visto in lontananza la carrozza del mio fidanzato e il mio cuore ha esultato. Ho lasciato il calesse ed ho proseguito a piedi, volevo fargli una sorpresa e, soprattutto, che dio mi perdoni, volevo stare fra le sue braccia.
Mi sono avvicinata col sorriso più grande e gioioso che avevo. Avrei voluto bussare al portoncino ma non volevo correre il rischio di disturbare, magari una riunione di lavoro, così mi sono avvinata alla finestra cercando di non fare rumore.
Mi ha colpito all’improvviso la risata di Katryn e mi sono bloccata. Come una ladra ho spiato dalla finestra e li ho visti: lei indossava il mio completo rosso e lui la stava baciando su tutto il corpo.  Mi sono bloccata e non riuscivo a staccare gli occhi da quella scena indecente: il mio fidanzato con Katryn, ed ho immediatamente realizzato che non era stato un sogno quello dell’altra volta.
Devo aver fatto rumore perché lei ha alzato lo sguardo e mi ha vista. Mi ha sorriso, mi ha pure fatto l’occhiolino e, invece di sentirsi imbarazzata per essere stata sorpresa in quel frangente si è inginocchiata, ha messo la testa fra le gambe del conte e…e…e… dopo quello che ho visto sono scappata.
Il calesse mi sembrava distante e l’ho raggiunto con gli occhi pieni di lacrime. Ho frustato violentemente la mia cavalla e sono partita senza nemmeno riuscire a vedere la strada.
Ho lasciato il calesse incustodito nelle stalle e sono corsa nella mia camera. Ho chiuso la porta a chiave ed ho sperato di morire, ma non sono morta.
Come farò ora a guardare in faccia quei due? Cosa devo fare? Domani arriva il frate, dovrò parlargliene?
Che dolore che ho nel petto! NON VOGLIO PIU’ SPOSARMI!
Tua Mally. Disperata Mally.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

mercoledì 12 giugno 2019

MALLY


MALLY 

PARTE NOVE






05 luglio 1720

Caro diario,

 sono confusa, spaventata ed eccitata.
Finalmente il mio amato è ritornato dal suo viaggio e, due giorni fa è venuto a prendermi per una passeggiata in carrozza. Non stavo in me dalla felicità e sono scesa dalle scale come un fulmine, dimenticando le buone maniere che tanto piacciono a mia madre.
Mi sono bloccata vedendo Katryn che mi aspettava e teneva in mano la scatola con il regalo che mi ha fatto. Sono sbiancata! Ma non l’ho presa. Lei non si è arresa e mi ha accompagnata alla carrozza, ha salutato il conte ed ha appoggiato la scatola sul sedile. Per un attimo ho avuto l’impressione che fra di loro ci fosse qualcosa, ma di sicuro mi sono sbagliata, ero troppo emozionata.
La carrozza è partita e il conte mi ha preso le mani fra le sue, poi mi ha abbracciata e mi ha sussurrato frasi dolcissime all’orecchio mentre le sue mani slacciavano lentamente i bottoncini del corpetto. Poi, il mio seno nudo si è rispecchiato nei suoi occhi. La sua lingua che passava dalle sue labbra ai miei capezzoli, ed io che non sapevo fare altro che ansimare dal piacere: dio quanto l’avevo desiderato, ma non lo confesserò nemmeno sotto tortura.
Mi sono stupita di sentire la carrozza fermarsi, ero talmente avvolta dalle mie emozioni che non mi sono accorta di null’altro. Imbarazzata per essere con il seno scoperto ho guardato il mio fidanzato in cerca di risposte. Mi ha messo sulle spalle la sua giacca e mi ha fatto scendere.
Non ho riconosciuto il posto: una piccola dependance circondata da uno splendido giardino. Pochi gradini prima di arrivare alla porta che ha aperto con una grossa chiave. Tutto profumava di rose, un piccolo camino, un divanetto, sembrava tutto in miniatura, una casa per le fate o per le bambole ed i miei occhi non si lasciavano sfuggire nessun particolare. Mi ha fatto accomodare, mi ha tolto la giacca e il mio seno era nudo, per la prima volta in un ambiente diverso dalla confortevole carrozza. Il conte non smetteva di guardarmi e di sorridere e mi ha offerto un bicchiere con del liquore. Ho cominciato ad avere la vista annebbiata, mi sembrava di volare, non riuscivo a coordinare i movimenti, fluttuavo ed ero felice. Il mio fidanzato mi ha distesa su un grande letto, oh quanto era grande! Poi tutto si confonde e mi sembra di aver sognato. Mi ha spogliata completamente nuda baciandomi la pelle candida, ed io non riuscivo a fare altro che godere di tutto quello che mi succedeva. Ha aperto la scatola e mi ha messo il reggiseno di pizzo rosso, con una piuma delicata mi ha accarezzato il ventre e… poi ho sentito una risata e si è materializzata Katryn. Ero sicura che stavo sognando, perché niente mi pareva reale. La donna indossava un indumento corto e trasparente, giallo e viola che non avevo mai visto. Si è avvicinata al conte e lo ha baciato sulla bocca, mentre la sua mano si insinuava proprio là! Io guardavo ma non ero io e non ero lì. Sentivo anche le parole che si dicevano e si sono sdraiati nel letto, vicino a me.
“Ora, la nostra Mally imparerà qualcosa, speriamo che se lo ricordi quando sarà tua moglie!”
Era tutto fumoso, sapevo che non era vero quello che stavo vedendo. Due corpi nudi che si strusciavano, si baciavano, e tante altre cose che credo non dimenticherò mai. Non so quanto sia durato, fino a che, il conte si è alzato completamente nudo e Katryn mi ha sorriso. Dio come era bella! Un corpo stupendo. Ho allungato la mano per sfiorarla, tanto sapevo che non era vero niente, mi ha preso la mano e se l’è portata fra i riccioli umidi delle sue gambe.
“Imparerai, dolcezza, imparerai, ora riposa.”
Ed ora sono qui, nella mia camera e ripenso a tutto quanto, sicura che sia stato tutto un sogno. Ho cercato la scatola ma non l’ho più trovata e non ho il coraggio di chiedere a Katryn che mi sorride in modo diverso.
Non lo confesserò nemmeno al diavolo ma vorrei tanto capirci di più.
Sono confusa.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

martedì 11 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE OTTO





01 luglio 1720

Caro diario,

Domani, finalmente uscirò con il mio fidanzato. Non sto nella pelle dall’emozione, mi tremano le gambe e non so cosa aspettarmi.
Katryn mi lancia spesso sguardi e sorrisi che dire ambigui è dire poco. Se crede che mi rivolgerò a lei per chiedere lumi su quello che mi ha regalato si sbaglia di grosso. Ho nascosto tutto nel mio guardaroba, non voglio nemmeno pensarci, invece, spesso il mio pensiero va proprio là. Cosa mi sta succedendo? Che curiosità malsane pervadono la mia mente e il mio corpo? Sì, anche il mio corpo che spesso ha delle reazioni sconosciute che mi fanno sudare e mi viene voglia di essere baciata ancora sui capezzoli come l’altra volta in carrozza.
Dio che scostumata! Non voglio diventare leggera e sfrontata come Katryn.
Non so più cosa fare per non incontrare mio fratello o Katryn, così rimango per ore chiusa nella mia camera e mia madre mi rimprovera spesso.
Domenica mi ha obbligata a prendere un po’ d’aria in giardino ed ho scelto un angolo dimenticato e ombreggiato, non voglio che la mia carnagione diventi rossa, già ho alcune lentiggini e me ne vergogno tantissimo.
Ho steso la coperta ed ho appoggiato la schiena al mio albero preferito, ho chiuso gli occhi ed ho ascoltato il canto degli uccelli. Era davvero piacevole e, credo di essermi lasciata andare, penso di essermi addormentata. Il libro che avevo in mano è scivolato ed ho cominciato a fantasticare. Oddio! Come posso raccontarti le mie fantasie? Ho aperto la scatola ed ho indossato quei peccaminosi indumenti e mi sono messa ad ancheggiare davanti al mio fidanzato che si è spogliato nudo. Oddio! Io non ho mai visto da vicino un uomo nudo e ne sono incuriosita e spaventata. Lui sorrideva e mi incitava a continuare mentre Katryn gli si sdraiava vicina e gli offriva i seni da baciare.
Mi sono destata di soprassalto. Cosa mi sta succedendo? Ho aspettato che il mio respiro tornasse normale prima di tornare in casa, sapevo che mia madre era lì e non volevo potesse leggere quello che avevo pensato nella mia mente. Dovrò confessare questo peccato? Ma cosa dico al frate? No! Non ci riesco, mi vergogno troppo.
Katryn era in salotto con mia madre, quando sono insieme sembra che intorno ci sia la stessa atmosfera di un temporale. La nostra ospite ha alzato un sopracciglio e mi ha sorriso. Oddio! Penso che abbia capito. Ma come fa a leggermi dentro in questo modo? Sono salita di corsa nella mia camera ed ho preso la scatola nascosta, l’ho aperta ed ho guardato quegli oggetti, volevo sfiorare il reggiseno, quel pizzo voluttuoso rosso come il fuoco ma non ne ho avuto il coraggio. Ho rimesso tutto a posto e mi sono sdraiata sul letto. Dovevo scendere, mi aspettavano per il tè.
Mi sono sciacquata il viso e sono scesa. Mia madre se n’era andata e Katryn mi ha versato il tè. Non riuscivo a guardarla in viso.
“Cominci a sentire il tuo corpo?” Mi ha detto.
Sono arrossita e non ho risposto.
Lei si è messa a ridere. “Quando vorrai dei consigli, io sono qui, e nel bordello potrai scoprire molto altro.” Se n’è andata ridendo ed io sono scappata.
La mia camera è diventata il mio rifugio ma, quella scatola mi toglie il sonno.
A presto.
Tua Mally.


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e-book

lunedì 10 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE SETTE






20 giugno 1720

Caro Diario, 

ho ricevuto una lettera dal mio fidanzato e sono molto triste. E’ in viaggio per affari, doveva rientrare domani ma, per impegni improvvisi deve rimandare il ritorno. Ho così tanta voglia di rivederlo!
Le prove dell’abito da sposa sono pesanti e Katryn è ancora nostra ospite.
Mi sento il suo sguardo addosso in ogni occasione e cerco di starle lontana.
Purtroppo ieri mi ha inviata ad una passeggiata sulla carrozza aperta della mia famiglia. Eravamo solo noi due perché all’ultimo minuto mio fratello, che ci doveva accompagnare è stato trattenuto per affari urgenti.
Ti confesso che ero molto imbarazzata e non riuscivo ad alzare lo sguardo. Lei era molto allegra e non smetteva mai di cianciare.
Abbiamo fatto un lungo giro nel parco, il tempo era meraviglioso e non mi capita molto spesso di avere una possibilità come questa, i miei genitori sono molto severi e non mi lasciano mai uscire da sola.
La carrozza si è fermata. E indovina dove eravamo? Sì, proprio davanti al bordello, in pieno giorno. Parcheggiati poco distanti.
“Vuoi entrare?” Mi ha chiesto.
Io l’ho guardata come se mi avesse detto che aveva ammazzato qualcuno e non sono riuscita ad aprire bocca. Mi ha presa per mano e, con estrema disinvoltura mi ha portata sul retro dello stabile, ha aperto una piccola porta e siamo entrate.
Riuscivo a vedere poco, c’era poca luce ma Katryn mi teneva per mano e abbiamo percorso uno stretto corridoio. Si sentivano sordi rumori ed uno strano odore dolciastro che mi faceva girare la testa.
Nella stanza più grande c’era una bellissima signora che dire vestita non si può. Sono arrossita alla vista di tanto corpo messo in mostra. Loro si conoscevano e si sono salutate calorosamente. Su alcuni piccoli divani c’erano parecchie ragazze poco vestite, alcune fumavano, alcune leggevano ma tutte ci hanno guardate con curiosità. Io avrei voluto sprofondare quando ho sentito distintamente alcune risate maschili provenire dal piano superiore.
La bella signora ha consegnato un pacco a Katryn che ha pagato lasciando una piccola borsa di monete.
“Tornate ancora, qui c’è spesso da divertirsi e molte cose da imparare!” Sapevo che lo stava dicendo a me ma non sono riuscita ad alzare lo sguardo.
Mi girava la testa e, appena fuori ho respirato la dolce tiepida aria del pomeriggio.
“Presto ti passerà il leggero capogiro! Hai respirato per la prima volta qualche sostanza che è meglio tu ancora non conosca. Ti ho preso il mio regalo per le tue prossime nozze.”
Ha aperto il pacco e quasi sono svenuta! C’era un reggiseno di una foggia mai vista e mutandoni in tinta che io ero sicura non avrei mai messo. Ma quello che mi ha lasciata senza fiato è stata una scatola di legno decorata che conteneva strani attrezzi a me sconosciuti.
“Imparerai quello che piace al tuo futuro marito. Non fare quella faccia, se non ci fossi io che ti apre gli occhi andresti in bocca al drago senza sapere cosa ti succede.”
Io non ci capivo niente e la testa mi girava ancora.
“La prossima volta che esci in carrozza col conte, mostragli queste cose e chiedi come si usano, ti garantisco che lo farai felice.”
Eravamo giunte davanti al portone e sono corsa in casa, volevo ritirarmi nella mia camera ma mio fratello mi ha bloccata sulle scale lanciando uno sguardo strano alla mia accompagnatrice.
Sono andata a prendermi un bicchiere d’acqua e sono salita di corsa nella mia stanza e sul mio letto c’era il regalo di Katryn. L’ho nascosto e mi sono sdraiata, la testa continuava a girare e mi sono addormentata di colpo, non prima di essermi detta che avrei scoperto di cosa si trattava.
Tua Mally


illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book

domenica 9 giugno 2019

IL MONDO CHE VERRA'


IL MONDO CHE VERRA’





Era un caldo pomeriggio d’estate e la bambina, che avrebbe compiuto sette anni dopo poco, era dalla nonna. L’estate era di quelle roventi, una di quelle che rende i pomeriggi silenziosi, perché chi può si ritira in casa al fresco. Lei non avrebbe voluto andare a letto come la nonna le aveva ordinato, ma sapeva che se voleva restare lì doveva ascoltarla.
A malincuore salì le scale di legno e si sdraiò sul letto con l’intenzione di alzarsi al più presto, voleva solo che quell’ora di ozio passasse in fretta per ritornare in cortile a giocare e parlare con i suoi amici “immaginari”.
Le ante di legno, sgangherate e bucherellate lasciavano passare tante fessure di luce e la stanza era piacevolmente in penombra e relativamente fresca. Non spostò nemmeno la leggera coperta e si sdraiò con gli occhi sbarrati sulle travi del soffitto.
Come faceva sempre cominciò a parlare nella sua mente con i suoi amici che soltanto lei vedeva e conosceva. Cominciò a pensare al mondo là fuori, a come sarebbe stato quando lei fosse stata più grande e avesse avuto il moroso, la incuriosiva molto questa storia dei morosi.
Contava e ricontava le travi del soffitto, le crepe cercando di far passare il tempo, si mise perfino a canticchiare a bocca chiusa.
Non seppe mai come successe ma, ad un certo punto le sembrò che le sue palpebre si chiudessero e lei, non volendo dormire si sforzò e le riaprì. Si trovò in un posto a lei sconosciuto. La prima cosa che la colpì fu la luce di quel posto, non aveva mai visto un cielo così azzurro, un’aria così leggera, e il sole o qualcosa di simile illuminava quel posto di una luce che si poteva respirare. Non sapeva se lei era lì o fosse sospesa ad osservare.
Una mamma teneva per mano la sua bambina e lei capì che quella bambina era proprio lei in un mondo diverso e sconosciuto. La tenerezza di quel momento le sfiorò l’Anima e capì che era tutto vero. Era lei che guardava la scena ed era lei la protagonista di quella scena. Era una sensazione strana a dir poco, sentiva quello che sentiva quella bambina e c’era un amore e un sentimento talmente forti a lei sconosciuti. Cominciò, come al solito a porre domande. Non le giunsero risposte ma qualcuno le mostrò quel mondo, quello che un giorno lei avrebbe abitato.
Tutto era Amore e Fratellanza, non c’erano lotte, invidie o cattiverie, era un Mondo Perfetto e bellissima era la gente che vi abitava. Non esisteva moneta, ognuno svolgeva il lavoro che amava e ognuno si serviva solo del necessario. Un’altra cosa che la colpì furono i sorrisi su quei volti e il fatto che quasi nessuno parlasse, tanto meno urlasse. Gli abitanti si salutavano con cenni del capo, carezze, abbracci, strette di mano e l’immancabile sorriso.
La bambina che osservava quel modo era esterrefatta. Pensava che fosse un sogno, che si fosse addormentata, guardò sul letto e vide il suo corpo sdraiato con gli occhi aperti. Ma lei in quanti posti era? Sorrise mentre lo pensava e capì che poteva essere in tanti altri posti contemporaneamente, ancora non aveva sentito parlare di mondi paralleli e squarci spazio-tempo eppure ci era immersa.
La bambina che abitava quel bellissimo mondo le parlò, anzi le sussurrò all’orecchio e le disse che quello che stava vedendo era “Il Mondo che verrà”, che sarebbe venuto e che lei ci sarebbe stata, visto che già c’era. Le spiegò le regole di vita di quel Mondo e di come fossero rimasti in pochi dopo quello che era successo. Non le volle dire come era arrivata quella Nuova Era meravigliosa, perché non era pronta per saperlo ma lo avrebbe scoperto a tempo debito, perché lei era una bambina speciale e sarebbe sempre stata protetta da Angeli Speciali. Le disse di non smettere mai di credere in quello che sentiva e vedeva, che in tanti l’avrebbero derisa e presa in giro, di non perdere mai la speranza perché l’Essere Supremo non l’avrebbe mai abbandonata. Le disse di essere libera, di amare, di aiutare, di ascoltare e di non lasciare MAI che nessuno la convincesse di altro.
La mamma di quella bambina voltò il viso verso di lei e il sorriso di quel viso dolce e sereno è scolpito ancora nel suo cuore.
La vita non è stata semplice o facile per quella bambina, non le ha risparmiato dolori, sconfitte, tristezza, delusioni, abbandoni, tradimenti, malattie, morti, come capita ad ognuno di noi. Ora conosce anche come sarà terribile la strada per arrivare a “Il Mondo che verrà”. Sa che chi possiede l’Anima sarà uno dei pochi che ci arriveranno, ecco perché da’ tanta importanza all’Anima. Ha pure capito che ora, qui, adesso ci sono altri come lei e che, come lei devono distribuire Speranza e Amore, e ognuno di loro racconterà quello che ha “visto” e sarà un tassello da aggiungere al suo, questo tempo è arrivato. Qualcuno capirà ma molti non lo faranno, qui su questa Terra non siamo tutti uguali e, soltanto chi ha l’Anima con dentro “Il mondo che verrà” si capirà e si prenderà per mano sorridendo portando con se tutti quelli si saranno salvati.

 illustrazione dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti


sabato 8 giugno 2019

MALLY


MALLY

PARTE SEI






13 giugno 1720

Caro Diario,

io sono scandalizzata! Ieri ero seduta in giardino e cercavo di leggere il mio libro. Mi ha raggiunta Katryn e si è seduta accanto a me?
“Ti è piaciuto guardare? Lo fai spesso?”
Io sono arrossita e non avevo il coraggio di guardarla in viso. Lei si è messa a ridere e mi ha preso la mano, che nonostante il caldo era diventata gelida.
“Sai, mia cara, credo che tu abbia bisogno di qualche consiglio. Presto ti sposerai e la tua vita cambierà!”
Io non sapevo cosa dire, sono rimasta in silenzio e lei ha continuato.
“Quello che vuole un marito è una moglie che arrivi vergine al matrimonio. Devi avere ancora un po’ di pazienza, poi anche tu ti potrai divertire senza paure.”
La guardavo senza capire. Lei ha sorriso ed ha continuato. “Una volta che la tua purezza sarà stata provata da tuo marito non ci saranno altre prove se non la discrezione. Potrai avere tutti gli uomini che vorrai e fare quello che vuoi. Non scandalizzarti cara Mally, anche gli uomini fanno la stessa cosa. Cosa credi che serva il bordello? Uomini di ogni rango, sposati e non lo frequentano senza pudore, perché noi non potremmo fare la stessa cosa? Hai visto mio marito? Ha venti anni più di me, è grasso e non riesce quasi a respirare, e a letto vale davvero poco. Devo fare una enorme fatica per fare sesso con lui e spesso si addormenta. Io sono giovane e voglio godermi la vita, e tuo fratello sa far godere le donne!”
Io ero scandalizzata! Io sono sicura che amerò solo mio marito e che non cercherò nessun altro, ne sono sicura!
“Non dici niente? Non importa, leggo bene quello che stai pensando, le stesse cose che pensavo io quando ero giovane e inesperta, poi ci ha pensato la vita a mettermi sulla strada giusta. Ho trovato una donna che mi aiuta a non restare gravida e se dovesse succedere farà anche il resto. Te lo dico, così se ti servirà qualcuno che ti consiglia sai che puoi venire da me.”
Il mio viso era in fiamme. Perché mi diceva quelle cose? A me non interessavano, io non le avrei mai fatte.
“Dimmi, piccola e dolce Mally, il tuo caro conte ha iniziato ad insegnarti qualcosa? Sai lui è un uomo molto esperto e non è facile accontentarlo!”
Come faceva lei a sapere queste cose sul mio futuro marito?
Si è messa a ridere vedendo i miei occhi spalancati.
“Vuoi che ti insegni qualcosa che lo farà davvero felice?”
Io avrei voluto alzarmi e correre via ma ero come inchiodata alla panchina.
“Quando arriverà il momento che le sue mani saranno sotto la tua gonna, e avverrà presto, allarga bene le gambe e lascialo fare. C’è un piccolo fiore che lui sa toccare molto bene e ti renderà felice. Poi, se vorrai, potrai farlo anche tu.”
Non potevo stare ad ascoltarla ancora. Mi sono alzata ed ho lasciato cadere il libro ma non mi sono fermata a raccoglierlo e sono corsa via. La sua risata mi ha accompagnata per un tratto. Sono salita di corsa in camera mia ed ho messo di nuovo la testa sotto il cuscino. Non lo avrei mai ammesso, nemmeno con me stessa ma mi sentivo eccitata in modo strano. Ho chiuso gli occhi ed ho ripensato a tutto quello che mi ha detto.
Che Dio mi perdoni, non vedo l’ora che arrivi il conte e scacci tutte le mie paure.
A domani.
Tua Mally.

illustrazione di Tiziana Gissi - romanzo pubblicato su e book