lunedì 20 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte ottanta






Nella grande città la neve era un disagio per tutti. Era insolito vederne così tanta già nel mese di novembre, si prospettava un inverno rigido e questo rendeva tutti di cattivo umore.
Le giornate di Katrin erano piene di impegni e ogni sera si ritirava stanca nella sua stanza. Parlava sempre di meno, mangiava sempre di meno e aveva perfino abbandonato la sua attività fisica con le guardie del corpo.
Jacob era piuttosto preoccupato, capiva che la ragazza aveva bisogno di qualcosa che le risollevasse il morale e l’arrivo delle feste e della fine dell’anno, dove tutti festeggiavano ed erano spensierati non faceva che peggiorare la situazione.
Katrin aveva ricevuto molti inviti e, le ultime due settimane dell’anno e la prima dell’anno nuovo quasi tutte le attività rallentavano se non addirittura venivano sospese per permettere a tutti di tornare alle loro famiglie.
Dicembre era appena iniziato e la neve già si accumulava ai bordi delle strade dove tanti uomini erano costantemente al lavoro per liberare il passaggio alle varie carrozze e alle tante persone costrette a camminare in mezzo alla fanghiglia.
Quella mattina, Katrin si era svegliata con un gran mal di gola. Jacob si accorse dell’indisponibilità e le consigliò di rimanere al caldo, lui doveva uscire per alcune commissioni personali ma sarebbe rientrato in tempo per cenare insieme.
Katrin ritornò a letto e chiuse gli occhi. Non riusciva a dormire e pensava ai preparativi che di sicuro si stavano facendo da suo nonno, alla festa che ogni anno anche suo padre preparava e lacrime di nostalgia le bagnarono le guance. Tuffò il viso nel cuscino e diede libero sfogo ad un pianto che da troppo tempo tratteneva.
Entrò la cameriera con una tisana per la gola, la mise sul tavolino e uscì silenziosamente.
Katrin cercò di riprendere il controllo. Sapeva che era l’ultimo periodo di lontananza, si concentrò sulla sua prossima festa di compleanno, dei suoi diciotto anni che avrebbero festeggiato al castello di suo nonno. Non lo aveva confessato nemmeno a Jacob, ma non aveva voglia di altri festeggiamenti se non quello del suo ritorno a casa, che per fortuna si avvicinava anche se troppo lentamente.
La giornata passò lentamente. Il buio era sceso molto presto e lei leggeva un libro vicino al camino quando Jacob entrò. Si sente meglio, lady Katrin? Ho ordinato una cena speciale per stasera. Le comunicò.
Grazie Jacob, la gola va meglio e sono felice di cenare con lei. Gli rispose sforzandosi di sorridere.
I piatti preferiti di Katrin vennero serviti ai due commensali. Katrin si sforzava di mangiare anche se da tempo non aveva appetito. Jacob le sorrideva, cercava di alleggerire l’atmosfera ma capiva che la ragazza aveva raggiunto un limite che le sarebbe stato doloroso oltrepassare per continuare per altri si mesi quel viaggio che la stava svuotando della voglia di vivere.
Terminata la cena, Jacob estrasse una busta e gliela consegnò, sperando di ottenere quello che lui sperava.
Katrin lesse l’invito della famiglia Mason che la invitava a trascorrere con loro le settimane di festività. C’era un post scritto anche di Mascia e Jonatan che le dicevano che sarebbero venuti a prenderla anche con la forza. Questo la fece sorridere mentre posava l’invito. E’ opera sua, questa, sir Jacob? Gli chiese.
L’uomo sospirò, non poteva ingannarla, non ci sarebbe riuscito. Solo in parte, lady Katrin. L’invito arriva direttamente dai due pestiferi gemelli, non vedono l’ora che lei passi con loro un po’ di tempo. Le rispose.
Va bene, accetti l’invito e provveda, per favore. E dopo, cosa mi aspetta, sir Jacob? Volle sapere.
Suo nonno ha richiesto che lei passi almeno tre mesi in Francia, a visitare mostre, musei, e conoscere alcuni suoi collaboratori. No, non deve prendere nessuna lezione stavolta, soltanto rilassarsi e conoscere Parigi. Sono sicuro che le piacerà. Le disse cercando di essere convincente.
Katrin era rimasta silenziosa. Passare tre mesi invernali a Parigi poteva essere emozionante, conoscere una cultura diversa, un modo di vivere diverso, ma non ne era entusiasta, e Jacob lo sapeva.
Devo proprio andarci, sir Jacob? Gli chiese senza entusiasmo.
Ci sarebbe un’altra soluzione, lady Katrin. Tutta la famiglia Mason passerà parecchie settimane al sud della Spagna, hanno una immensa tenuta e potrebbe partire con loro, non aspettano altro. Le rivelò con un gran sorriso.
A Katrin si illuminarono gli occhi, sapere di poter partire in compagnia e soprattutto della famiglia alla quale si era affezionata era ben diverso.
Vorrei essere adottata dalla famiglia Mason. Va bene sir Jacob, se non ci sono problemi va proprio bene. E finalmente sul suo viso spuntò un timido sorriso.
Anche Jacob sospirò, era riuscito a risolvere un grave problema e a renderla felice, si era accorto di come fosse impaziente e frustrata, aveva avuto il timore che facesse un colpo di testa e tornasse di corsa da suo nonno.
Passò le ultime settimane di istruzione e a metà dicembre prese congedo da quei gentili banchieri che si erano prodigati a illuminarla su varie metodologie del loro lavoro.
Ora l’aspettava un periodo di serenità, o almeno era quello che sperava, poteva dire di aver terminato i compiti che suo nonno le aveva assegnato, e anche prima del previsto.
Si ritirò nella sua stanza, mise in ordine tutti gli appunti che aveva preso in quei mesi e sorrise fra sé: era fiera di quello che aveva imparato.


immagine dal web - diritti e proprietà riservati di Milena Ziletti

venerdì 17 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte settantanove






Jacob rimase in silenzio per qualche secondo. Come desidera, lady Katrin. Finirono la colazione in silenzio e la ragazza uscì per raggiungere Mascia e Jonatan.
Erano giornate bellissime, calde, da assaporare con i piedi nell’acqua fresca del piccolo corso d’acqua, o all’ombra di alberi secolari che ospitavano varietà di uccelli e farfalle.
Katrin amava stare in compagnia dei bambini e Jacob si accorgeva di quando si fossero affezionati. Lord Mason era spesso assente ma lady Olivia invitava spesso la sua ospite per un tè o solo per un po’ di compagnia.
Giugno passava con le sue giornate assolate e tanta serenità. Jacob era sollevato nel vedere quanto Katrin amasse stare lì.
Come al solito Jacob e Katrin stavano facendo colazione insieme. Tutti i pasti che consumava allo chalet erano in compagnia di Jacob, lei non amava stare troppo sola, le ricordava quando era al castello di suo padre e non voleva pensarci.
Le piace stare qui, lady Katrin? Le chiese gentilmente.
Mi piace davvero, mi sento tranquilla, senza impegni che mi assillano e la famiglia di lord Mason è davvero meravigliosa. Gli rispose tenendo la forchetta sospesa.
Vorrebbe passare qui tutta l’estate? La tenuta verrà chiusa a fine settembre e se lei lo desidera posso chiedere a lord Mason il permesso di restare fino ad allora. Le propose.
E i mei impegni in città? Volle sapere.
Quelli possono aspettare l’autunno. Le rispose. Avrebbe voluto aggiungere che era la sua felicità che gli stava a cuore ma non poteva essere così esplicito.
Terminarono in silenzio di mangiare e quando entrò la cameriera per sparecchiare Katrin le chiese di tornare dopo.
Jacob rimase seduto in attesa di conoscere quello che lady Katrin gli avrebbe chiesto, aveva capito che qualcosa la disturbava.
Katrin alzò i suoi splendidi occhi in faccia all’uomo seduto al suo fianco. Sir Jacob, lei sa a cosa serve tutto questo? Tutto quello che mio nonno mi sta imponendo? Gli chiese.
L’uomo doveva centellinare la risposta, non poteva dirle la verità ma sapeva di avere di fronte una ragazza intelligente e perspicace. Lady Katrin, io lavoro alle dipendenze di suo nonno ed ho ricevuto questo incarico. Non ho fatto domande, il mio ruolo non me lo permette. Ho accettato quando mi è stato prospettato il dettaglio e quando l’ho conosciuta ho capito che potevo essere adatto al ruolo. Non mi chieda altro, non potrei risponderle nemmeno se ne sapessi di più. Le rispose cercando di mettere nelle parole tutta la verità che poteva. Siamo insieme da quasi un anno e in questo tempo ho imparato a conoscerla, a rispettarla, a provare per lei perfino dell’affetto, mi permetto di rivelarglielo perché so che mi capisce. Faccio tutto quello che è in mio potere per renderle questo viaggio il più leggero possibile, ma sa bene anche lei che ci sono dei doveri e dei paletti dai quali non si può scappare. Cambierò i programmi ma le garantisco che può rimanere qui tutta l’estate e recupereremo il tempo perso. Non aveva mai fatto un discorso così lungo.
Katrin sospirò, sapeva che quel viaggio, quell’istruzione che stava seguendo aveva uno scopo che le sfuggiva, ma nutriva molta fiducia nei confronti di suo nonno e se c’era una cosa della quale era certa era l’amore di suo nonno per lei e che lei ricambiava con tutto il suo cuore.
Va bene, sir Jacob, torneremo in città l’ultima settimana di settembre, provveda a quello che deve, e grazie di cuore. Chiamò la cameriera e uscì in cerca dei gemelli.
Katrin era allegra, amava quella famiglia e i gemelli erano davvero adorabili. Spesso giocavano insieme e li istruiva all’uso dell’arco, specialità nella quale già eccellevano. Lady Olivia era felice di vedere i suoi figli e la sua ospite così affiatati e non poteva smettere di chiedersi come poteva lord Sheppard perdersi quei meravigliosi anni di sua nipote.
Passò l’estate e settembre arrivò con qualche nuvola di troppo e una leggera foschia. I padroni di casa cominciarono a chiudere le stanze e far trasportare alcuni bauli alla residenza di città.
Faceva già piuttosto fresco e, decisero tutti di rientrare prima.
Era la seconda settimana di settembre quando Katrin e il suo seguito tornarono al loro alloggio di città. I camini erano già accesi e il cielo grigio e plumbeo aveva già fatto scordare le belle giornate estive.
Jacob lasciò passare un paio di giorni poi sottopose a Katrin il nuovo piano di lavoro.
Katrin riprese le sue giornate intense, ancora più delle precedenti dovendo recuperare i mesi trascorsi lontano dalla città. Non si lamentava, si impegnava come aveva sempre fatto.
Il piano originale prevedeva che dovesse trascorrere all’estero almeno tre mesi prima di tornare a casa, ed era quello che non desiderava affatto.
Novembre era arrivato carico di neve e di freddo intenso.
Come consuetudine Jacob stava facendo colazione con la ragazza. Aveva notato che la ruga di tristezza in mezzo agli occhi era tornata. Le aveva fatto varie proposte per svagarsi e lei le aveva sempre rifiutate. Non voleva uscire, non voleva incontrare gente, si ritirava presto nella sua stanza e fino al mattino non voleva che nessuno la disturbasse. Lui era piuttosto preoccupato e doveva affrontare la situazione.

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giovedì 16 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte settantotto






Il mese di maggio fece esplodere una calda primavera.
Ogni giorno, lady Katrin era impegnata, dal documentarsi con i banchieri, alle passeggiate in carrozza, all’allenamento con le sue guardie del corpo, alle serate danzanti e spettacoli teatrali, non aveva possibilità di annoiarsi, ci pensava Jacob a tenerla occupata.
Il mese passò velocemente e Jacob teneva d’occhio Katrin, non gli sfuggiva nulla, nemmeno la piccola ruga in mezzo agli occhi che da un po’ di tempo le segnava il viso. Si era accorto della stanchezza e della noia che provava, di quanto le costasse sottoporsi a tutto quello che lui gli proponeva, era una ragazza con un forte senso di responsabilità e non avrebbe mai confessato a nessuno la fatica che le costava quella situazione. Jacob le si era molto affezionato, provava affetto e sincera stima ma stava molto attento a rimanere al suo posto, sapeva che lei riponeva in lui la massima fiducia e sarebbe bastato poco per cambiare la situazione. Doveva trovare qualcosa che la potesse distrarre.
Si mise in contatto con lord Mason e si accordò senza che Katrin ne venisse a conoscenza.
Anche giugno era iniziato, il tempo passava e questa era l’unica soddisfazione di Katrin, ancora un anno e sarebbe tornata finalmente a casa. Stava facendo colazione con Jacob ed era più silenziosa del solito.
Qualcosa la turba, lady Katrin? Le chiese sollecito.
Niente di importante, sir Jacob, ma sono stanca di tutto questo. Si lasciò sfuggire, sapeva di potersi fidare di lui. Mangiarono in silenzio per qualche minuto.
Mi ha contattato lord Mason e mi ha chiesto se desidera raggiungere lui e la sua famiglia nella dimora di campagna. Ha una splendida villa circondata da un bellissimo parco e vicino scorre un piccolo fiume. Sua moglie e i suoi due gemelli di dieci anni sarebbero molto felici di ospitarla col suo seguito. In estate la città è troppo calda e molto deserta, quasi tutte le famiglie si ritirano nelle case di campagna. Che ne dice, lady Katrin?Le chiese speranzoso.
Katrin rimase pensierosa per qualche istante. Mi piace lord Mason, ho conosciuto anche sua moglie ed è davvero una donna dolcissima. Accetti pure, sir Jacob, ho bisogno di un cambiamento. Gli rispose con un triste sorriso.
Provvedo io ai preparativi, perché intanto non sella il cavallo e va con le sue guardie a fare una bella cavalcata? Sono sicuro che domani possiamo partire. Le disse sollevato.
Cosa farei senza di lei, sir Jacob? Gli rispose sinceramente.
Uscì di corsa seguita dalle guardie.
Jacob fu di parola e il giorno dopo lady Katrin e il suo seguito partirono per la villa di campagna di lord Mason.
Giugno era appena iniziato e già dal lungo viale d’accesso si vedeva tutta la natura sbocciare. La carrozza si fermò davanti alla porta principale e lord Mason e lady Oliva, i gemelli Jonatan e Mascia l’accolsero con estrema cortesia.
Le furono presentati i gemelli che le piacquero immediatamente. L’accompagnarono ad un piccolo chalet immerso fra alberi secolari e la misero subito a proprio agio. Una splendida fontana zampillava lì vicino e il canto armonioso di tanti uccelli le risollevarono immediatamente il morale.
Jacob si accorse subito del cambiamento d’umore della ragazza.
I gemelli rimasero con lei e aspettarono che fosse pronta per poterle mostrare la tenuta.
Erano cavallerizzi provetti e si lasciò guidare fuori dalla proprietà fino al fiume che, pur se piccolo aveva acque impetuose e fredde.
Lasciarono i cavalli e le guardie, Mascia la prese per mano mentre Jonatan le precedeva. Si sentiva bene, ma quanto le mancava una famiglia! Non ne aveva mai avuta una vera, da quando sua madre era morta non aveva più avuto nessuno da amare. La famiglia di lord Mason era quello che avrebbe voluto anche per lei, non era interessata agli affari, ma quello che custodiva nel cuore, nel profondo del cuore e che non aveva mai espresso a voce a nessuno era il desiderio di un marito da amare e dei figli da crescere. Sapeva che sarebbe stata una mamma degna di tale nome, così come sperava di trovare un marito che la amasse e che amasse soltanto lei. Le si presentò nei pensieri il volto di Robin, gli piaceva davvero, ormai lo aveva confessato a se stessa, ma lui non le aveva mai mostrato interesse personale. Sospirò mentre Mascia le stringeva la mano. Le sorrise e immersero i piedi nell’acqua gelida.
Giugno passava e Katrin era felice. Giornate piacevoli con i bambini, allenamenti e gare con l’arco con lord Mason ogni volta che era libero dai suoi impegni. Lady Olivia era ospitale e gentile, aveva scorto nello sguardo della sua ospite quel velo di tristezza che nascondeva con fatica. La osservava giocare coi suoi figli e loro erano felici di stare in sua compagnia. Lord Sheppard sarebbe stato fiero di vedere che ragazza era sua nipote, e anche se non lo avrebbe mai espresso ad alta voce, si chiedeva il motivo di quella lontananza. Non lo avrebbe mai saputo ma era felice di averla sua ospite e sperava che rimanesse per tutta l’estate.
Il suo diciassettesimo compleanno si stava avvicinando. Jacob si chiedeva come affrontare l’argomento e decise di farlo quella mattina a colazione.
Lady Katrin, presto sarà il suo compleanno, ha qualche desiderio? Le chiese.
Lei alzò gli occhi dal piatto e lo fissò cercando la risposta giusta. Nessuno deve sapere del mio compleanno. Gli rispose seria.


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mercoledì 15 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte settantasette






Le regole erano molto semplici, il punteggio era già stato stabilito e chi sommava il maggior numero di punti era il vincitore.
Iniziarono con la classica gara del bersaglio fisso con vari punteggi. Tre frecce per ciascuno. Poi lo stesso bersaglio veniva allontanato.
La giornata era piacevole, il sole cominciava a riscaldare e il cinguettio degli uccelli era davvero armonioso. In disparte un grande tavolo con ogni ben di dio per gli spettatori.
Le prime due gare videro alla fine in testa per un solo punto lord Mason.
Altre due gare con bersagli mobili, troppo facili per entrambi che chiusero in parità.
La quinta gara era su un bersaglio a distanza breve con bersaglio piccolo. Qui fu facile vincere per Katrin, che si trovò in vantaggio di tre punti.
La sesta gara era più difficoltosa. Mentre correvano dovevano colpire bersagli fissi.
La settima bersagli mobili. Era un gran divertimento sia per gli sfidanti che per gli spettatori. Il punteggio era sempre pressochè simile.
Fu così fino alla fine della decima e ultima sfida: perfetta parità.
I giudici decretarono una pausa per decidere come proseguire.
Katrin e lord Mason erano raggianti mentre si stringevano la mano e raggiungevano il tavolo delle libagioni.
Complimenti lady Katrin. Sapevo che fosse brava ma non immaginavo fino a questo punto, deve aver avuto un grande maestro, ma quello che vedo è la sua innata bravura in questo sport, sono proprio curioso di sapere cosa decideranno i giudici, non esiste parità, uno dei due deve vincere. Le disse con estrema gentilezza e sincerità.
Grazie, lord Mason, detto da lei ha molto valore. Amo arco e frecce più della spada e del pugnale. Ho avuto buoni maestri e in questo sport li ho surclassati. Vediamo cosa decidono i giudici. Gli rispose mentre si dissetava.
In disparte Jacob la osservava con occhi colmi di orgoglio.
I giudici chiesero silenzio e chiamarono al loro tavolo i due contendenti.
Abbiamo preso la nostra decisione. Queste due mele(una per ciascuno di voi) verranno posizionate a distanza lunga e chi di voi le colpirà avrà vinto la gara. Siete d’accordo? Chiesero.
I due contendenti annuirono. La sorte aveva stabilito che ad iniziare fosse lord Mason, un unico colpo a disposizione.
Mentre prendeva posizione tutto intorno si fece silenzio.
Lord Mason incoccò la freccia. Era tutto perfetto, nemmeno un refolo di aria, non avrebbe avuto niente da calcolare se non la mira. Tirò la corda e scoccò la freccia che prese di striscio la mela.
Un paggio la raccolse e la portò ai giudici.
Ora toccava a Katrin. Un lungo ciuffo di capelli si era liberato dalla treccia e cominciò leggermente a danzale davanti agli occhi. Si era alzata una leggera brezza e una nuvola dispettosa aveva coperto il sole. Lord Mason capiva bene la differenza fra il suo tiro e quello che doveva fare la ragazza. Era un uomo che non si avvantaggiava nelle sue dispute, ma non poteva farci niente.
Katrin incoccò la freccia e tese l’arco. Respirò lentamente e profondamente. Ci fu un attimo di calma, inspirò e mentre espirava lasciò andare la freccia che seguì col suo respiro e coi suoi sensi, sapeva di aver fatto un ottimo tiro e quando la mela si spappolò capì di aver vinto.
Non c’erano che pezzi sparsi da portare ai giudici ma non fu necessario. Lord Mason la raggiunse e decretò lui stesso la vittoria di lady Katrin.
Complimenti lady Katrin, nemmeno io avrei potuto fare di meglio, ha vinto senza ombra di dubbio. Le disse ad alta voce offrendole in braccio per accompagnarla al tavolo dei giudici.
Era tardo pomeriggio quando si ritirò per prepararsi alla cena e al ballo che ne sarebbe seguito.
Si rilassava nella vasca da bagno e ripensava a quelle giornate così piacevoli. Non aveva nemmeno immaginato di poter vincere addirittura due gare su tre e sapeva che nessuno l’aveva favorita. Ripensò ad Alfred e a Robin, dio quanto avrebbe voluto che fossero lì a vedere i frutti dei loro sforzi. Li ringraziò mentalmente. Entrò la sua cameriera e cominciarono la preparazione per la serata.
Il salone era illuminato e la musica alleggeriva il chiacchiericcio. Buffet con cibo e bevande in abbondanza rendeva la serata ancora più festosa.
I contendenti la raggiunsero e alzarono i loro calici brindando ai vincitori. Lord Mason la raggiunse e la ringraziò di nuovo per la bella prestazione. Mi chiedevo, lady Katrin se fosse disposta a una gara senza spettatori, mi piacerebbe vedere come se la cava col lancio di due o tre frecce contemporaneamente, solo per nostra soddisfazione. Le disse. Katrin gli sorrise. Si metta d’accordo con sir Jacob ed io sarò ben felice di accontentarla. Gli rispose raggiante.
Era stato un fine settimana perfetto. Il mese di maggio stava per iniziare e lei presto avrebbe compiuto diciassette anni. Ebbe una stretta al cuore sapendo che lo avrebbe passato lontano da casa e senza i suoi cari.
Per un attimo il sorriso le sparì dalle labbra. Durò solo un attimo e poi si riprese.
La festa continuò fino all’alba e lei rimase fino alla fine, raggiunse la sua camera che il sole stava già sorgendo. Si sdraiò addormentandosi senza nemmeno svestirsi.



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martedì 14 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte settantasei






Si stava beatamente rilassando nella vasca da bagno circondata da vapori profumati che impregnavano tutta la stanza. La sua cameriera aspettava col telo caldo che lei uscisse dall’acqua. Katrin teneva gli occhi chiusi e rivedeva le gare che aveva terminato. In troppi non avevano ancora capito che non dovevano sottovalutarla, era stato questo l’errore che aveva commesso il suo avversario. Sentì bussare e sir Jacob entrò senza alzare lo sguardo e si sedette dove non poteva vederla.
C’è una novità per la gara con l’arco di domani, lady Katrin. Ci sarà sfida solo fra lei e lord Mason, nessuno degli altri è in grado di compete con lei. Ho già parlato coi giudici e abbiamo combinato le manche di domani. Vuole conoscerle? Le chiese ben sapendo la risposta.
Non mi serve e vorrei che anche il mio avversario non ne venisse a conoscenza, che soddisfazione ci sarebbe altrimenti? Gli rispose.
Le verrà presentato durante la cena e avrete modo di confrontarvi, se lo desiderate. Aggiunse l’uomo.
Katrin aprì gli occhi e osservò il suo arco, le sue frecce, fatte appositamente per le sue braccia da ragazza. Non aveva la forza di un uomo ma arco e frecce erano la sua specialità.
Comunque andrà io sono soddisfatta. Non pensavo di vincere la gara della spada, è stato un colpo di fortuna per me che il mio avversario si sia distratto. Glielo ripeto, sir Jacob, chi mi sottovaluta commette un grande errore. Gli disse mentre usciva dalla vasca e si avvolgeva nel telo caldo.
Jacob rimase immobile immerso nei suoi pensieri. Orami conosceva piuttosto bene quella ragazza e, ogni giorno che passava imparava a stimarla sempre di più. Era anche molto preoccupato, il suo compito era tenerla lontana dalla residenza Sheppard fino al suo diciottesimo compleanno. Fin’ora ci era riuscito, soprattutto perché Katrin nutriva profondo amore e fiducia in suo nonno. Lui non osava pensare cosa sarebbe successo se lady Katrin avesse conosciuto il vero motivo che c’era dietro tutto questo, ma era sicuro che prima o poi lei lo avrebbe scoperto e nessuno, proprio nessuno avrebbe potuto fermare la sua collera. Un brivido gli passò lungo la schiena. Si alzò. Vado a prepararmi, ci vediamo nel salone e devo dire, lady Katrin che ha un sacco di ammiratori e ammiratrici, e se lo merita.
Nel salone era tutto un chiacchiericcio. Dame e cavalieri avevano scommesso e nessuno si aspettava davvero che lady Katrin potesse vincere. Quelli che avevano scommesso su di lei erano raggianti.
Katrin raggiunse il tavolo dei partecipanti alle gare e li salutò. Fu accolta con brindisi e tanti complimenti.
Al tavolo dei giudici, il responsabile chiese un attimo di silenzio. Signore e signori, domani c’è la gara finale, arco e frecce e vi presento i due contendenti. Lord Mason e lady Katrin si contenderanno in dieci manche la vittoria dell’ultima gara. Ogni manche avrà un punteggio e alla fine vincerà chi ha conquistato maggior punti. Nessuno dei due sfidanti conosce quello che sarà la gara, potete fare le vostre scommesse e che vinca il o la migliore. Disse alzando il calice.
Fu una serata davvero divertente. Lady Katrin rispondeva a tutte le domande che molte fanciulle le facevano, le mostravano il loro pugnale e facevano il tifo per lei. Jacob non le toglieva gli occhi di dosso e osservava quanto fosse parca nel bere e nel mangiare, non usciva mai dai binari che lei stessa si era creata.
Lord Mason era un uomo non giovanissimo come gli altri contendenti, un provetto cacciatore che usava arco e frecce fin da quando era bambino. Sarà una bella gara, domani, lady Katrin, so quanto è brava in questo sport e sarà una contesa che divertirà entrambi. E’ un onore per me avere questo privilegio. Le disse facendole un educato inchino.
Grazie lord Mason. Sarà un divertimento anche per tutti i presenti e non vedo l’ora di confrontarmi con lei, anch’io so quanto sia bravo in questo ambito e non sarà facile vincere, ma quello che conta è il divertimento. Gli rispose restituendogli l’inchino.
La serata continuò fra balli e libagioni ma Katrin non toccò altro che il minimo indispensabile, sapeva che aveva davanti una giornata intensa. Jacob vide che si stava annoiando e la raggiunse. Vuole ritirarsi, lady Katrin? Le chiese educatamente. Non vedo l’ora di coricarmi, sono davvero stanca. Gli rispose. Lui le porse il braccio e l’accompagnò nella sua stanza. Ci penso io, lady Katrin a scusarla con gli ospiti. Le disse mentre le apriva la porta.
Finalmente era sola, o quasi. La sua cameriera la raggiunse e l’aiutò a spogliarsi. La congedò e si mise a letto, aveva bisogno di riposare, il suo avversario le avrebbe dato del fino da torcere e non era affaticato come lei.
Chiuse gli occhi e si addormentò subito. Sognò suo nonno, Robin e che le dava indicazioni e poi fu solo buio e silenzio.
Si svegliò al profumo del cibo che la sua cameriera le aveva portato. Come consuetudine Jacob la raggiunse per fare colazione insieme. E’ pronta, lady Katrin? Le chiese. Lei gli sorrise, si vedeva che era stanca ma anche molto eccitata.
Si preparò con pantaloni e giubba. Si fece fare una treccia e si mise intorno alla testa una sottile striscia di cuoio (avrebbe dato inizio ad un’altra moda). Mise la faretra a spalle, contò venti frecce, agguantò l’arco, prese un gran sospiro e scese le scale in compagnia di Jacob.
Nessuno avrebbe mai immaginato che quei nobili fossero già svegli e pronti così presto.
I giudici chiamarono a sé i contendenti e diedero indicazioni per la prima gara.
Si cominciava e Katrin era elettrizzata.

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lunedì 13 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte settantacinque






I tre finalisti: Connors, Jason e Katrin si avvicinarono ai giudici per confermare le regole della finale. Sapevano bene quanto sarebbe stato difficile riuscire a mantenere il controllo nella foga del duello, ma ci avrebbero pensato i giudici a tenere tutto sotto controllo.
Si misero in posa al centro del salone mentre il pubblico rimaneva col fiato sospeso, nessuno di loro si aspettava un finale a tre.
Fecero i saluti di rito. Ci hai tirato un tiro mancino. Disse Jason a Connors, ma dovrai faticare lo stesso. Aggiunse. Lady Katrin io non farò differenze. Disse rivolto alla ragazza. Nemmeno io. Gli rispose lei.
La regola era molto semplice, i giudici scandivano il tempo che due contendenti si alleavano contro l’altro, lasciando a loro stessi la scelta di chi combattere e con chi allearsi. Tutto era pronto.
La prima manche trovò alleati Connors e Katrin contro Jason. Quest’ultimo era davvero molto esperto e, seppure a fatica riuscì a superare indenne la sfida. Poi toccò a Jason e Katrin duellare contro Connors e fu dura per tutti, la stanchezza si faceva sentire. Un sorriso beffardo spuntò sulle labbra di Connors quando con Jason iniziò a incrociare la spada contro Katrin.
La ragazza teneva loro testa anche se con fatica, pure lei sorrideva, non era stata così sciocca da rendere pubbliche le sue mosse e le sue tattiche quando il giorno prima tutti gli occhi erano puntati su di lei mentre si allenava.
Un fragoroso applauso sancì la fine della contesa quando Katrin la superò indenne.
Tre paia di occhi si osservavano. Katrin toccò la punta della spada di Jason e i due iniziarono subito a combattere contro Connors.
Lord Connors si era ben preparato ma i suoi due avversari si stavano impegnando moltissimo. Jason affondò la lama che Connors parò all’ultimo istante e fu in quel momento che Katrin assestò il colpo che mise fine alla gara di Connors. Con una mossa semplice e ben assestata gli fece volare via la spada e lo spinse contro il muro. Jason le si mise al fianco ed entrambe le punte delle lame erano sul petto di Connors che, inesorabilmente veniva battuto.
I giudici intervennero e sospesero solo il tempo necessario per dare il via al gran finale. Connors era furibondo, quella doveva essere la sua rivincita, invece era stato battuto prima di quanto immaginasse.
Jason e Katrin avevano già iniziato a incrociare le lame e il clangore delle spade sembrava ancora più intenso nel silenzio assoluto del pubblico presente.
Katrin aveva dalla sua l’agilità e la velocità oltre alla preparazione, ma Jason aveva i muscoli ben allenati alla fatica e la forza di un fisico ben strutturato.
Ognuno aveva valutato i vantaggi e gli svantaggi dell’avversario mentre le loro spade non smettevano di incrociarsi. Connors li osservava e doveva ammettere che i due finalisti meritavano di essere loro.
Passarono più di venti minuti e nessuno dei due riusciva a prevalere sull’altro. Sudavano abbondantemente e la stanchezza si faceva sentire. Katrin era consapevole che più a lungo la contesa fosse durata più per lei c’erano possibilità di vittoria, il suo fisico leggero e agile poteva ben competere contro quello possente del suo avversario.
Ci fu un attimo dove il pubblico rimase col fiato sospeso quando Jason riuscì a mettere col ginocchio a terra la sua avversaria, era sicuro di poter porre fine alla contesa ora che Katrin era in difficoltà. Da quella posizione non poteva mettere molta forza e dinamismo nella sua lama e fu qui che commise il suo solo errore. Ebbe un attimo di esitazione dovuta solo alla consapevolezza che aveva vinto, gli bastava far volar via la spada dalle mani di Katrin, una mossa senza via d’uscita.
Quell’attimo di esitazione gli costò caro. Katrin rotolò fuori dalla portata della spada di Jason e con una mossa da vera campionessa compì una torsione che la rimise in posizione e, senza battere ciglio con la mossa che Alfred le aveva insegnato tanti anni prima fece volare via la spada dalle mani di Jason. L’espressione dell’uomo era di stupore, non aveva mai visto una mossa del genere. Corrugò la fronte, e cercò di riprendere l’arma, non voleva cedere la vittoria ad una stupida ragazzina. Katrin aveva il fiatone e aveva ben stretta la sua spada, mai nessuno era riuscito a togliergliela. Il seno si alzava e abbassava con gran frequenza. Leggeva bene negli occhi del suo avversario tutta la rabbia per avere perso contro di lei. Rimanevano in silenzio ad osservarsi, la spada di Jason era lì vicino, Katrin alzò un sopracciglio, in attesa. Non ci fu altra possibilità, i giudici intervennero e decretarono la vittoria di Katrin.
Un boato di applausi fece quasi cadere il soffitto. Jacob le fu al fianco con un panno umido e una borraccia di acqua. Sia fiera di se stessa, lady Katrin, questi signori non hanno ancora visto di cosa è capace con l’arco. E’ stata davvero una gran bella gara. Le disse con gli occhi che gli ridevano dalla contentezza.
Lord Connors la raggiunse. E’ stata davvero insuperabile, lady Katrin. Ma io voglio ancora la mia rivincita. Le disse inchinandosi. Ora riposiamoci, abbiamo tutti bisogno di un bagno. Ci ritroveremo nel salone per la cena e potrà ricevere tutti i complimenti dei presenti, e devo dire con tutta sincerità che se li è meritati. Venga, i giudici le devono consegnare il premio.
Era davvero felice, stanca ma felice. Jason la raggiunse e la ringraziò per la bella gara, aveva vinto senza ombra di dubbio.
Jacob la raggiunse e l’accompagnò nella sua stanza. Non c’era bisogno di chiedere come si sentisse, era evidente quanto fosse soddisfatta.


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venerdì 10 gennaio 2020

KATRIN, LA SUA STORIA


KATRIN, LA SUA STORIA

parte settantaquattro






Le sue cameriere erano già all’opera e lei non ci mise molto a cambiarsi d’abito. Prese la spada, l’arco con le frecce, il suo pugnale sempre al fianco.
Un valletto l’accompagnò dove era stato allestito il necessario per la gara. Alcuni giovanotti le fecero un inchino quando la videro. Connors la raggiunse. Faccia come se fosse a casa sua, per noi tutti sarà un piacere stare ad ammirare. Le fece strada.
Chi vuole incrociare la spada con me? Chiese ai presenti.
Iniziarono ad allenarsi con molto impegno. Trascorsero alcune ore senza che si risparmiassero.
A cena, nel grande salone era un gran vociare. Lunghe tavole con cibo di ogni varietà e camerieri silenziosi che versavano da bene. Al tavolo padronale sir Connors e Katrin erano in compagnia di alcuni giovanotti.
Sir Connors brindò alla salute di tutti e soprattutto della sua ospite speciale. Mangiarono e scherzarono, poi il padrone di casa prese la parola.
Signori e signora, domani inizieremo le gare. In tutto siamo in dodici a partecipare, ci saranno dei giudici imparziali e la sorte ha stabilito che si inizierà con la gara corpo a corpo col pugnale che per l’occasione avrà la lama ricoperta per non ferire l’avversario. Si procederà poi con la spada e infine con l’arco. Ogni specialità avrà un vincitore. Ci sarà un pubblico di gentildonne e gentiluomini che potranno scommettere. Il buffet sarà sempre ben rifornito e i giudici hanno già stabilito la tabella di marcia. Alziamo i calici e brindiamo: vinca il migliore o la migliore. Si alzarono tutti e brindarono.
Gli occhi di Katrin brillavano dall’aspettativa, sapeva che non poteva competere con nessuno di loro per la gara col pugnale, serviva troppa forza e lei non era allenata, per la spada poteva sperarci, ma con l’arco non temeva rivali.
Era l’alba quando alcune carrozze arrivarono alla grande dimora di lord Connors. Katrin era già sveglia e pronta a scendere per colazione. Sentì un gran vociare ancora prima di giungere nel salone. Si fece silenzio quando lei entrò. Si fermò sbalordita alla vista di tanto pubblico. Giovani donne, uomini attempati, tutti pronti per assistere alla gara e per scommettere.
Connors raggiunse Katrin e l’accompagnò al suo tavolo. Fecero colazione insieme. E’ emozionata, lady Katrin? Le chiese mentre un cameriere porgeva i piatti.
Non lo ero fino a quando non sono entrata, non mi aspettavo così tanta gente ad assistere alla gara. Gli rispose sincera.
Sono venuti per lei, lady Katrin, per vedere con i propri occhi se le chiacchiere che si sono diffuse dopo che mi ha battuto sono vere o false, non li deluda, lei è davvero molto in gamba. Le disse serio.
Vennero presentati i cinque giudici, ognuno aveva il compito di dirigere le gare e di dare, in caso servisse il loro voto per decretare il vincitore.
Il capo dei giudici prese la parola e descrisse le regole delle gare. In mattinata il corpo a corpo col pugnale, nel pomeriggio il duello con la spada e la mattina successiva la conclusione con l’arco. Chiamò i partecipanti, li presentò al pubblico e, finalmente si diressero nel grande salone per dare inizio alle eliminatorie.
Le prime due coppie iniziarono e la gara non durò a lungo. Katrin si avvide che nessuno dei primi quattro era forte abbastanza per quella specialità. Le sei sezioni furono terminate in un paio d’ore, e a sorpresa Katrin aveva passato il turno. Ora erano tre coppie che si sfidavano, Connors iniziò e battè con facilità il suo avversario. Gli altri due contendenti caddero malamente e non poterono continuare. Katrin aveva di fronte un giovane che pareva un gigante. Iniziarono a combattere ma la disparità di forze era evidente a tutti. Molte giovani donne incitavano Katrin ma dopo pochi minuti venne battuta. Era felice di essere riuscita ad arrivare fin lì. In finale Connors riuscì a battere agilmente il suo avversario e fu il primo vincitore del torneo.
Katrin si avvicinò e gli fece i complimenti. Dopo la pausa per il pranzo c’era la sfida alla spada e lei non stava nella pelle.
Mangiò il minimo indispensabile e bevve solo poca acqua, mentre i suoi avversari esagerarono con cibo e vino, sorrise fra sé.
I giudici richiamarono i contendenti e raggiunsero di nuovo il salone. Le scommesse erano tante e le signorine puntavano su lady Katrin, era la gara della spada e sapevano tutti quanto fosse brava.
Lei e il suo avversario sarebbero stati gli ultimi a scendere in campo. Tutti i contendenti eccellevano con la spada, era l’arma più diffusa e ognuno di loro aveva il proprio stile.
Katrin stava duellando col suo avversario e non ci mise molto a vincerlo.
Un fragoroso applauso chiuse la prima manche.
I giudici estrassero a sorte le tre coppie rimaste e anche stavolta Katrin passò il turno. Erano rimasti in tre e dovevano duellare. Connors raggiunse i giudici e chiese silenzio.
Se i miei avversari sono d’accordo, propongo una sfida contemporanea a tre. Disse attendendo la risposta. L’altro finalista acconsentì e altrettanto fece Katrin.
I giudici presero atto e diedero le regole.
Si presero mezz’ora di pausa per rifocillarsi e, puntualmente, nel silenzio assoluto dei presenti, i giudici diedero il via al gran finale.
Jacob non si perdeva una mossa, comunque andasse era fiero di quella ragazza.

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